Il Programma del Mes
Il programma politico del Mes è la risultante del pensiero che ha portato alla scrittura del Manifesto e al Patto Associativo. Da quel pensiero è possibile far discendere le idee che portano alla prassi di un fare rispettoso dell’attività da affrontare, evidentemente nel pieno assorbimento dei “principi attivi” inseriti.
Il programma del Mes si può coniugare in diversi moduli che hanno a che fare sia con attività molto pratiche, che abbisognano solo di una volontà molto semplice e per cui serve un tempo relativo, e sia con attività più complesse che necessitano di più complesse elaborazioni. È del tutto evidente che le prime attività sono all’interno delle seconde.
In ogni caso ciò che si propone con questo scritto è solo uno scheletro di possibili azioni che dovranno poi essere scritte attentamente dai vari artefici delle attività pratiche, in modo da non essere solo teorici ma offrire valide soluzioni. È poi del tutto evidente che quello che si scrive non può essere il Tutto del pensiero del MES, ma solo un iceberg che potrà far capire le sue valenze attive.
Relativamente alle attività più complesse si possono indicare (da far compilare dagli esperti dei settori):
1) Tutela generale dell’ambiente: politica dei trasporti compatibili e non inquinanti; sviluppo sostenibile, con rigenerazione del territorio e della Natura e con la valorizzazione delle città artistiche, della montagna, della collina, del mare, della pianura, ecc.; politica energetica basata su fonti rinnovabili non inquinanti; installazione di pannelli fotovoltaici e solari; piantagioni di ingenti quantitativo di alberi per ristabilire un equilibrio naturale e con l’istallazione di nuovi parchi regionali, come ad es. il Parco del Baldo, ed espansione del verde urbano; sviluppare l’economia verde e mettere a disposizione terreni per le coltivazioni; costruire molti km di piste ciclabili con nuovi criteri (ossia piste non formali ma sostanziali) e piano di trasporti con mezzi non inquinanti, compreso piano di mobilità per disabili, bambini ed anziani.
2) Politica del lavoro e dell’impresa: creazione di nuove infrastrutture compatibili con il territorio ed in particolare miranti all’occupazione giovanile e attuazione sistematica dei D.E.S., ecc..
3) Gestione del bilancio pubblico: sana ed oculata politica di bilancio (con il metodo del bilancio partecipativo) improntata alla massima sobrietà e con partecipazione dei principi della Finanza Etica, senza sprechi e proprio per sostenere attività non lucrative; equità fiscale e lotta all’evasione e all’elusione; politica del risparmio finanziario dei cittadini e non dello spreco e riduzione dell’impatto della finanziarizzazione negli Enti Pubblici.
4) Stato sociale: nuova dimensionalità che tenga conto dei concreti e novelli bisogni attuali; salario minimo ai disoccupati per superare la crisi e sostegno alle fasce deboli della popolazione con il coordinamento ed il coinvolgimento delle associazioni del territorio; generare un modello di società che metta in evidenza i veri, concreti e attuabili “nuovi stili di vita” con ricorso ai G.A.S. e quant’altro; sviluppare forme di Microcredito e garantire una casa a tutte le famiglie indigenti, ma con concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazione d’uso di aree industriali dismesse.
5) Politica scolastica: improntata a vera serietà ed integrazione e con risposte tecniche adeguate per uno sviluppo integrale della persona; attenta politica delle costruzioni scolastiche.
6) Sicurezza: giuste e solidali forme di vera sicurezza sociale con integrazione e non con esclusione.
7) Capitale Sociale locale: tutela della persona umana e della famiglia nel pieno rispetto delle opinioni religiose e civili; rispetto dei diritti di tutti – specie dei più deboli – con valorizzazione senza emarginazione di alcuno e attuazione di diritti sociali (la casa, il lavoro, ecc.) avendo a riferimento l’Economia Civile.
8) Tutela sanitaria: sensibilità estesa al malato più che alla malattia; riduzione nel miglior modo possibile dei privilegi e dei costi per generare più assistenza locale, specie delle persone anziane.
9) Politica sportiva e del tempo libero: in grado di far emergere le relazioni umane piuttosto che la sola competitività; realizzazione compiuta delle Banche del tempo; connettività internet gratuita per i residenti nei comuni d’appartenenza; ricreare luoghi d’incontro e rivitalizzazione dei centri storici con una nuova politica commerciale e mettere fine ai grandi Centri commerciali esterni.
10) Politica del Turismo: valorizzazione del Turismo responsabile e dei territori senza alcuna distruzione dell’ambiente e perseguendo nel modo più attento coloro che attentano (o hanno attentato) ad essi.
Credo che un documento completo non possa nascere se non da una discussione tra di noi coinvolgete e concreta, con la visione completa dei problemi, con tutti i suoi pro e contro.
(a cura di Riccardo Milano)
scarica in pdf Programma MES
La seconda bozza del programma: verso una nuova era
- settembre 25th







Scrivi un commento