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	<title>Commenti a: Patto per la Nuova Era</title>
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	<description>Movimento Etico Solidale</description>
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		<title>Di: Alfredo Giacon</title>
		<link>http://www.movetico.org/patto-per-la-nuova-era-2/comment-page-1/#comment-115</link>
		<dc:creator>Alfredo Giacon</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:04:22 +0000</pubDate>
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		<description>Pienamente in linea con Danilo, stiamo promuovendo la sottoscrizione del PATTO PER LA NUOVA ERA, un documento che come si può leggere sul nostro sito è assolutamente cristallino e trasversale, aperto a tutti e che deve essere arricchito da tutti. Con tantissime associazioni abbiamo in comune valori e obiettivi, allora cos&#039;è questa paura di &quot;contaminazione&quot;. Forse i tanti LEADER-INI pensano di perdere di prestigio personale se si fondono in un movimento enorme che può davvero spostare il peso dell&#039;attuale politica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pienamente in linea con Danilo, stiamo promuovendo la sottoscrizione del PATTO PER LA NUOVA ERA, un documento che come si può leggere sul nostro sito è assolutamente cristallino e trasversale, aperto a tutti e che deve essere arricchito da tutti. Con tantissime associazioni abbiamo in comune valori e obiettivi, allora cos&#8217;è questa paura di &#8220;contaminazione&#8221;. Forse i tanti LEADER-INI pensano di perdere di prestigio personale se si fondono in un movimento enorme che può davvero spostare il peso dell&#8217;attuale politica?</p>
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		<title>Di: MES</title>
		<link>http://www.movetico.org/patto-per-la-nuova-era-2/comment-page-1/#comment-114</link>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 07:53:39 +0000</pubDate>
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		<description>Pubblichiamo un commento di &lt;a href=&quot;http://retiglocali.it/destati/2009/10/25/democrazia-a-km-zero-des-e-molto-altro/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Danilo Castagnetti&lt;/a&gt; che recentemente è stato a Firenze al forum “Democrazia a Km zero”, promossa da Carta. 
E&#039; stata una esperienza molto interessante - dice Castagnetti - eravamo circa duecentocinquanta persone provenienti da tutta Italia. Persone che sono lì convenute in rappresentanza dei più disparati movimenti che si occupano di ambiente, acqua come diritto, libertà di stampa, emarginazione, migranti, decrescita, e molto altro con l ‘ intento di costituirsi, in qualche modo in un movimento comune verso un cambiamento , verso un nuovo modello di società.
L&#039; imperativo: rimettere persone, comunità  ed ambiente al centro delle decisioni politiche. Un’ unione che riesca a delegittimare, sovvertire,in modo non violento, un sistema economico sbagliato e pervasivo che oramai ha mostrato palesemente tutti i suoi limiti. Un nuovo soggetto che riesca a raccogliere il generale malcontento della nazione verso i poteri politici sempre più corrotti ed inetti. Una realtà che possa incidere in maniera significativa sull’ inalienabile diritto dovere dei cittadini di occuparsi della cosa pubblica, esercitando controllo e contributo attivo alla formazione delle politiche pubbliche a fianco di chi vi è preposto per delega. 
Se, da un lato, l ‘obiettivo non poteva che essere  chiaro e  ben definito, la sensazione, dapprima  esaltante per l’ atmosfera che vi si poteva respirare per  tutte le energie che vi erano espresse , si è lentamente, come troppo spesso oramai accade, spenta a causa di  alcune, poche, questioni  fondamentali: la mancanza di volontà  e capacità di ascolto, la mancanza di umiltà che fa sì che si arrivi a questi incontri per auto referenziarsi con discorsi preconfezionati, l’ incapacità di riuscire ad uscire dai propri ruoli per perseguire un fine più grande ed infine l’incapacità a cogliere l‘urgenza di agire: non è più tempo di dibattere, è già troppo tardi.
Evidentemente  godiamo a fare il gioco di chi ci vuole tutti disuniti,  e ancora di più ci meritiamo tutto ciò che sta accadendo. 
Effettivamente soffro oramai della sindrome dell’ eroe  di Cervantes , gli stessi  problemi  li devo affrontare anche a livello locale, impegnato  ad introdurre il cambiamento attraverso un diverso modello economico con un distretto di economia solidale, apolitico, trasversale, partecipativo, comunitario,  incontro  la maggior difficoltà nell’ aggregare le associazioni che già operano  e teoricamente dovrebbero essere più sensibili ai temi trattati, come se avessero paura di contaminarsi, perdere la loro identità.
Troppe cose sono incomprensibili, solo pochi giorni dopo il Movimento Mes  del Manifesto  Etico  Solidale si è incontrato a Perugia per dibattere gli stessi temi, non si sarebbe potuto fare un incontro comune ? Leggendo gli interventi seguiti a questo incontro mi viene da sorridere perché leggo testualmente da parte di alcuni che vi hanno partecipato, forse  a titolo personale ( ma dichiarando chiaramente la propria  appartenenza), che erano presenti “ per curiosità” eppure il contenuto del manifesto era ben chiaro. 
Stessa cosa a Firenze dove ho assistito a interventi, a volte, più tesi a dichiarare distinguo e particolarismi che desiderio di ascoltare e collaborare.
No  amici così non si va proprio da nessuna parte!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo un commento di <a href="http://retiglocali.it/destati/2009/10/25/democrazia-a-km-zero-des-e-molto-altro/" rel="nofollow">Danilo Castagnetti</a> che recentemente è stato a Firenze al forum “Democrazia a Km zero”, promossa da Carta.<br />
E&#8217; stata una esperienza molto interessante &#8211; dice Castagnetti &#8211; eravamo circa duecentocinquanta persone provenienti da tutta Italia. Persone che sono lì convenute in rappresentanza dei più disparati movimenti che si occupano di ambiente, acqua come diritto, libertà di stampa, emarginazione, migranti, decrescita, e molto altro con l ‘ intento di costituirsi, in qualche modo in un movimento comune verso un cambiamento , verso un nuovo modello di società.<br />
L&#8217; imperativo: rimettere persone, comunità  ed ambiente al centro delle decisioni politiche. Un’ unione che riesca a delegittimare, sovvertire,in modo non violento, un sistema economico sbagliato e pervasivo che oramai ha mostrato palesemente tutti i suoi limiti. Un nuovo soggetto che riesca a raccogliere il generale malcontento della nazione verso i poteri politici sempre più corrotti ed inetti. Una realtà che possa incidere in maniera significativa sull’ inalienabile diritto dovere dei cittadini di occuparsi della cosa pubblica, esercitando controllo e contributo attivo alla formazione delle politiche pubbliche a fianco di chi vi è preposto per delega.<br />
Se, da un lato, l ‘obiettivo non poteva che essere  chiaro e  ben definito, la sensazione, dapprima  esaltante per l’ atmosfera che vi si poteva respirare per  tutte le energie che vi erano espresse , si è lentamente, come troppo spesso oramai accade, spenta a causa di  alcune, poche, questioni  fondamentali: la mancanza di volontà  e capacità di ascolto, la mancanza di umiltà che fa sì che si arrivi a questi incontri per auto referenziarsi con discorsi preconfezionati, l’ incapacità di riuscire ad uscire dai propri ruoli per perseguire un fine più grande ed infine l’incapacità a cogliere l‘urgenza di agire: non è più tempo di dibattere, è già troppo tardi.<br />
Evidentemente  godiamo a fare il gioco di chi ci vuole tutti disuniti,  e ancora di più ci meritiamo tutto ciò che sta accadendo.<br />
Effettivamente soffro oramai della sindrome dell’ eroe  di Cervantes , gli stessi  problemi  li devo affrontare anche a livello locale, impegnato  ad introdurre il cambiamento attraverso un diverso modello economico con un distretto di economia solidale, apolitico, trasversale, partecipativo, comunitario,  incontro  la maggior difficoltà nell’ aggregare le associazioni che già operano  e teoricamente dovrebbero essere più sensibili ai temi trattati, come se avessero paura di contaminarsi, perdere la loro identità.<br />
Troppe cose sono incomprensibili, solo pochi giorni dopo il Movimento Mes  del Manifesto  Etico  Solidale si è incontrato a Perugia per dibattere gli stessi temi, non si sarebbe potuto fare un incontro comune ? Leggendo gli interventi seguiti a questo incontro mi viene da sorridere perché leggo testualmente da parte di alcuni che vi hanno partecipato, forse  a titolo personale ( ma dichiarando chiaramente la propria  appartenenza), che erano presenti “ per curiosità” eppure il contenuto del manifesto era ben chiaro.<br />
Stessa cosa a Firenze dove ho assistito a interventi, a volte, più tesi a dichiarare distinguo e particolarismi che desiderio di ascoltare e collaborare.<br />
No  amici così non si va proprio da nessuna parte!</p>
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