Il Manifesto
Nella cultura liberi
nella politica uguali
nell’economia solidali
Sono i tre principi della Rivoluzione Francese declinati per i diversi ambiti del la vita sociale e, in qualche modo, sono contenuti in questo manifesto: le culture devono essere libere e rispettarsi reciprocamene così come ogni individuo deve trovare lo spazio di libertà per esprimere al meglio i propri talenti individuali – che sono per tutti diversi e complementari; la politica deve stilare delle leggi che garantiscano uguaglianza di diritti e doveri – come persone abbiamo tutti la stessa dignità di cittadini di uno stato o di una comunità sociale; nell’economia la solidarietà , la condivisione, la fratellanza, la collaborazione sono principi non solo morali, ma anche tecnici - per realizzare un’economia ed una finanza efficienti e non per pochi, ma per il benessere della società tutta.
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Quaderno di Bordo
I concetti chiave del MES sono:
Essere portatori di pace
Sensibilizzare al bene comune
Rispettare le persone e le cose
Essere diffusori di felicità
Ridare gusto al pensare e al fare bene che significa ridare spazio all’arte ed alla cultura
Avere la visione di un sistema economico e finanziario nuovo
Sensibilizzare all’ambiente e alle sue politiche
Condividere la ricchezza prodotta
Essere cooperativi
Essere trasparenti
Essere portatori di pace
Significa farsene promotori a livello sociale per evitare possibili conflitti tra nazioni, popoli, organizzazioni. Ma ciò non è sufficiente, in quanto bisogna anche portare questo concetto nella vita quotidiana individuale. Lo sforzo per la Pace deve essere sia una conquista interiore - una conquista della Persona che si riflette sia nella sfera economica dove bisogna e si deve cercare la miglior soluzione per il bene sociale superando l’egoismo individuale o di piccoli gruppi -; sia nella prassi relazionale – dove bisogna e si deve ricercare la giustizia indipendentemente dall’interesse personale e da chi ne sia il portatore -, e sia nell’ambito della conoscenza – con un confronto conoscitivo volto alla ricerca della Verità – superando ogni parzialità causata da punti di vista limitati.
[top]Sensibilizzare al bene comune
La dinamica del bene comune è quella che deve gestire la società civile. É quella realtà che fa del mondo un luogo di relazioni ove si possano diffondere non solo produzioni e commerci, ma anche idee politiche improntate ad un ottimismo di fondo intese a portare felicità e benessere nelle persone. Tale dinamica è alla base di una convivenza civile e di una visione “buona” e “giusta” delle cose che ci circondano, come la natura, il lavoro, la giovinezza e la vecchiaia nella vita, un’economia rispettosa della persona umana senza sfruttamenti di sorta e nel rispetto dei diritti delle persone. In tale contesto non può non emergere una visione politica che porti a coniugare rispetto dell’altro, lavoro, idee, visioni politiche. La politica in questo senso dovrebbe essere in grado di porre della regole e degli argini all’invasione della vita economica sul complesso della società civile. Tale invasione avviene in nome del bene totale per il quale invece non conta più il bene di tutta la Persona Umana, ma la realizzazione di un contesto economico in cui inevitabilmente si darà spazio solo alla dimensione materiale sebbene essa possa essere apportatrice di gravi disuguaglianze e di gravi menomazioni delle risorse naturali. In questo senso la politica ha anche il ruolo di equilibrare le risorse create dalla vita economica, per esempio attraverso l’apporto fiscale, per salvaguardare la dignità di ogni essere umano ed il suo diritto a vivere degnamente ed ad essere partecipe delle risorse e dei servizi prodotti da tutta la società civile.
[top]Rispettare le persone e le cose
Bisogna che la buona politica crei rispetto per la dignità non solo del lavoratore, ma del cittadino inteso come partecipante alla cosa pubblica in forza del suo essere persona che in ogni caso porta un contributo alla società . Gli inevitabili allontanamenti da ciò dati dalla delinquenza, ecc., sono sintomi ed espressioni patologiche di malattie a lungo trascurate e di atteggiamenti che non debbono essere tollerati, anche se per estirparli debbono essere prima capiti a fondo. A seguito di ciò c’è il rispetto delle cose, intese come lavoro eseguito, Natura, Ambiente e che rappresentano un bene a disposizione di tutta l’umanità presente e futura.
[top]Essere diffusori di felicità
Come diceva Aristotele, con validità perenne, la società ha diritto alla felicità , non solo in termini antropologici, ma anche economico/politici. Il termine felicità comporta il ben-essere, fiducia nell’altro e nelle Istituzioni, amore per il sapere che crea benessere collettivo. Tutto ciò comprende la fiducia in sé stessi che logicamente contiene una grande opportunità per la società ove nessuno/a può essere escluso/a. Ciò significa anche aiutare i cittadini a confidare nelle istituzioni pubbliche e diffondere proposte positive sulla vita quotidiana, così da sconfiggere la paura diffusa e ricreare un clima di fiducia reciproca.
[top]Ridare gusto al pensare e al fare bene che significa ridare spazio all’arte ed alla cultura
Oggi si pensa poco poiché sembra che conti il solo fare e solo alcuni sembrano essere abilitati, politicamente, al pensare. Ciò sta comportando che, con la fine delle ideologie, si è orfani di un pensiero/confronto individuale (non individualistico) che dovrebbe sprigionare idee e teorie in grado di far uscire la Persona Umana dai tanti tunnel da cui è chiusa. Ridare spazio al pensare vuol dire ridare spazio alla cultura in modo non settario, ridare spazio al bello del quale non siamo più circondati, rimettere al centro ogni persona con le sue caratteristiche, ridare spazio ad una democrazia partecipativa che non deve cadere nella demagogia… Tale realtà del “pensare e del fare bene” è la base della convivenza civile e dell’educazione della generazioni future. L’educazione,possibile solo in uno spazio di libertà , ha lo scopo di far emergere i talenti individuali di ognuno in modo da far trovare ad ognuno il giusto posto nella vita per il suo bene individuale e per il bene di tutta la società .
[top]Avere la visione di un sistema economico e finanziario nuovo
La crisi che stiamo vivendo sta rivelando l’assenza drammatica di una dottrina economica in grado di dare risposte all’Uomo del XXI secolo. Sono, di fatto, quasi tutte fallite ed inapplicabili le teorie economiche costruite in circa tre secoli. Occorre pensare diversamente. La bramosia che si è celata dietro correnti economiche che hanno costretto all’uomo merce, hanno anche cambiato il senso dello Stato e della Democrazia. Oggi bisogna riscrivere queste pagine con delle nuove e iniziare a (ri)discutere su teorie sociali/politiche/economiche innovative, ma che abbiano il rispetto della tradizione storica d’ogni popolo. La realtà della divisione del lavoro di fatto fa che ognuno lavori per l’altro: comprendere i veri bisogni dell’altro diventa perciò la base di un sano agire economico. Comprendere, ancora, che l’azione economica non può che essere altruistica, in senso economico e non morale, è la base per costruire un nuovo sistema che superi il dogma dell’egoismo economico. In tale sistema confronti associativi tra i vari attori della vita economica, compresi i consumatori, dovrebbero coscientemente sostituire la “mano invisibile” di Adam Smith che non è più in grado, in un mondo di risorse limitate, di regolare i prezzi e la corretta ripartizione delle risorse tra i vari attori e settori della vita economica. Una base per tale azione è l’agire in Economia e nel Diritto per ridare nuova valenza al denaro come mezzo e non come fine. In una finanza etica le istituzioni finanziarie dovrebbero essere in grado quindi di far fluire il denaro prodotto dall’economia verso imprese e persone in grado di gestirlo e di renderlo attivo per il bene di tutti. Dovrebbero essere pensate e create istituzioni che facciano fluire il denaro nella vita culturale ed artistica, nell’educazione e nella ricerca in modo da creare nuove idee, nuove tecnologie e nuovi talenti umani per il futuro stesso dell’economia e di tutta la società civile.
[top]Sensibilizzare all’ambiente e alle sue politiche
Oggi la situazione ambientale è fortemente a rischio e i dati sul futuro sono allarmanti. Occorre che la politica venga incontro delle esigenze sollevate sia dagli ecologisti e dagli scienziati ambientali e sia degli economisti che temono, alle volte in maniera preconcetta, che dare spazio alle politiche ambientali porti danno ad un’economia che fa andare avanti il mondo. Non dev’essere più così. La Politica deve tornare ad investire sul territorio. Sarebbe la riaffermazione di una vera Politica non soggetta solo ai voti ed al consenso immediato, ma al bene di tutti! Ma ciò non si può raggiungere se i cittadini non sono consci di ciò e idoneamente preparati: la cultura ed una relazione comunicativa devono essere ricercati e voluti. Ciò significa promuovere le energie alternative, il risparmio energetico, un sobrio uso delle risorse naturali, l’agricoltura biologica e biodinamica.
[top]Condividere la ricchezza prodotta
Ai nostri giorni le asimmetrie di reddito presenti nella società sono assurde e immorali. Non c’è solo il rapporto Nord/Sud con le sue prevaricazioni, ma anche nel nostro occidente con l’aumento delle povertà relative. Ciò è anche per una pratica economica che agisce solo sulla creazione di ricchezza e non sulla condivisione della stessa. Così si dà spazio a quella cattiva pratica che vede l’Economia come governo di tutto, a scapito della Politica, in nome della ricchezza che produce. Non dev’essere così: la ricchezza va condivisa, non in modo collettivistico, e dev’essere una risorsa sociale per tutti con l’affermazione fondante della persona umana come amministratore e non come proprietario assoluto.
[top]Essere cooperativi
Noi lavoriamo sempre con gli altri, per gli altri. Il lavorare è essere insieme, per lo stesso fine: creare le condizioni di vivibilità per le esigenze e le necessità di tutti. Vuol dire affermare quell’I Care che è il simbolo dell’inclusione non solo umana, ma anche culturale. Vuol dire lavorare col senso del lavoro e fare con il senso del pensiero, lavorare imparando ed imparare lavorando. Il fare rete, ossia lavorare insieme e in modo solidale e sussidiario, comporta il riconoscimento di tutti e l’aiuto di/per tutti. La valorizzazione delle capacità individuale nel lavorare insieme dovrebbero sostituire l’individualismo. Anche a chi non può lavorare o non ha un lavoro andrebbe garantito un salario minimo di sussistenza per salvaguardarne la dignità come Persona Umana ed il suo diritto all’esistenza limitando in tal modo anche i problemi sociali conseguenti.
[top]Essere trasparenti
Essere aperti, puliti, essere mezzo e non fine: questo è quanto richiesto da molti cittadini. Ciò comporta, di fatto, che la stessa democrazia e la sua politica debbono essere limpidi nel proprio essere e nel proprio fare. Occorre che tutti siano solidali con gli altri. Ciò significa anche cambiare lo stile della vita e dell’azione politica, limitare le tensioni ed i litigi, guardare sempre al bene comune indipendentemente dal fatto che un idea, quando è buona e valida, sia dell’una o dell’altra fazione politica.
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