La finanza etica nel 2020, storia di una grande opportunità

Posted by MES

Davanti a noi abbiamo un decennio che sarà fondamentale per definire verso quale sviluppo economico, finanziario ed ambientale sarà orientato il nostro pianeta. Oggi tutti parlano del 2020. Entro il 2020 la Germania vuole produrre un milione di auto elettriche, ed entro il 2022 chiuderà tutte le centrali nucleari attive. In Gran Bretagna le nuove automobili dovranno funzionare a batteria o almeno con un motore ibrido.

Anche il parlamento europeo ha approvato un pacchetto clima-energia per ridurre i gas serra del 20% entro il 2020. Il 25 maggio del 2011 è stata depositata al parlamento europeo l’interrogazione tesa a  richiedere alla commissione il riconoscimento della finanza etica, anche come sistema di banche che promuovono lo sviluppo economico ed occupazionale in maniera compatibile.

Il rapporto  Mapping the global future  del National Intelligence Council ( NIC) il centro che elabora gli studi strategici per il governo degli Stati Uniti, prevede che, nel fatidico 2020, l’economia mondiale sarà cresciuta dell’80% rispetto al 2000 ed il reddito pro-capite di circa il 50%. La globalizzazione sarà sempre più guidata da Cina ed India e le classi medie, fondamentali per lo sviluppo  economico, emergeranno per la prima volta in paesi, oggi considerati poveri. Il Prodotto Interno Lordo della Cina potrebbe diventare il secondo al mondo , dopo gli Stati Uniti, mentre l’India  è destinata a raggiungere le principali nazioni Europee.

Lo stesso rapporto, pubblicato nel 2004 ed elaborato in base a consultazioni con “esperti di istituzioni non governative” conferma però che “le disparità economiche tra Nord e Sud del mondo continueranno ad essere significative” l’analfabetismo è previsto in declino, ma resterà “ diciassette volte più diffuso nei paesi poveri che in quelli dell’OCDE”.  In almeno quaranta paesi ( in particolare in Africa, Asia Centrale e Russia), l’aspettativa di vita sarà più bassa di quanto lo fosse nel 1990.

Intanto la domanda complessiva di energia continuerà a crescere e “ nonostante i progressi nell’efficienza energetica, l’energia consumata aumenterà di almeno il 50 per cento e si produrrà ancora prevalentemente con il petrolio”.

Sempre secondo il Nic, nel 2020 le energie rinnovabili soddisferanno poco meno del 10% del fabbisogno totale di energia e  la corsa al petrolio, accompagnata da un progressivo esaurimento delle riserve , sarà la causa delle maggiori tensioni geopolitiche che si verificheranno nel mondo. Lo sfruttamento crescente dei giacimenti di gas sposterà progressivamente il baricentro del potere energetico dal Medio Oriente alla Russia, al Nord Africa, al Canada.

Ma non è solo l’ambiente il problema. La crisi che stiamo vivendo è ben più profonda. Possiamo tranquillamente parlare di una crisi sistemica, cioè di un’insieme di crisi diverse: finanziaria, ambientale, sociale, culturale e politica. Per la prima volta nella storia l’uomo attraverso la propria azione potrebbe generarne la propria fine, e quindi è proprio in questo decennio che questa nostra generazione avrà il compito di trovare soluzione adeguate, tali da permettere ai 9 miliardi di persone che nel 2020 popoleranno il nostro pianeta opportunità di vita decorose.

L’umanità sta correndo come una locomotiva impazzita verso  l’autodistruzione.

Non ne usciremo facilmente, dobbiamo armarci di molta determinazione e pazienza, anche di un po’ di fantasia e di volontà di combattere. Sarà un cammino lungo e difficile, dovremo avere la capacità di saper “ aggiustare il tiro” progressivamente, strada facendo.

La crisi finanziaria

La crisi finanziaria esplosa nell’ottobre del 2008 con la difficoltà di alcune banche Americane, si è sviluppata, in maniera contagiosa in tutto il mondo. La finanza speculativa, accompagnata da un sistema di regole che hanno permesso uno spaventoso sviluppo dei cosiddetti “ titoli tossici” ( prodotti finanziari altamente speculativi, derivati cdo etc.) Nessuno è in grado di quantificare la quantità di titoli tossici che circolano nel mondo, secondo alcune stime della banca mondiale, il totale equivale a circa 13 volte il prodotto interno lordo mondiale, un enorme valanga di carta che produce altra carta, che si muove da una parte all’altra del pianeta, ma che non ha più nessun riferimento con un qualsiasi valore reale. Questa enorme massa di “ titolo spazzatura” minano alle fondamenta il sistema finanziario che ne è stato l’ideatore, l’inventore,  perché i manager delle principali banche avevano trovato un sistema incredibile, producevano titoli e scaricavano il rischio del titolo sull’investitore, ricavandone commissioni che vanno dal 7% al 25%, i bilanci delle banche chiudevano con consistenti profitti ed i manager intascavano compensi e bonus stratosferici. Gli stipendi dei manager aumentavano sempre di più a tal punto che il rapporto tra uno stipendio normale di un qualsiasi impiegato di banca ed un manager poteva essere di 1 ad 800, insomma si erano perse le misure ed anche i rapporti con la realtà.

Le banche però cominciavano ad avere problemi perché la gente, i risparmiatori si fidano sempre di meno di un sistema finanziario opaco, ogni settimana negli Stati Uniti Falliva una banca e poi quando è fallita la Lehman e Brodhors il mondo finanziario era arrivato al limite del collasso. Le istituzioni sono dovute intervenire iniettando 4.800 miliardi di dollari nel sistema finanziario , per tentare di salvarlo, ma tutto questo non è bastato, le banche non continuavano a prestarsi il denaro tra di loro, allora in poco tempo si è provveduto a modificare alcune regole contabili, in particolare una che permetteva alle banche di contabilizzare a bilancio il valore dei titoli tossici al valore pre-crisi, in pratica le prime 20 banche del mondo avevano dichiarato nei loro portafogli titoli tossici che se fossero stati venduti avrebbero avuto un valore doppio rispetto al patrimonio delle banche stesse. In pratica il sistema finanziario è tecnicamente fallito, ma attraverso regole compiacenti, i bilanci sono stati  “ falsificati”, d’altronde era in gioco la stabilità del sistema finanziario.

La crisi è ancora profonda e la strada per imboccare l’uscita si deve trovare molto velocemente.
L’esperienza delle banche etiche potrebbe aiutare il sistema finanziario a recuperare lo spirito e poi le regole che per secoli hanno caratterizzato il sistema finanziario mondiale.

La finanza etica

Da tanto tempo ormai è entrato nel lessico economico il concetto di finanza etica ossia di una finanza attenta affinché il denaro sia per l’uomo e non viceversa. Tale concezione è però quasi sempre stata presente, almeno fino a non tantissimi anni fa, quando vi è stata la netta distinzione tra momento della produzione della ricchezza ed il momento della sua re-distribuzione. Il dualismo originato ha sicuramente costituito un’accelerazione del ben-avere, ma non si può affermare anche una qualità del ben-essere.

L’applicazione dei concetti di un sano comportamento (etica), in relazione ad un’adesione ad un pensiero preesistente di riferimento. Si fa risalire nel 1760 a John Wesley, fondatore della chiesa metodista, che sosteneva fermamente l’esigenza di legare etica e finanza ritenendo che gli investitori non dovessero agire come proprietari bensì come custodi dei beni di loro proprietà, senza creare ricchezza a scapito del loro prossimo. Da allora la finanza etica si è diffusa e consolidata sia come intermediario bancario finalizzato a sostenere progetti legati ad attività sociali ed ambientali, sia nei confronti di una finanza socialmente responsabile, attraverso la selezione di imprese quotate in borsa, utilizzando criteri di valutazione appunto di eticità e sostenibilità ambientale.

Di conseguenza il fine della finanza etica è un’attività in cui il denaro è uno strumento diretto, verificabile e assertivo al servizio di pratiche economiche che tendono essenzialmente non ad una crescita neutra dell’utile derivante da attività finanziarie ( interessi, dividendi, capital /gain ed altro), ma , sebbene non rinunciando ad un onesto guadagno, ad una crescita socio/economica a favore degli stesi soggetti economici che vivono e lavorano in un territorio,

Oggi il termine etico applicato all’economia è decisamente molto utilizzato da tutti (forse anche troppo) fino ad arrivare alla considerazione che in economia, come in finanza c’ è bisogno di etica, ma di quella vera, applicata concretamente nel sistema finanziario come in quello economico.

Le Banche Etiche in Europa

Le Banche Etiche in Europa sono una ventina,  la gran parte sono associate a FEBEA (Federazione Europea delle Banche Etiche ed Alternative).
La prima banca etica è nata in Olanda Triodos Bank, si è diffusa con propri sportelli anche in Belgio, Inghilterra, Spagna e Germania, la gran parte delle banche etiche è dedicata ad iniziative di carattere ambientale (agricoltura biologica, energie rinnovabili) solamente Banca Popolare Etica in Italia oltre a queste caratteristiche si è distinta fin dall’inizio per il sostegno ai settori della cooperazione sociale ed associazionismo.

Banca Popolare Etica è nata l’8 marzo del 1999, oggi a 12 anni di distanza può contare circa 36.000 soci una raccolta di 670 milioni di euro, impieghi per circa 600 milioni di euro deliberati un capitale di 35 milioni di euro e 14 sportelli presenti nelle principali città italiane. Le potenzialità per  uno sviluppo in Italia di una finanza eticamente orientate sono notevoli, se pensiamo che le organizzazioni che fanno riferimento al vasto arcipelago del no-profit sono circa 230.00 ed hanno un fatturato che rappresenta il 2% circa del pil nazionale.

Il ruolo rappresentato da Banca Etica e dalle Banche Etiche in generale è sempre stato quello di saper stimolare il sistema bancario e finanziario al fine di saperne determinare il cambiamento.

Quale futuro ci attende

In seguito all’attuale crisi finanziaria, a  mio avviso il mondo della finanza classica e dell’economia cercheranno di stabilire un rapporto di collaborazione con il mondo della finanza etica, ma ci vorrà ancora diverso tempo, visto che sui mercati internazionali, la voglia di riguadagnare le posizioni perse dei profitti a causa della crisi sta nuovamente portando ad operazioni speculative e di nuove immissione di titoli “ tossici”, in ogni caso stiamo assistendo ad una serie di provvedimenti che vanno nella direzione giusta:

La recente modifica del Testo Unico Bancario , che  darà la possibilità anche alle associazioni senza fine di lucro di effettuare dei microcrediti, naturalmente entro parametri  e dimensioni ben definiti, La presentazione avvenuta il 24 maggio scorso di una interrogazione al  parlamento europeo tesa a riconoscere il ruolo delle banche etiche, rappresentano a mio avviso dei passi timidi, ma significativi di un riconoscimento generale del ruolo che le banche etiche hanno saputo svolgere, soprattutto in questi ultimi 3 anni di crisi finanziaria ed economica.

Il cambiamento sarà possibile solamente se sapremo procedere a determinate condizioni:

1-    La finanza etica dovrà saper trovare una propria unitarietà e dovrà procedere su proposte e progetti comuni

2-    La finanza Etica dovrà saper fare  bene rete tra diversi soggetti europei e mondiali, cercando di coinvolgere istituzioni politiche e finanziarie

3-    E’ necessario che concetti economici di economia civile, finanza etica di bene comune sia più studiati ragionati e discussi per poterli diffondere maggiormente tra l’opinione pubblica.

In conclusione si può dire che la finanza etica rappresenterà obbligatoriamente il futuro di una finanza che non potrà più essere speculativa ed alla ricerca del profitto, ma che dovrà sempre di più mettersi al servizio della persona ed avere la capacità di poter rispondere ai bisogni espressi dai cittadini e dalle comunità.

E’arrivato il momento di recuperare un rapporto più diretto ed autentico, anche nei confronti del mondo dell’economia e della finanza, d’altronde , a mio avviso per superare questa grave crisi, non ci potranno essere soluzioni miracolose, ma un lento, ma progressivo processo di cambiamento del nostro stile di vita. Questo comporterà capacità, intelligenze, determinazione, volontà nel cercare di capire quali strumenti saranno necessari, da parte della finanza etica sicuramente l’utilizzo di nuovi strumenti quali il microcredito, il recupero di “ capitali pazienti “ capaci di poter essere investiti in attività innovative, quali il recupero delle terre per coltivare agricoltura biologica, l’investimento nei confronti delle energie rinnovabili, rappresenteranno le nuove sfide di una società in costante e continuo cambiamento.

Tutto questo potrà realizzarsi anche se il mondo sia della società civile e della politica sapranno mettersi assieme per capire che queste istanze di cambiamento dovranno essere tradotte in proposte, in leggi, in regolamenti in discipline capaci di permettere , prima di tutto di definire le “nuove architravi” della economia civile, cioè dell’economia del futuro un economia ed una finanza più giuste ci “ traghetteranno” fuori dalla civiltà dei consumi e della massimizzazione del profitto, verso una società a misura d’uomo capace di poter dare una risposta sostenibile e sobria a questo “popolo in cammino” che oggi è alla ricerca di una luce, forse di nuovi leader, di una guida più sicura, e sicuramente di pace, di giustizia di solidarietà, ma di tanta e tanta fiducia.

Un augurio quindi a tutti noi, cittadini socialmente responsabili perché attraverso l’uso responsabile del nostro denaro e dei nostri consumi potremo concretamente iniziare a costruire questo nuovo mondo che oggi non è solamente possibile ma che diventa sempre di più necessario.

Fabio Salviato
fsalviato@bancaetica.com

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