Patto per la Nuova Era
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Le associazioni che hanno aderito
Il momento storico che sta vivendo il nostro paese è cruciale: i) la grave crisi economico-finanziaria ha trovato l’Italia in una già delicata fase di recessione; ii) la politica è diventata sempre più autoreferenziale e lontana dai problemi reali, tutta tesa alla ricerca di un facile consenso o impantanata in una litigiosità di tipo partitico che lascia scarso spazio al confronto e alla ricerca di soluzioni di lungo respiro; iii) è cresciuta la sfiducia dei cittadini che si sono allontanati dalla partecipazione alla res publica, mentre è aumentato il disinteresse per le tematiche collettive e si è affermato un individualismo egoistico che non consente azioni di ampio respiro per l’affermazione del Bene comune.
Il mercato mondializzato ha fatto emergere tutte le grandi contraddizioni che non siamo riusciti a risolvere e che anzi si stanno nettamente aggravando quali la predazione sistematica dei beni naturali, l’aumento del divario tra paesi ricchi e poveri, l’uso della guerra come metodo per risolvere i conflitti, l’aumento della distanza tra governanti e governati non solo nei regimi autoritari, ma anche laddove il regime formale è democratico, la concentrazione dei mezzi di informazione in poche potenti mani, la finanza sempre più scollegata dall’economia reale, l’accesso al credito per pochi.
Esiste però, in mezzo a questo quadro desolante, per dirla con Paul Hawken, “Una moltitudine inarrestabile” che si configura come un insieme di anticorpi di questa nostra società malata, vari e di vario genere: associazioni, imprese, gruppi di acquisto, movimenti che reagiscono all’imperante insostenibile modello di sviluppo e che dimostrano la reale possibilità di agire diversamente.
La crescita continua ad essere invocata da tutti i leader politici (di destra come di sinistra) come l’unico motore di sviluppo futuro e di uscita dalla crisi quando non c’è dubbio che la stessa economia tradizionale legata al libero mercato è essa stessa minacciata da un incontrollato meccanismo di crescita.
Alle persone, sempre per dirla con Hawken, viene chiesto di fidarsi di sistemi politici ed economici che in tutti questi anni hanno inquinato le risorse idriche, l’aria e il mare, hanno defraudato le comunità, umiliato la forza lavoro, abbassato il reddito della maggior parte delle persone e consumato le risorse naturali e prodotto rifiuti in misura superiore alla capacità di carico del pianeta.
Tutto questo deve essere fermato
E’ necessario ed urgente che le persone ed i gruppi che già operano per la costruzione di un mondo, di una economia, di una società chiamata alternativa all’imperante sistema, diano alle genti la speranza che diversamente si può operare anche nelle sedi politiche ed amministrative. Che si può ridurre l’impronta ecologica delle nostre città e dei nostri stili di vita, che si può rimettere al centro delle scelte politiche il Bene comune e non quello dei grandi potentati economici.
A fronte di questa situazione, per reagire in modo costruttivo e positivo noi associazioni e movimenti nati dal basso, convinti che un’altra politica è doverosamente possibile,
ci impegniamo
- a realizzare unitariamente un movimento politico d’opinione congiunto che, partendo da varie posizioni di pensiero, ma avendo un democratico rispetto per tutti e cercando di dare risposte concrete ad esigenze diffuse, sappia affrontare con serietà e determinazione la difficile situazione italiana, in collegamento anche con altri partner europei, coinvolgendo le persone in un’attività di vera partecipazione;
- a contrastare il fatalismo che sta dilagando e che toglie fiducia nella reale possibilità di cambiare l’economia, di ridurre lo sfruttamento dell’ambiente e di ripristinare la solidarietà sociale;
- a creare le condizioni per l’affermazione di una politica legata al senso di responsabilità, all’etica, alla solidarietà, al rispetto pieno della democrazia e della partecipazione;
e per questi motivi rinnoviamo il nostro impegno
- a lavorare assieme con tutti quei soggetti che intendono aderire ad un percorso così delineato per redigere un programma del Patto Associativo.
I temi sui quali ci si incentrerà riguarderanno, in prima istanza: la costruzione di una cultura di pace, la sensibilizzazione al bene comune, la promozione di una politica di solidarietà, la sensibilizzazione all’ambiente e alle sue politiche, la condivisione della ricchezza prodotta, la trasparenza nell’azione, il cambiamento dell’attuale sistema economico e finanziario verso un futuro in cui la tecnologia ed il lavoro umano non siano più finalizzati alla crescita.
Tutto ciò dovrà essere declinato con azioni concrete che saranno formalizzate in un programma politico che dovrà trovare attuazione nei modi che saranno discussi ed elaborati.
Come Associazioni e Movimenti ci impegniamo lealmente e partecipativamente a cercare, in modo aggregato, di mettere in atto una politica di servizio e di rispetto delle persone e dell’ambiente, ben sapendo che solo da queste idee si trarrà un messaggio politico vero e non ideologico che potrà permettere un cambiamento per le persone del nostro tempo.
È difatti venuto il tempo di agire, visto tutto ciò che ci circonda e visto che il non impegnarsi diventerebbe foriero di gravi conseguenze. E’ l’ora di coagularsi e di lavorare insieme sui temi che ci uniscono e che tutti conducono alla realizzazione di un’alternativa possibile. Si legge, infatti, nel Manifesto del Movimento francese “Europe Écologie” (1) :”Non fare niente aprirebbe la porta a delle politiche autoritarie per gestire le penurie o le conseguenze delle migrazioni di origine climatica. Agire è evitare la barbarie per scegliere la civiltà. Non abbiamo più tempo. Tutti gli indicatori volgono al rosso. Il nostro modello di sviluppo è polverizzato dai fatti! Accecati dall’ ideologia della crescita senza limiti, drogati dal lasciar fare del liberalismo, il sistema produttivo piomba tutto dritto verso la catastrofe, come un battello ebbro. Ovunque l’insicurezza sociale aumenta. Il progresso perde il suo senso a vantaggio di una salita della futilità e della distruzione del vivente. L’umanità avanza verso il suo deserto”.
È, in definitiva venuto il tempo in cui mettere da parte le piccole particolarità, che hanno spesso diviso le persone più che le idee, per confluire in politiche aggregative che certamente riusciranno a coinvolgere tutte quelle persone che hanno perso il gusto della res pubblica, in quanto considerata - a torto – non più raggiungibile, per riprendere con vigore una strada del e per il bene comune.
Come Movimenti ed Associazioni ci impegniamo in tal senso, con serietà e doveroso senso civico.
Firmato
scarica in pdf patto associativo per la nuova era
(1) Europe Écologie ha raggiunto il 16,28% di suffragi espressi a livello nazionale, il più alto risultato mai realizzato da un partito ecologista in una elezione europea in Francia. Questo risultato ha assicurato ad Europe Écologie 14 seggi al Parlamento Europeo.
- settembre 25th







Mi piacerebbe che fosse più chiaro se il MES intende proporsi per la costruzione di un altro Partito politico in Italia, oppure aggregarsi alla federazione comunista, o aSinistra e Libertà, o al nuovo Partito di Grillo, o al PD, o ad altro.
Personalmente non credo che ci sia bisogno di ulteriore frazionamento, anche perché siamo poi gli stessi e le stesse a fare i pionieri.
Al MES mi pare manchi di nominare esplicitamente la questione di genere, una questione che ho posto spesso anche dentro Banca Etica.
Caro Stefano, il MES in questi ultimi tempi è cresciuto notevolmente e la strada che all’inizio aveva imboccato con timore e qualche dubbio, si sta facendo più chiara e definita. Certo non abbiamo ancora preso la via maestra, ma ci stiamo avvicinando molto. Dopo aver incontrato molti “creativi culturali” (mi piace il nome e lo prendo in prestito perchè queste persone si potrebbero chiamare “illuminate” o più semplicemente attente e sensibili a ciò che accade intorno a loro) che stanno sollevando l’urgenza di concentrarsi su poche ma importanti tematiche che anche noi abbracciamo, abbiamo avuto la conferma di cio che in tutta sincerità ci aveva fatto alzare dalla poltrona indignati per dire BASTA, adesso non protesto più, mi rimbocco le maniche e mi tuffo nella mischia. Attenzione però, buttarsi nella mischia non vuol dire essere come gli altri litigiosi. Per noi è entrare nel campo di battaglia e cercare una nuova forma di dialogo con la gente, una nuova strada da intraprendere per raggiungere obiettivi concreti e coerenti con i nostri valori, quei valori che gran parte della classe politica non rispecchia e non promuove. I valori che per noi nessun partito è in grado di trasmettere perchè li hanno persi per strada. A questo punto per il MES diventa naturale partorire un figlio che riunisca persone nuove con idee nuove e concrete per migliorare questa società rispettando il pianeta che ci ospita e tutti i suoi abitanti. Noi siamo slegati dalla politica arcaica di partito e di colore. Non c’è più tempo ne risorse da spendere per parlare di quello che ci divide, bensi cerchiamo di concentrarci sulle tematiche che ci uniscono. Temi concreti come il preservare la natura, creare nuovi posti di lavoro, avere una finanza etica, utilizzare fonti di energia alternative, problemi attuali che bisogna risolvere subito, senza perdere tempo a chiacchierare. Ormai la gente ha capito che siamo ad una svolta epocale, le persone si stanno svegliando dal torpore in cui per oltre un decennio erano cadute. Queste persone, noi, siamo stanchi di vedere il mondo della politica da lontano. Siamo stanchi di divulgare buone prassi che molti seguono ma che chi detiene il potere rifuita o fa finta di non vedere. Viviamo in una democrazia che sta degenerando. Come noi tanti altri se ne sono accorti e vogliono, pretendono di provare a cambiare le cose. Non possiamo fermarci davanti a piccoli ricatti sentimentali o nostalgie per amori finiti. Se ci mettiamo in gioco non vogliamo che ci venga detto che non si può fare perchè si indebolisce un partito o un’ideale. Siamo appena nati perchè crediamo che ci sia più bisogno di gente come noi che di politici che negli ultimi dieci anni hanno dilapidato un patrimonio.
Non parlerei quindi di “frazionamento” caro Stefano, noi siamo noi. Stiamo crescendo perchè parliamo con tutti di progetti concreti senza preconcetti, perchè ormai c’è bisogno solo di buon senso, ed il buon senso non ha colore.
Scusa se mi sono dilungato, solitamente cerco di non scrivere troppo ma il tema che hai sollevato meriterebbe ben più ampia risposta di questa.
Spero di incontrarti ad Alcatraz per un dialogo più aperto.
Ciao
[...] e le legislazioni che ci condizionano. La proposta del Movimento Etico Solidale è siglare un Patto (che verrà presentato il 14 e 15 ottobre) dove mettere insieme le forze in un percorso che possa [...]
Caro Alfredo,
scusa ma la risposta non mi convince, anzi.
“Noi siamo noi” cosa significa?
In questi giorni a Treviso c’è una serie di iniziative (“Sobrietà come stile di vita” http://www.sobrietas.org/ ), tra gli organizzatori c’è chi appoggia il PD, chi IDV, chi SeL, chi FeM.
Siamo uniti come associazioni nel costruire l’iniziativa, c’è una base di valori comuni, di pratiche condivise, ma abbiamo prospettive politiche diverse, starebbero (e stavano) tranquillamente insieme nel centro-sinistra, ma non riuscirebbero a stare insieme nello stesso partito.
Porre la prospettiva di un nuovo partito porterebbe a divisioni, se si vuole parlare di impegno nella politica non “da lontano” credo che l’unica strada percorribile sia quella di un MES trasversale, capace di supportare i suoi esponenti che partecipano direttamente alla politica istituzionale.
Poi sulla gente sono molto meno ottimista, se la politica è degenerata non è successo per colpa del destino cinico e baro, ma perché le persone hanno accettato le piccole e grandi furberie.
Non c’è un popolo sano con un gruppo dirigente malato, il popolo non era condizionato dai carri armati per strada, dallo stato di polizia, ha dato il suo consenso.
E dentro al popolo lo hanno dato anche i “buoni”, i “puri” esponenti dei movimenti, spesso pronti ad accettare generosamente un posto al sole (con annesso stipendio da parlamentare).
La situazione è molto più drammatica, e le cose che dici non mi sembrano sufficienti ad incidere efficacemente sulla realtà.
Poi scusa, ma mi pare che il tuo linguaggio sia poi alla fine un po’ politichese, e non dia assolutamente l’impressione di una politica nuova.
Un’altra cosa, sul risultato dei Verdi in Francia, sicuri che se il PSF non avesse scelto la strada dell’harakiri spodestando Segolene Royale, ci sarebbe stato quel successo?
E da ultimo, mi tocca ripetermi, ma la questione di genere (femminile) mi pare che manchi assolutamente.
Caro Alfredo,
riscrivo anche perché non potrò venire ad Alcatraz, lavoro in quei giorni.
C’è un’altra questione che vi pongo, rispetto alla collocazione del MES.
Parla per me e meglio di me quest’intervista a Norberto Bobbio.
Ciao
http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=28
Norberto Bobbio
Destra e sinistra in politica
DOMANDA: Di fronte alla crisi delle ideologie, che certamente c’è stata in questi ultimi dieci anni, ha preso un po’ il sopravvento un certo spirito di razionalizzazione della politica. In altre parole cerchiamo di razionalizzare lo stato di cose presenti “senza troppi grilli per la testa” e senza troppe fumisterie ideologiche. Però non pensa che nella politica ci debba comunque essere anche un dover essere, anche senza chiamarlo ideologia? Che si debba guardare lontano, in prospettiva storica, e non soltanto al dopodomani?
Ci dev’essere l’uno e l’altro: oggi, in una società complessa ci sono molti problemi che devono essere risolti di volta in volta. Io credo che oggi nessuna classe politica può fare a meno di questa politica contingente, di questa politica della congiuntura: però si pone certamente il problema degli scopi ultimi.
Soprattutto i partiti che si considerano di sinistra, cioè i partiti riformatori, devono avere delle mete ideali: è solo attraverso questo criterio delle mete ideali che possono esistere la libertà, l’uguaglianza, il benessere ecc.
Lei può distinguere un provvedimento di riforma da un provvedimento non di riforma. Quali sono le ragioni per cui Lei dice che una legge è una legge di riforma? Lei dice che una legge è una legge di riforma, riforma vuol dire che in qualche modo trasforma la società presente in quanto è ispirata ad un valore importante, un valore ideale non riconosciuto in quella determinata circostanza.
Io faccio l’esempio della legge che ha liberalizzato i manicomi. Noi oggi diciamo che è stata una riforma, buona o cattiva. Certamente è stata una riforma proprio perché era ispirata ad un valore fondamentale che è quello della libertà, della liberazione, della liberazione anche di coloro che nella storia dell’umanità sono stati considerati come coloro che non potevano essere liberati, che non avevano diritto di essere liberati. Quindi riconoscere a queste persone il diritto di esser liberi come gli altri, questa è una grande trasformazione. E’ una trasformazione della società che si ispira ad un valore fondamentale: per questo si può dire che è una legge di riforma.
DOMANDA: Quindi possiamo dire che non è corretto parlare di tramonto delle ideologie, ma soltanto di crisi di determinate ideologie, e che non si può fare la politica senza avere dei grandi ideali.
Non si può assolutamente. Soprattutto i partiti di sinistra si distinguono di solito dai partiti di destra e dai partiti conservatori proprio perché vogliono trasformare la società. I conservatori sono quelli che vogliono conservare quello che c’è: i partiti di sinistra vogliono trasformare. Per trasformare bisogna farlo in base a principi, in base a degli ideali che giustifichino la trasformazione: bisogna giustificare la trasformazione. La differenza fra il conservatore e il riformatore è che il conservatore non ha bisogno di giustificare la conservazione, invece colui che vuole riformare la società deve giustificare, deve giustificare perché la vuole; e non può giustificarlo se non ricorrendo a dei grandi principi: e questo è Giustizia e Libertà.
DOMANDA: Questo vuol dire anche che l’uomo politico di sinistra deve avere delle qualità ben superiori a quelle del conservatore, il quale deve semplicemente amministrare ciò che c’è?
Beh! Non stiamo a sottilizzare su queste differenze. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza.
Tratto dall’intervista “Che cos’è la democrazia?” – Torino, Fondazione Einaudi, 28 febbraio 1985
Caro Stefano, peccato non incontrarci ad Alatraz, ma ci saranno altre occasioni per parlare amabilmente delle tematiche che hai riportato. L’unica cosa che per ora non posso accettare è quando mi dici che scrivo in “politichese”… io sono un giornalista ma sopratutto uno scrittore che nei suoi libri cerca di trasmettere le emozioni vissute, i colori, i profumi e le peculiarità dei tanti luoghi visitati e vissuti. Cose vere che contrastano con il parlare e scrivere di nulla, appunto il politichese. Il mio primo libro pubblicato dalla casa editrice Mursia nel 2001 “oltre l’orizzonte” è alla terza ristampa ed è sempre venduto in libreria perchè sembra che riesco a scrivere facendomi capire. Forse tu sei abituato a confrontarti con persone formazione culturale più politica della mia e quindi tendi a voler leggere quello che scrivo in un’ottica più vicina al tuo mondo. Io non ho mai fatto politica, anzi l’ho sempre rifiutata ma questo non vuol dire che non mi sono mai impegnato socialmente o cercato di divulgare buone prassi partendo dalle mie esperienze. Se adesso mi sono convinto ad essere più presente ed impegnarmi in modo diverso è perchè il mondo dell’attuale politica sta invadendo e rovinando anche gli spazie che prima ne erano immuni, sta fagocitando tutto e tutti per distruggere, annientare e svilire l’essere umano ed i suoi rapporti. In questa società non esiste più armonia perchè una politica degenerata e degenerante ha cercato di spremere fino al midollo le persone ed il pianeta che ci ospita.
Ciao
Caro Alfredo,
non entro nel merito dei libri che scrivi, a me appaiono retoriche e in politichese frasi come queste:
“Noi siamo slegati dalla politica arcaica di partito e di colore.”
“Non possiamo fermarci davanti a piccoli ricatti sentimentali o nostalgie per amori finiti.”
Io sono abituato a confrontarmi con i colleghi di lavoro in fabbrica, oltre che con le amiche e gli amici del volontariato, oltre che con la politica, e le due frasi assomigliano più a ciò che sento nella terza situazione, piuttosto che nelle altre due.
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[...] presentazione del Patto per la Nuova Era promossa dal Movimento Etico Solidale che si è svolta il 14 e 15 ottobre presso la Libera [...]