Presentato il Patto in un clima di collaborazione

Posted by MES

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Auspicando potesse venir fuori l’ondata di novità espressa dal Movimento Etico Solidale, Jacopo Fo da buon padrone di casa, ha dato il via alla due giorni (14 e 15 ottobre) di presentazione del Patto per la Nuova Era.
Il presidente del Mes, Fabio Salviato ha esordito spiegando che proprio la situazione di rapida evoluzione ha determinato la nascita del movimento.. Grazie alla sollecitazione di Daniela Guerra, ha riflettuto rispetto ai ben tre milioni di cittadini eticamente responsabili e al rapporto di estrema sofferenza tra cittadini e politica.
Dopo aver illustrato i primi passo relativi alla nascita del Mes ha espresso la necessità, visto che la società civile non riesce ad esprimersi, di organizzare un movimento per portare avanti i dettami di una nuova economia e finanza.

patto_alcatraz_20Attualmente le rappresentanze politiche esprimono insensibilità rispetto alla crisi finanziaria che potrebbe essere affrontata in modo diverso. Sull’esempio dell’incontro fondativo del Movimento Ecologista Francese a Parigi, a cui ha assistito, che siglò un patto inizialmente con cinquanta organizzazioni che nei successivi tre mesi divennero tremila, riscuotendo alle elezioni il 12 per cento, intende procedere. La Banca rappresenta molte organizzazioni di cittadini socialmente responsabili ( sta realizzando ad Alcatraz, un progetto per costruire il più grande villaggio ecologico italiano, un luogo dove fare buone pratiche)  indignati per la situazione attuale, inoltre nell’ultimo periodo molte organizzazioni si sono mosse. I creativi culturali, ad esempio, citati anche da Lifegate sono il 35 per cento e non hanno un interlocutore politico. Il Mes che sta contattando Zanotelli, Don Ciotti, Gesualdi, l’area di Carta, ha la consapevolezza che siamo ad un passo da una grande realizzazione se ci mettiamo a discutere sui se e sui ma – ha tenuto a precisare – non ne usciamo. Stanno proseguendo nel frattempo gli incontri per mettere insieme organizzazioni che fanno riferimento alle liste civiche e al movimento ecologista, per aggregare il sociale e l’ambientale come diceva Alex Langer. Per questo è stata preparata una proposta di Patto e una campagna di sottoscrizione.

patto_alcatraz_14ottobre_12Erano presenti all’incontro Luigi Barbieri vicepresidente di Banca Etica, Maria Cristina Dal Bosco, braccio commerciale delle idee di Jacopo, gestisce un sito online di prodotti ecotecnologici, commercio equo, Mercidolci ha sempre lavorato con l’idea di fare impresa in modo etico. Da due anni e mezzo organizzano i gas per impianti fotovoltaici e grazie ai finanziamenti di Banca Etica, hanno aziende con certificazione etica, una filiera controllata.
Carmela Ieroianni della cooperativa Immigrazionisti, nata da qualche tempo a Milano. Giovanni Aquati dell’associazione Mairi e Soliles, da una trentina d’anni si occupa di finanza etica ed è uno dei fondatori di Banca Etica. Agisce all’interno di una  associazione per lo sviluppo di iniziative di microcredito per immigrati.
Luca Sartorato di Ecor NaturaSi è nel settore da vent’anni. Crede fortemente nel Mes ed è infatti tra i fondatori. Jacopo Fo ha spiegato che Alcatraz è ora una flotta di microaziende, una rete aperta dove c’è un criterio di qualità. Per realizzare cose bisogna dargli gambe perciò è importante la presenza di persone che abbiano esperienze pratiche, già da dieci anni il loro intento è far circolare la ecotecnologia. Hanno creato un sistema di certificazione aperta a tutti, la loro idea è collegare l’attività di propaganda con uno strumento di autofinanziamento.
Giuseppe Solinas di Ecor NaturaSì, ha spiegato di essere stato colpito dal Manifesto del Mes e di essersi immediatamente associato.  Chiacchiere ne sento da anni, voglio impegnarmi per vedere se si concretizza qualcosa. Alessandro Doria di Ecor NaturaSì, è entrato in quell’azienda perché credeva nella sua filosofia. Ha vissuto per vent’anni a Marghera è perciò attendo a tematiche ambientali, e ritiene che sia arrivato il momento di fare qualcosa.
patto_alcatraz_3Fausto Carotenuto del movimento politico spirituale Coscienza in Rete, ha spiegato la loro origine antroposofica. Praticano una forte analisi politica ma al loro interno ci sono anche economisti alternativi e sono connessi al movimento dei creativi culturali. La constatazione del risveglio dell’amore che è dentro di noi per uscire da una società predatoria, porta molte persone a voler cambiare qualcosa, per inserire l’elemento dell’anima cosciente nella politica che è invece il campo della predazione. Un movimento di verità che deve elaborare forme di pensiero e gruppi di lavoro. Quest’ultimo movimento politico spirituale è collegato con Una Rete d’Amore, di cui fa parte Elena Parisi che si occupa dell’organizzazione di incontri e congressi e anche Massimo Fabbri che spera si possa fare qualcosa per risolvere la situazione. Angelo Masetti anch’esso di Coscienza i Rete, sindacalista che si occupa di migranti, è presidente dell’associazione Forum Italia Somalia per la pace e la ricostruzione.
Cinzia Morsiani presidente del Wwf Emilia Romagna ha precisato come l’associazione che si interfaccia con amministrazioni e gestisce le oasi, abbia allargato la mission. E’ presente all’incontro per curiosità. Denuncia una carenza di cultura nel settore ambientale ( a fronte di leggi europee c’è un vuoto locale) che sono applicate al minimo ridotto. E’ necessario ridare forza e dignità al messaggio ambientale, oltre ai pannelli, è, necessario puntare sul risparmio energetico e favorire una cultura con basi scientifiche.

patto_alcatraz_5Marisa Cengarle del Forum Cooperazione e Tecnologia ha spiegato che in questi anni per produrre un risultato di qualità ambientale la difficoltà maggiore è stata interloquire con gli amministratori. Non c’è mai una visione d’insieme.
Il progetto del patto potrebbe aggregare ambiti di innovazione ora non connessi, fertilizzare un modo diverso di fare politica senza logica partitica. Tra gli obiettivi ci dovrebbe essere quello di alzare il livello della politica.
Daniela Guerra di Impronta Leggera, consigliere regionale dell’Emilia Romagna per i Verdi, ha spiegato che l’associazione è nata per fare emergere attività artigianali e auto imprenditoriali. L’obiettivo è patto_alcatraz_19organizzare un atelier condiviso affinché queste realtà escano dall’anonimato; sono alla ricerca di uno strumento finanziario adeguato. Per alzare il livello della politica, non basta chiederlo, il mondo dell’alternativa in politica (per ora, ndr) non conta ma “non si conta per le buone idee ma con i numeri”. Questo mondo deve essere capace di pesare, attualmente gli amministratori finanziano gli inceneritori e non il fotovoltaico.
Massimo Montanari della segreteria regionale Emilia Romagna del Wwf è presente per curiosità. Paolo Mascellani socio di Banca Etica ha aderito con un certo entusiasmo. Si interessa di finanza etica e ha fondato una cooperativa di produzione lavoro a Pisa per dare maggiori opportunità che si occupa di informatica. Da quasi vent’anni segue percorsi politici e ritiene che gli amministratori locali non abbiamo un progetto politico per il loro mandato, spesso i partiti fungono da filtro in negativo perché quelli bravi vengono fermati. Crede molto nella formazione e nell’importanza di organizzare una scuola di politica.
patto_alcatraz_10Alfredo Giacon ha raccontato la sua esperienza di vita, 15 anni in barca a vela.  Ha puntato l’attenzione sull’importanza delle tematiche ambientali e sociali che ha sempre cercato di diffondere. Attivo come scrittore, cinque i libri pubblicati da Mursia, ritiene che la qualità della vita cambiando lo stile e adottando buone pratiche non peggiori,  anzi. Ha abbandonato la barca per seguire il progetto del Mes.  Provarci è un dovere civile.
Al termine delle presentazioni la discussione si è concertata inizialmente sui numerosi movimenti che hanno già dato disponibilità all’adesione, buddisti, Gas, Des, Amici della bicicletta, Liste civiche che si stanno unendo per cercare di  creare un movimento nazionale. Anche la lista civica sarda IRS (indipendenza repubblicana della sardinia) ha stilato un patto fotocopia del Mes ed è disponibile.
patto_alcatraz_11Grande interesse hanno espresso i Comuni Virtuosi e Jacopo Fo ha fatto presente la disponibilità di Grillo e dei Meetup, non tralasciando l’importanza di lanciare una campagna di proposte concrete. Anche Gesualdi ha espresso nel suo libretto la necessità di trovare una maniera per agire.
La realtà ha sottolineato Salviato, è che ci sono dieci anni di tempo per adottare un sistema economico sociale e finanziario nuovo: è necessario mettere in rete le reti. Come cittadino, genitore si sente in dovere di fare qualcosa. Ai cittadini responsabili di destra o di sinistra bisogna fare delle proposte concrete. Mettere insieme le reti significa attrarre consensi significativi, utilizzare intelligenze e capacità per fare un percorso.

Dal dibattito è emersa la necessità di una unità sulla pratica di lavoro, lanciando una strategia aggregante non tralasciando l’elemento culturale per fare un ambientalismo che metta insieme movimenti sganciati dai partiti. Ma non bisogna dimenticare i meccanismi diversi tra associazionismo e politica, in Francia la spinta l’hanno data i leader. Nel nostro paese purtroppo esistono “leaderini” inseriti in un meccanismo che disgrega e non unisce. Tutti vogliono fare il terzo polo ma con chi si alleano? Langer scriveva della necessità di creare il consenso e alla luce di ciò un manipolo di eroi (anche se in consiglio comunale o regionale, ndr) non è più così efficace.
La questione di genere viene sottovalutata e solo per citare un esempio i gas di Milano che coinvolgono più di novanta famiglie sono tenute in piedi da donne. Lavorando con le amministrazioni si nota una grande differenza se la giunta è mista o no, in quanto la visione d’insieme è tipica femminile, dunque è importante un conto strategico della rappresentanza di genere. Bisogna avere una visione globale delle associazioni e rompere con i compartimenti stagni per andare verso l’unità; importante dichiarare il metodo e avere unità sulle pratiche. L’accesso reale ai mezzi di comunicazione di massa è anch’esso fondamentale.  Fabio Salviato ha individuato otto aree interconnesse, segmenti da riuniree.  A conclusione della prima giornata le associazioni presenti hanno aderito al Patto per la Nuova Era.

Scenari di sviluppo del Patto e delle Campagne

patto_alcatraz_15ottobre_1Il 15 ottobre il presidente del Mes ha tirato le fila delle giornata precedente proponendo di costituire una piattaforma dove discutere regole e strategie nella misura in cui si trova adesione alla proposta di patto e programma avanzate dal Mes.  Successivamente potrebbe essere convocata una assemblea generale dove definire i passi organizzativi.
Idee realizzabili, ha puntualizzato Aquati, nel momento in cui ci sono azioni concrete, per fare una lista ci vuole un terzo soggetto che fa da raccordo, un gruppo di controllo per rompere il meccanismo di distacco tra chi gestrice il potere e la base.
Luigi Barbieri ha esposto la necessità di una progettualità sulla comunicazione, importante si formare una costituente ma poi calarsi nel territorio. I tempi per arrivare alle regionali non sono lunghi. Visto che le scelte dei politici attuali – ha puntualizzato Daniela Guerra – non vanno verso il risparmio energetico e l’autoproduzione, è molto difficile lavorare alla base per condizionare le scelte, perciò bisogna trovare il modo di stare assieme superando gli steccati, la classe dirigente deve essere generosa e lungimirante. Siamo in grado di fare una cosa grande ma non possiamo perdere.
patto_alcatraz_6La nascita di un movimento federatore, ha puntualizzato Cengarle, è una scelta di fondo per comunicare l’architettura politica. Di movimenti ce ne sono molti ma manca la capacità di connettere. E’ importante fare delle scelte di fondo costruendo mentre si cresce, essere oggetti connettori che sanno lavorare in rete e le campagne sono progetti connettori.
Per consolidare le buone pratiche, ha aggiunto il presidente del Mes, c’è bisogno di una cultura. Stiamo sciogliendo le cime d’ormeggio – ha detto Giacon traendo dal gergo marinaresco – poi imbarcheremo l’equipaggio”.

patto_alcatraz_14Il programma politico deve spaziare su tutti gli aspetti della vita pubblica, imparare dagli errori è una sfida appassionante secondo Mascellani. Gli ingredienti per questa ricetta sono un gruppo coeso con capacità di orizzonti, visioni larghe e obiettivi ambiziosi, non bisogna lasciarsi condizionare dalla realtà attuale, rappresentiamo una grande forza che è incapace di coagularsi, ha aggiunto Salviato, dobbiamo saper ascoltare e rispondere ai bisogni. La società civile si sta organizzando per sanare la frattura con la politica e trovare soluzioni, la politica deve essere a servizio della società civile urge trovare soluzioni perché si va incontro ad una crisi sistemica che peggiorerà. Con la politica dei piccoli passi – ha aggiunto Jacopo Fo – affrontiamo la politica del grande sogno. Siamo nati cambiando la realtà.
Importante inoltre fare una mappatura del terzo settore, un censimento e un vademecum. Obiettivo di unità comune è elaborare il patto di una nuova costituente e per fare partire il percorso a livello territoriale creando delle sentinelle locali, dei moduli formativi e lanciando la campagna Stacca la Spina. (p.m.)
(p.m.)
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7 Responses to “Presentato il Patto in un clima di collaborazione”

  1. Buondì,
    io aderisco (e credo di poter parlare anche a nome di mia moglie) all’inizativa, anche perché avevo già iniziato di mio. Da qualche anno ho cambiato tutte le lampadine a incandescenza; bevo solo acqua dal rubinetto; mi sposto solo con mezzi pubblici; per il 90% faccio la spesa al NaturaSì; al 99% non mangio più carne (dal mese di luglio, dieta prettamente vegetariana).
    Per cui quando sarà il momento di votare per il futuro movimento ecologista italiano alla stregua di quello francese contate pure su due voti.
    Saluti

  2. [...] Leggi il resoconto delle due giornate [...]

  3. Mi par di capire che il MES va coi Verdi, cercando l’alleanza elettorale con Grillo.
    La presenza di Daniela Guerra che è esponente della maggioranza dei Verdi, portatrice dell’opzione di fare liste ecologiste autonome dall’esperienza Sinistra e Libertà, è significativa.
    Solo che convincere Grillo a stare in alleanze di Centro-Sinistra non mi pare che sia tanto facile, indipendentemente dalle speranze di Jacopo Fo.

  4. Leggendo attentamente ciò che è stato pubblicato e che è emerso si capisce che il Mes vuole essere un collante tra le varie istanze comuni che i movimenti vogliono portare avanti e che tutti i cittadini responsabili hanno ben presente. C’è bisogno di gente disponibile a lasciare da parte particolarismi e differenze per percorrere un cammino di novità e proposte concrete che cambino realmete le scelte politiche degli amministratori. Continuare a sprecare energie per altri obiettivi mi sembra inutile. Sarebbe ora di concentrarsi tutti in modo produttivo verso il cambiamento.

  5. Stefano Dell’Agata ha una visione del mondo politico arcaica e le sue congetture sono inutilmente macchinose e portano a perdere di vista la positività dell’iniziativa del MES. Non riesce a capire che siamo assolutamente trasversali.

  6. Sono io che sono arcaico o sei tu Alfredo che ti sei perso qualche passaggio?
    O è Daniela che lascia il percorso dei Verdi per seguirne un altro?
    Prova a dire che sono due percorsi diversi!
    Cell. 329/8321500 se vuoi ne parliamo a voce.

    Cito:
    Assemblea nazionale 2009
    Documento politico approvato

    I VERDI ITALIANI VERSO LA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA
    IL CORAGGIO DI OSARE
    (…)
    E’ evidente che non possiamo avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” assieme a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che – in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro – si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia. E tutto ciò recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano in questa direzione nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.
    (…)
    Per tutte queste considerazioni l’Assemblea nazionale dei Verdi italiani considera
    - conclusa la partecipazione dei Verdi a “Sinistra e Libertà”;
    - superata l’esperienza politica e organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi italiani come l’abbiamo e come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni.
    I Verdi italiani scelgono di contribuire alla nascita di una Costituente Ecologista, mettendo a disposizione persone, mezzi, esperienze.
    (…)
    Entro il gennaio 2010 i Verdi italiani contribuiranno, insieme a tutti gli altri soggetti ecologisti interessati, alla convocazione della Costituente Ecologista per dare vita al nuovo soggetto politico ecologista.

  7. [...] Video Leggi il resoconto delle due giornate Inizia la Nuova Era? Si, e sa si fragole a panna …dal blog di Jacopo [...]

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