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	<title>Movetico &#187; MES per l&#8217;ambiente</title>
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	<description>Movimento Etico Solidale</description>
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		<title>Una vela contro l&#8217;inquinamento</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 08:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua il diario di viaggio di Alfredo Giacon alle bahamas per monitarere le conseguenze della marea nera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2765" style="margin: 2px;" title="bahamas_1" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_1.jpg" alt="" width="283" height="212" /></a>&#8220;E&#8217; stato un mese intenso quello appena trascorso ecco perchè tanto silenzio da parte nostra. Abbiamo veleggiato spostandoci quasi ogni giorno per visitare quante più isole possibile prima di arrivare alla meta prefissata, <strong>Georgetown </strong>a <strong>Great Exuma</strong>. Grazie a Jancris, la nostra barca a vela, abbiamo raggiunto atolli remoti ed isolette deserte. Abbiamo fatto immersioni nelle incredibilmente turchesi e cristalline acque che le bagnano. Grazie al generoso soffio del vento oceanico il generatore eolico ha caricato le betterie che alimentano i servizi della barca.<br />
I due pannelli solari fotovoltaici fissati sopra la capottina hanno dato il loro contributo sebbene il sole invernale è ancora troppo basso sull&#8217;orizzonte per esercitare la massima potenza. Comunque sia non abbiamo lasciato traccia del nostro passaggio, le vele come motore, i pannelli solari, l&#8217;eolico, siamo davvero su un <strong>mezzo ecologico</strong> che ci concede una eccellente qualità della vita senza bisogno di utilizzare inquinanti motori a scoppio. E proprio per questo motivo Nicoletta ed io abbiamo deciso di intraprendere questo ennesimo viaggio per indagare sulle conseguenze della marea nera. <strong>Quella enorme chiazza di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma petrolifera della BP meno di un anno fa e gia dimenticata da buona parte della gente</strong>. Il <strong>golfo del Messico </strong>confina con questo reale paradiso terrestre che sono le <strong>Bahamas</strong>. Noi eravamo realmente preoccupati che la marea nera si fosse estesa fino a qui, ma fortunatamente non ne abbiamo visto traccia.</p>
<p>Al <a href="http://www.perryinsitute.org">Perry institute for marine science</a> ha una base che si trova nel cuore del parco nazionale delle Exuma, Tori Redinger, una ricercatrica dell&#8217;istituto, ha confermato le nostre impressioni. &#8220;Non ci sono tracce di inquinamento da idrocarburi in queste acque&#8221;.<br />
Lo slogan di questa attrezzatissima base del Perry institute è &#8220;TODAY&#8217;S SCIENCE FOR TOMORROW&#8217;S OCEANS&#8221;.<br />
In effetti credo che il compito della nostra generazione sia quello di consegnare un pianeta vivibile a chi verrà dopo di noi, ai nostri figli.<br />
Ecco perchè non vi racconterò, solo per questa volta, le bellezze di questi posti, ma esterno una riflessione che non posso trascurare. Un appello che proprio da questo santuario della natura vorrei assumesse un valore di richiamo al vero senso del trascorrere del tempo, dell&#8217;eredità da lasciare alle futurte generazioni.</p>
<p>Vogliamo sicuramente raccontare di questo straordinario angolo di mondo, ed al contempo lanciare un segnale a tutti coloro che sono disposti ad ascoltare voci fuori dal coro, ad osservare in direzioni diverse da quelle cui questa società ci spinge a guardare. <strong>L&#8217;unico futuro possibile è uno sviluppo sostenibile</strong>, in armonia con chi ci vive accanto e con il pianeta che ci ospita.<br />
Tra queste isole baciate dal sole e accarezzate da mille sfumature di turchese, con Nicoletta e la nostra fedele cagnolina Trudy mi sento sereno e felice. Libero di pensare, di trascorrere anche un&#8217;ora a fare apparentemente nulla, se non guardarmi intorno ed emozionarmi davanti a tanta bellezza. Al contempo però non riessco a fare a meno di provare un piccolo disagio pensando alla vita affannata di tanti amici in Italia. Vorrei dire loro di fermarsi un attimo e guardare avanti per capire la loro corsa dove li sta portando. Qual&#8217;è il traguardo prefissato, se c&#8217;è.<br />
Ho trascorso gli ultimi due anni a casa a Padova ed ho assorbito le preoccupazioni di alcuni, le incertezze sul futuro di altri. Ho assimilato la pesantezza data dall&#8217;incertezza e della paura di un cambiamento, sopratutto di valori, che credo sarà inevitabile.<br />
Qui, dove domenica scorsa ho assistito ad una Santa Messa cantata da gente povera ma felice è emersa prepotente l&#8217;esigenza di scrivere questo ed accantonare la descrizione di un paradiso circondato da nubi dense e burrascose che solo il soffio di tutti noi può disperdere e annullare.<br />
A breve seguirà il viaggio di isola in isola, pensate, l&#8217;arcipelago delle Exuma conta oltre trecento isole. Che posti, che meraviglie&#8221;. (<a href="http://www.alfredogiacon.com">Alfredo Giacon</a>)</p>

<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_5/' title='bahamas_5'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_5" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_2/' title='bahamas_2'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_2" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_3/' title='bahamas_3'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_3" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_4/' title='bahamas_4'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_4" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_1/' title='bahamas_1'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_1" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_9/' title='bahamas_9'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_9" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_2-2/' title='bahamas_2'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_2" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_3-2/' title='bahamas_3'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_3" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_4-2/' title='bahamas_4'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_4" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_6/' title='bahamas_6'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_6" /></a>
<a href='http://www.movetico.org/alle-bahamas-con-jancris-la-barca-ecologica-che-non-lascia-traccia/bahamas_7/' title='bahamas_7'><img width="150" height="150" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/bahamas_7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bahamas_7" /></a>
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		<title>Report accende le telecamere sui Comuni Virtuosi</title>
		<link>http://www.movetico.org/report-accende-le-telecamere-sui-comuni-virtuosi/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In vetrina una realtà di buone pratiche, riduzione inquinamento ed impronta ecologica, corretta gestione dei rifiuti e nuovi stili di vita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/logo-comuni-virtuosi-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2739" style="margin: 2px;" title="logo comuni virtuosi 2" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/logo-comuni-virtuosi-2-300x223.jpg" alt="" width="229" height="170" /></a>Nelle prossime settimane <a href="http://www.report.rai.it/">Report </a>metterà in onda una servizio che Giuliano Marucci ha girato in questi giorni e che ripercorrerà la storia dell’associazione dei<a href="http://www.comunivirtuosi.org/"> Comuni Virtuosi</a>.</p>
<p>“Sembra passato un secolo – ha spiegato Marco Boschini co-fondatore e coordinatore dell’associazione, consigliere comunale a Colorno &#8211; e invece solo 6 anni fa abbiamo dato vita (con i comuni di Vezzano Ligure, Melpignano e Monsano) a questo straordinario gruppo di sindaci, consiglieri comunali, assessori, che in giro per l’Italia stanno dimostrando giorno per giorno come sia possibile cambiare (radicalmente) il paradigma culturale e il modo di stare nelle comunità e nelle istituzioni locali. Lontano anni luce dallo spettacolo e le azioni indegni a cui gran parte della politica nazionale ci ha ormai assuefatti”.<br />
Le telecamere iniziano il viaggio da Colorno e puntano sulle buone pratiche, raccolta differenziata porta a porta, pannolini lavabili, acqua del sindaco, detersivi sfusi, isola ecologica, pannelli fotovoltaici, risparmio energetico. Segue un’ intervista al ex sindaco di Vezzano Ligure Paola Giannarelli e approfondimenti su bioedilizia, prodotti bio e filiera corta. Tappa successiva tre comuni della Lombardia: Cesano Boscone, Mezzago, Berlingo.<br />
“Cesano è il comune più grande dei 3, circa 25mila abitanti – ha aggiunto Boschini &#8211; e qui le pratiche virtuose passano attraverso un Bosco dell’acqua, con una casa che eroga acqua del sindaco che ha consentito un risparmio di un milione di bottiglie di plastica all’ambiente da quando è stata inaugurata. La casa è immersa in un parco pubblico, che fa respirare un’area altrimenti destinata alla più classica delle speculazioni edilizie”.<br />
Occhio puntato anche in altri comuni per testimoniare esempi di efficienza energetica e recupero di coltivazioni autoctone, pranzo a filiera corta con prodotti bio, il recupero di una ex discarica con edifici autosufficienti alimentati da impianti fotovoltaici, sonde geotermiche e pannelli solari.</p>
<p>(fonte <a href="http://www.marcoboschini.it/">www.marcoboschini.it</a>)</p>
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		<title>La Shell nel Delta del Niger: petrolio e diritti rubati</title>
		<link>http://www.movetico.org/la-shell-nel-delta-del-niger-petrolio-e-diritti-rubati/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Le società straniere promettono progetti di sviluppo locale, ma spesso alle comunità non arriva nulla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/petrolio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2690" style="margin: 2px;" title="petrolio" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/petrolio-199x300.jpg" alt="" width="145" height="219" /></a>A Koroama manca l’acqua da sei mesi. &#8220;Prima hanno dragato il fiume, poi hanno cominciato a bruciare il gas&#8221; racconta Kingsay Kwokwo, un capo villaggio che alla &#8216;responsabilità sociale&#8217; delle multinazionali del petrolio non crede più.</p>
<p>In quest’angolo del Delta del Niger, nello Stato di Bayelsa<a href="http://salvaleforeste.it/201101091337/la-shell-nel-delta-del-niger-petrolio-e-diritti-rubati.html"> Leggi tutto&#8230; </a></p>
<p>(fonte <a href="http://salvaleforeste.it/">Salva le foreste</a>)</p>
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		<title>Nuove borse in cotone per una spesa ecologica</title>
		<link>http://www.movetico.org/nuove-borse-in-cotone-per-una-spesa-ecologica/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 15:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Un prodotto certificato Fairtrade e proposto da Nordiconad. E' importante abituarsi a non usare i sacchetti di plastica ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/ShoppingBag1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2261" style="margin: 2px;" title="ShoppingBag1" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/ShoppingBag1.jpg" alt="" width="152" height="212" /></a>Per una spesa ecologica, l’insegna presente in Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta ed Emilia, dal 13 aprile inserisce gli shoppers in cotone coltivato in India. E Alber’s propone in 200 punti vendita i calzini Bio e Fairtrade</p>
<p>Nuovi prodotti in cotone certificato <a href="http://www.fairtradeitalia.it/">Fairtrade</a>. Le novità di questa primavera sono le borse in cotone proveniente da organizzazioni di produttori dell’India che saranno proposte nei punti vendita Conad della Liguria (esclusa La Spezia), del Piemonte, della Valle D’Aosta e dell’Emilia (province di Bologna, Modena, Ferrara e città di Mantova). Le borse saranno inserite in una proposta dei supermercati all’insegna dell’ecologia per spingere i consumatori ad utilizzare borse riutilizzabili al posto degli shoppers in plastica. Saranno evidenziate da volantini, poster e speciali espositori nei punti vendita.</p>
<p>La proposta di Conad segue quella di Lidl che dallo scorso anno distribuisce borse in cotone Fairtrade. L’azienda produttrice, Tarameen, oltre ad acquistare la materia prima da produttori certificati, si distingue perché garantisce una filiera socialmente sostenibile (<a href="http://www.tarameen.com/">www.tarameen.com</a>).</p>
<p>In questo periodo è iniziata anche la distribuzione di calzini in cotone bio e Fairtrade sempre proveniente dall’India da Alber’s, azienda specializzata nella produzione di calze, calzini e collant. Polsini particolarmente morbidi, lavorazione superelastica, punte rimagliate a mano. Si trovano in 200 punti vendita, principalmente nel Nord Italia, delle insegne Despar, Poli, Iperal, Migross, Sisa, Conad, Crai, Il Tulipano e Coal.<br />
Per informazioni: www.alber.it</p>
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		<title>Emissione della centrale Enel di Porto Tolle</title>
		<link>http://www.movetico.org/emissione-della-centrale-enel-di-porto-tolle/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondamentale ruolo della magistratura rodigina sui possibili rischi per la salute]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/centrale-Polesine-Camerini-1_0.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1655" style="margin: 2px;" title="centrale Polesine Camerini 1_0" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/centrale-Polesine-Camerini-1_0.jpg" alt="" width="269" height="300" /></a>Filtra in questi giorni la notizia di forti pressioni, anche se poco visibili e manifeste, nei confronti della magistratura rodigina impegnata da tempo in inchieste che coinvolgono la centrale Enel di Porto Tolle e le conseguenze sul territorio e sulla popolazione dell’inquinamento prodotto. In particolare le indagini si stanno concentrando sul nesso causale delle emissioni in atmosfera della centrale e la presenza, in percentuali superiori alla media, di malattie respiratorie, soprattutto nei bambini. Tra gli indagati responsabili Enel di oggi e di ieri e fra questi anche il progettista della nuova centrale a carbone in costruzione dopo il via libera del governo e della regione alla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.</p>
<p>La recente sentenza di Adria che ha condannato i vertici Enel ha dimostrato come questa centrale abbia provocato un profondo inquinamento del territorio che, oggi, con la scellerata scelta di riconvertire la centrale a carbone, rischia di continuare e di peggiorare le condizioni sanitarie della popolazione a ridosso dell’impianto. L’inchiesta in corso può dimostrare quanto pericolosa sia stata e quanto abbia inciso sulla salute la presenza di questo impianto, che ha operato per decenni in deroga alle norme ambientali comunitarie. E la possibile localizzazione, proprio nel delta del Po, di una centrale nucleare, alla luce di quanto si è appreso da ricerche europee sull’incidenza di leucemie infantili nella popolazione a ridosso delle centrali nucleari (in un raggio di 50 km), non può che preoccupare ulteriormente le popolazioni del delta rodigino. Un accumulo di fonti di inquinamento e di livelli di emissioni e di ricadute al suolo di inquinanti che non può che produrre maggiori rischi per la salute ed anche, non secondariamente, un progressivo peggioramento dell’ambiente e del valore che questo rappresenta, sia come ecosistema, sia come risorsa economica.</p>
<p>Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla magistratura rodigina per la tenacia con cui ha portato avanti queste indagini e tutto il nostro appoggio per un esito esaustivo di quanto ancora in corso. Facciamo un invito a sostenere questo prezioso lavoro di indagine anche alle forze politiche e sociali rodigine e a tutti coloro che hanno a cuore la verità e, soprattutto, la difesa della salute e del territorio.</p>
<p>28/01/2010                 Gianfranco Bettin – consigliere regionale Verdi Veneto</p>
<p>Articoli sull&#8217;argomento<br />
<a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/28-gennaio-2010/porto-tolle-indagati-vertici-dell-enel-1602363110379.shtml">Porto Tolle, indagati i vertici dell’Enel</a><br />
(gio, 28 gen 2010 – CORRIERE VENETO )<a href="../wp-content/uploads/Idea-etica-e-ambiente-per-il-Veneto.pdf"></a></p>
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		<title>Nel Veneto tira una brutta aria, anche Padova non scherza</title>
		<link>http://www.movetico.org/nel-veneto-tira-una-brutta-aria-ed-anche-padova-non-scherza/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 07:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[I resoconti Arpav non registrano nulla di buono ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/PM10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1625" style="margin: 2px;" title="71562193" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/PM10.jpg" alt="" width="144" height="215" /></a>Guardando i resoconti stilati da Arpav sulla qualità dell’aria, emergono dati ancora pesanti, in particolare per quanto riguarda il Pm10. Nel 2009, subito dopo Verona con 104 superamenti del limite di concentrazione fissato dalla normativa europea, troviamo Padova con 102 superamenti, Venezia con 92, Vicenza con 83 e Treviso con 72. Se pensiamo che il limite giornaliero non dovrebbe essere superato per più di 35 volte l’anno, ben si comprende la gravità della situazione.</p>
<p>Nei primi 21 giorni dell’anno, abbiamo Padova e Vicenza che hanno già 15 superamenti, con Verona e Treviso che seguono a quota 14. Di questo passo raggiungeremo presto quel limite dei 35 superamenti, che la Comunità Europea ha confermato anche per le Regioni del Nord Italia, respingendo solo pochi mesi fa, la loro richiesta di deroga fino al 2011. Quindi, dato il perdurare di questa situazione, ci attendono pesanti sanzioni pecuniarie che ricadranno sulla collettività.</p>
<p>E’ quasi paradossale vedere l’assoluta inoperosità dei nostri amministratori, senza distinzione di luogo o di colore politico, di fronte a quest’impietosa fotografia della qualità dell’aria. Chi inquina può continuare ad inquinare, mentre sui cittadini ricadono i comprovati effetti sulla salute, i costi sociali delle malattie generate ed ora anche il prezzo delle sanzioni comunitarie.</p>
<p>Dove sono finiti gli impegni della Regione contenuti in un seppur blando “Piano di Tutela dell’Atmosfera”, il suo ruolo di coordinamento, la sua programmazione per ridurre le emissioni? Che fine hanno fatto i tavoli di concertazione con i comuni che con tanto clamore erano stati attivati dalla provincia? Tolte le domeniche ecologiche, già di per se assolutamente riduttive, quali sono ora le strategie del comune di Padova?</p>
<p>Noi vediamo che la Regione Veneto rafforza gli investimenti sulle strade e rimane inadeguata sul potenziamento del trasporto su ferrovia, sostiene la costruzione di nuovi impianti d’incenerimento anziché incentivare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata. Notiamo che la provincia di Padova ha letteralmente abbassato la guardia su questo tema, evitando persino di coordinare coinvolgere i Comuni nella definizione di strategie condivise. Registriamo che il comune di Padova ha abdicato al suo ruolo di capofila, abolendo la pratica delle targhe alterne, delle domeniche ecologiche preferendo trincerarsi dietro interventi alternativi come il tram e qualche pannello solare, che hanno prodotto miglioramenti purtroppo marginali nelle emissioni, che tra l’altro rischiano di essere vanificati dalla pesante strategia messa in atto nell’impianto d’incenerimento di Camin.</p>
<p>Il mese scorso, a seguito di un esposto del Codacons, il governatore della Lombardia è stato indagato per le presunte violazioni dell&#8217;articolo 674 intitolato &#8220;getto pericoloso di cose in luogo pubblico&#8221;», ricevendo ovviamente la solidarietà trasversale di tutti gli amministratori. Nessuno pensa che la via giudiziaria sia risolutiva dei problemi, ma certamente andrà verificata la possibilità di una “class action” che abbia come obiettivo minimo quello di rilanciare l’attenzione sul problema, costringendo i nostri amministratori a adottare una strategia complessiva che porti a ridurre drasticamente il livello dell’inquinamento. Meno strade e più ferrovie, più trasporto pubblico e più piste ciclabili, più restrizioni nelle emissioni industriali, più investimenti nel risparmio energetico e nella bioedilizia, chiusura degli inceneritori e adozione del percorso “rifiuti zero”. Una sfida che richiede l’impegno di tutti.</p>
<p>Francesco Miazzi – “IDEA” per il Veneto</p>
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		<title>Acqua. Ci vuole un patto d&#8217;amistà</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:52:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Orripilante privatizazione di un bene comune]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/piave.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1275" style="margin: 2px;" title="piave" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/piave.jpg" alt="piave" width="141" height="108" /></a>Un articolo di<a href="http://www.alfredogiacon.com/"> Alfredo Giacon</a> pubblicato dal <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/">Mattino di Padova</a>, <a href="http://nuovavenezia.gelocal.it/">La nuova Venezia</a> e <a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/">La Tribuna di Treviso</a> che ricorda l&#8217;antico «Patto d&#8217;amistà», siglato tra tra San Donà e Musile di Piave, una dimostrazione che esistono soluzioni per preservare un bene collettivo come l&#8217;acqua.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo <a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/acqua_piave.pdf">acqua_piave</a></p>
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		<title>Acqua bene comune</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Un interessante intervento del giornalista Paolo Rumiz prima dell'approvazione del decreto sulla privatizzazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/acqua_val_dultimo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1252" style="margin: 2px;" title="acqua_val_dultimo" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/acqua_val_dultimo.jpg" alt="acqua_val_dultimo" width="204" height="188" /></a><em>Alcuni passi di un interesante intervento del giornalista di Repubblica <strong>Paolo Rumiz</strong>, tenuto alla facoltà di Scienze politiche Università La Sapienza di Roma, il 12 marzo 2009 prima dell&#8217;approvazione del decreto sulla privatizzazione.</em></p>
<p>&#8220;All&#8217;acqua sono arrivato solo pochi mesi fa, quasi per caso, grazie a una segnalazione di Emilio Molinari. Era successo che era stata approvata una legge che rendeva inevitabile la privatizzazione dei servizi idrici.</p>
<p>La svendita di un patrimonio comune, mascherata da rivoluzione efficentista.</p>
<p>Il popolo era rimasto tagliato fuori da tutto. Gli interessi attorno all&#8217;operazione erano così trasversali che i giornali avevano taciuto, i  partiti e i sindacati pure. Mi sembrava inverosimile che una simile enormità potesse passare sotto silenzio. Così ne ho scritto. E la pioggia di lettere attonite che ho ricevuto in risposta hanno confermato l&#8217;assunto. L&#8217;Italia non ne sapeva niente</p>
<p>Non entro nello specifico di questa scandalosa ruberia inflitta agli italiani.  Dico solo che occupandomene, dopo 35 anni di mestiere, ho provato lo stesso brivido della guerra dei Balcani.<br />
Come allora, ho avuto la certezza che cadesse un sipario di bugie, e si  svelasse la verità nuda di una rapina ai danni del Paese e dei suoi abitanti, l&#8217;ultimo assalto a un territorio già sfiancato dalle mafie, dalle<br />
tangenti e dalla dilapidazione del bene comune.</p>
<p>I giornali pompano mille emergenze minori per non farci vedere quelle realmente importanti.</p>
<p>Noi non dobbiamo sapere che esiste un&#8217;altra e più grave emergenza: la distruzione del territorio.<br />
Siamo in guerra. Una guerra contro i territori. In Italia è iniziata la guerra per l&#8217;accaparramento delle ultime risorse.<br />
Sta già avvenendo: cementificazione dei parchi naturali&#8230; requisizionedelle sorgenti&#8230; privatizzazione dell&#8217;acqua pubblica&#8230; discariche e inceneritori negli spazi più incontaminati del Paese. Ritorno al nucleare. Grandi opere imposte con la militarizzazione dei territori e la distruzione di interi habitat. Fiumi già in agonia, disseminati di ulteriori centrali idroelettriche. Impianti eolici che stanno cambiando i connotati all&#8217;Appennino.</p>
<p>Tutto conduce su questa strada: la ricorrente invocazione di poteri forti ai danni del parlamento. Il fallimento del pubblico e l&#8217;invadenza del privato. La sottrazione delle risorse ai comuni. Lo smantellamento della democraziadiretta. La corsa a un federalismo irresponsabile che assomiglia tanto a una licenza di sperpero. La deregulation legislativa. La crisi della scuola e delle università. La visione speculativa e finanziaria dell&#8217;economia.</p>
<p>Il &#8220;Paese profondo&#8221; si è talmente  indebolito che oggi l&#8217;atteggiamento predatorio che abbiamo rivolto prima<br />
verso la Libia o l&#8217;Etiopia e poi verso l&#8217;Est Europa, può essere rivolto verso l&#8217;Italia medesima senza il rischio di una rivoluzione.<br />
Anche noi diventiamo discarica, miniera, piantagione. E anche da noi i territori deboli sono lasciati completamente soli di fronte ai poteri forti<br />
Come le tribù centro-africane. Guardate cosa succede con l&#8217;eolico. Gli emissari di una multinazionale dell&#8217;energia si presentano a un comune di cinquecento-mille abitanti. Offrono centomila euro l&#8217;anno per due o tre pale eoliche alte come grattacieli di trenta piani. Il sindaco al verde non ha alternative. Accetta. Per lui quelle pale sono il solo modo per pagare l&#8217;illuminazione pubblica e gli impiegati la Regione e lo Stato non intervengono. In nome dell&#8217;emergenza energetica passano sopra a tutto, anche a un bene primario come il paesaggio.</p>
<p>Oggi la rete eolica italiana non è il risultato di un piano ma del caso.  Con l&#8217;acqua la situazione è ancora più limpida. Vi racconto cose che ho visto personalmente.</p>
<p><strong>Alta Val di Taro</strong>. C&#8217;è una fabbrica di acque minerali che succhia dalle falde appenniniche in modo così potente che nei momenti di siccità gli abitanti del paese &#8211; noto fino a ieri per le sue fonti terapeutiche e oggi semi abbandonato &#8211; restano senz&#8217;acqua nelle condutture pubbliche.</p>
<p>C&#8217;è una protesta ma il sindaco tranquillizza tutti in consiglio comunale.  &#8220;Non abbiate paura &#8211; dice &#8211; quando mancherà la nostra acqua, la fabbrica pomperà la Suanei nostri tubi&#8221;. L&#8217;acqua del paese è data già per persa,  requisita dai padroni delle minerali. L&#8217;idea che si tratti di un bene pubblico e prioritario non sfiora né il sindaco né la popolazione rassegnata.</p>
<p><strong>Recoaro</strong>, provincia di Vicenza. Una pattuglia di &#8220;tecnici dell&#8217;acqua&#8221; (così si presentano), fanno visita a una vecchia che vive sola in una frazione di montagna. Le chiedono di poter fare delle verifiche alle falde. La donnapensa che siano del Comune. Il lavoro dura un mese. I tecnici trivellano, trovano acqua. Poi chiudono il pozzo aperto con dei sigilli. A distanza dimesi si scopre che la fabbrica di acque minerali giù in valle sta facendo uncensimento delle fonti potabili in quota, in vista della grande sete prossima ventura della Terra in riscaldamento climatico. I parenti della donna si accorgono del maltolto e sporgono denuncia. Scoprono di essersi mossi appena in tempo per evitare l&#8217;usocapione del pozzo. Il sindaco tace.<br />
Gli abitanti di Recoaro pure. Ciascuno vende le sue fonti in separata sede.</p>
<p><strong>Castel Juval</strong>, in val Venosta. Qui potete fare le vostre verifiche da soli Vi sedete al ristorante dell&#8217;agriturismo di Reinhold Messner e chiedete dell&#8217;acqua. Scoprirete di avere due opzioni. L&#8217;acqua minerale &#8211; la notissima acqua propagandata dall&#8217;alpinista sud-tirolese &#8211; e l&#8217;acqua di fonte. La fonte di Reinhold Messner. Ebbene, anche questa è a pagamento. Metà prezzo rispetto a quella in bottiglia, ma anch&#8217;essa a pagamento. E la gente beve, estasiata.</p>
<p>Come gli abitanti della Somalia o del Mali, siamo disposti a pagare ciò che ci sarebbe dovuto gratuitamente. Abbiamo rinunciato a considerare l&#8217;acqua come pubblico bene. La nostra sconfitta, prima che<br />
economica, è culturale. La grande vittoria del secolo scorso fu l&#8217;acqua nelle case. Oggi abbiamo accettato di tornare indietro. Siamo ridiventati portatori d&#8217;acqua. Come gli etiopi, arranchiamo per le strade con carichi<br />
inverosimili d&#8217;acqua e non riflettiamo che il valore reale della medesima è appena un centesimo del costo della bottiglia. Meno del costo della colla necessaria a fissare l&#8217;etichetta.</p>
<p>Il dramma non è solo lo scempio delle risorse, ma la nostre insensibilità alla rapina in atto. Abbiamo accettato di farci derubare. Siamo un popolo rassegnato, e i signori delle risorse lo sanno perfettamente. Il dossier di un&#8217;azienda multinazionale finlandese descrive così una regione italiana del centro: &#8220;facilità di penetrazione, costi d&#8217;insediamento minimi, zero conflittualità sociale&#8221;. Soprattutto, &#8220;poche obiezioni ecologiche&#8221;.<br />
Sembra il Congo, invece è Italia.</p>
<p><a href="http://altocasertano.wordpress.com/2009/03/17/roma-acqua-bene-comune-storia-civilta-vita-a-cura-di-paolo-rumiz-giornalista/">leggi intervento integrale</a><br />
<em>(foto p.m. Val D&#8217;Ultimo) </em></p>
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		<title>Liberalizzata l&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Associazioni pronte al referendum per abrogare le legge appena approvata che impone la privatizzazione di un bene comune]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/acqua.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1226" style="margin: 2px;" title="acqua" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/acqua.jpg" alt="acqua" width="273" height="189" /></a>Il governo ha ottenuto la fiducia alla camera sul <strong>decreto Ronchi</strong> con 320 voti a favori e 270 contro che prevede <strong>liberalizzazioni nei servizi pubblici</strong>, tra cui l’erogazione dell’acqua. Il decreto infatti doveva essere convertito in legge entro il 24 novembre pena la decadenza.</p>
<p>Il ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi ha affermato &#8220;l’acqua è un bene pubblico&#8221; e il &#8220;decreto non ne prevede la privatizzazione&#8221;. &#8220;Nel provvedimento viene rafforzata la concezione che l’acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l’obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori&#8221;.<br />
Le associazione dei consumatori dicono che con la liberalizzazione ci saranno aumenti dal 30% e il 40%. Occorrono tre anni perché questo sistema vada a regime.<br />
<strong>Le associazioni sono pronte al referendum</strong>.</p>
<p>In 16 novembre si era conclusa la raccolta di firme promossa dalla <a href="http://www.cevi.coop/petizione.php">Cevi </a>ed era stata raggiunta quota 4000.  L&#8217;appello con le firme era stato consegnato ai parlamentari della regione sabato 14 novembre a Udine dopo il Funerale dell&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=33184&amp;cat=politica">video su La7</a></p>
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		<title>Campagna nazionale contro privatizzazione dell’acqua</title>
		<link>http://www.movetico.org/campagna-nazionale-contro-la-privatizzazione-dell%e2%80%99acqua/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per l'ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Per salvare un bene di tutti i cittadini firma la petizione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/SalvaAcqua.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1127" style="margin: 2px;" title="SalvaAcqua" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/SalvaAcqua.jpg" alt="SalvaAcqua" width="227" height="227" /></a>Il 10 settembre scorso il governo ha approvato il decreto legge 135/09 che entro il 24 novembre attende il via libera del Senato e rischia di diventare legge che privatizza l’acqua, ossia sottrae ai cittadini il bene più prezioso per consegnarlo a partire dal 2011 nella mani delle multinazionali. Se il parlamento convertirà in legge il decreto consigli comunali e sindaci saranno espropriati dalla gestione dell’acqua che sarà privatizzata e consegnata al mercato.</p>
<p><strong>Per impedire questo attacco ad un bene comune e salvare l’acqua è necessario firmare l’appello “Salva l’Acqua” a cura Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua</strong></p>
<p><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133">Firma la petizione </a><br />
<a href="http://www.cevi.coop/petizione.php ">www.cevi.coop/petizione.php </a><br />
Articoli sull&#8217;argomento<br />
<a href="http://petrolio.blogosfere.it/2009/11/oggi-lacqua-e-domani-privatizziamo-laria.html">blogosfere</a><br />
<a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=284542497fad48de">oknotizie </a></p>
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