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	<title>Movetico &#187; MES per la cultura</title>
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	<description>Movimento Etico Solidale</description>
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		<title>Ho sognato una banca. Dieci anni di Banca Etica</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 08:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per la cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Prossimamente in libreria, edito da Feltrinelli, l'ultimo libro di Fabio Salviato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1492" style="margin: 2px;" title="fabio_2" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_2.jpg" alt="" width="148" height="162" /></a>A breve sarà disponibile in libreria il nuovo libro di Fabio Salviato <em>Ho sognato una banca. Dieci anni di Banca Etica</em>, editore Feltrinelli. <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807171871/Ho_sognato_una_banca_Dieci_anni_sulla_strada_di_banca_etica/Fabio_Salviato.html?prkw=fabio%20salviato&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=">(prenota Feltrinelli </a>- <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-salviato_fabio/isbn-9788807171871/ho_sognato_una_banca_dieci_anni_sulla_strada_di_banca_etica_.htm">Unilibro</a>)</p>
<p>Ha pubblicato inoltre  <em>Ultima generazione. Verso un 2020 etico e solidale </em>( Emi, 2004) che approfondisce le tematiche relative al commercio etico e solidale. &#8220;Questo libro intende dimostrare che il cambiamento non è un&#8217;utopia, come molti credono, ma una realtà che è già in molti casi concreta, con manifestazioni tecnico-pratiche sviluppate con successo da centinaia di milioni di persone nel mondo&#8221;.</p>
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		<title>Diffondi l&#8217;altra via</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 09:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per la cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo saggio di Francuccio Gesualdi gratuito in rete]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/francuccio_gesualdi_21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1602" style="margin: 2px;" title="francuccio_gesualdi_2" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/francuccio_gesualdi_21.jpg" alt="" width="191" height="127" /></a>E&#8217; disponibile in formato gratuito <em>L&#8217;Altra Via </em>- <em>Dalla crescita al benvivere, programma per un&#8217;economia di sazietà</em><br />
Quando si è mangiato a sufficienza, ogni altro boccone provoca malessere. Il pianeta è in stato comatoso, non esistono più le condizioni per inseguire il mito della crescita: è urgente ritrovare il senso di sazietà, imparare a fare i conti col senso del limite e nel contempo garantire sicurezze e dignità a tutti.<br />
Il nuovo e attualissimo saggio di <strong>Francesco Gesualdi</strong> è un invito a scrollarsi di dosso il senso di impotenza, a liberarsi dall&#8217;idea che non esiste altro sistema economico all&#8217;infuori di questo. Un&#8217;altra economia è possibile: è l&#8217;economia del benvivere, punto di incontro tra sobrietà e solidarietà.<br />
<a href="http://www.cnms.it/sites/default/files/altravia.pdf">scarica gratuitamente</a></p>
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		<title>La politica che verrà</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per la cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[“La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile” (Alexander Langer)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/immag_art_langer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-615" style="margin: 2px;" title="immag_art_langer" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/immag_art_langer.jpg" alt="immag_art_langer" width="306" height="186" /></a>Tutti gli uomini sarebbero dunque necessariamente uguali, se fossero senza bisogni. Sono le miserie connaturate alla nostra specie che obbligano un uomo ad obbedire ad un&#8217;altro.<br />
La vera disgrazia non è l&#8217;ineguaglianza, ma la dipendenza. (Voltaire)</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;AVEVAMO DETTO&#8230;</strong></p>
<p>Un filo ideale nonchè un velo di malinconia legano questo contributo ad un evento lontano nel tempo ma fin da allora indovinato in quanto a  profezie ed a soluzioni proposte.<br />
Mi riferisco ai <strong>Colloqui di Dobbiaco</strong> del 1994 dal titolo “ <em>Benessere ecologico e non illusioni di crescita</em>”, durante i quali venne analizzata la situazione economico/ambientale del pianeta e venne delineato un progetto per il futuro, com&#8217;era costume di quegli incontri, che si dimostrerà assolutamente lungimirante.</p>
<p>Nel suo intervento di allora <strong>Alexander Langer</strong> tra le altre cose inserì due intuizioni che ad oggi non hanno trovato realizzazione e che appaiono irrinunciabili per un avanzamento della prospettiva di sviluppo umano:</p>
<p><strong><em>“ La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile”<br />
“E&#8217; tempo di pensare ad una Costituente ecologica”</em></strong></p>
<p>La prima affermazione asseriva che non avremmo dovuto aspettarci una vera correzione di rotta né da singoli provvedimenti né da Ministeri dell&#8217;ambiente coraggiosi né da normative più severe – seppure attese e necessarie – bensì da una decisa rifondazione culturale incentrata su cosa un cittadino ed una comunità considerino desiderabile.</p>
<p>Langer elencò nel suo intervento quali strumenti avrebbero dovuto indirizzarci verso la scelta spontanea di uno stile di vita più leggero: bilancio e sistema fiscale ecologico, economie regionali, redistribuzione del lavoro, garanzie sociali ed altre soluzioni, innovative a quei tempi e che ora piano piano stiamo riscoprendo e (troppo) lentamente attuando.</p>
<p>Il tutto all&#8217;interno di una cornice culturale e politica di consapevolezza, fondamentale per ancorare la desiderabilità sociale ad un quadro di modi di vivere, di produrre, di consumare compatibili con l&#8217;ambiente.</p>
<p>A questo scopo Langer propose un luogo di elaborazione e di interiorizzazione dei concetti prima e delle scelte poi, qualcosa come una “Costituente ecologica” dove scrivere le nuove regole dopo averle condivise.</p>
<p>Il fatto che questa idea non sia stata finora realizzata e che i numerosi forum mondiali non abbiano svolto quel ruolo di sintesi propositiva, partendo dagli elementi culturali per sfociare nelle proposte legislative, non significa che l&#8217;ipotesi langeriana fosse utopia.</p>
<p>Constatiamo di fatto che, come afferma Remo Bodei: “Sta drasticamente diminuendo la capacità di pensare un futuro collettivo, di immaginarlo al di fuori delle proprie aspettative private” e che “la contrazione delle attese e delle speranze spinge le persone a concentrarsi sul presente. Ciò comporta però la desertificazione del futuro e rischia di creare una mentalità opportunistica e predatoria”.</p>
<p>Allora forse va allargata l&#8217;ipotesi di Langer fino a comprendere una Costituente sociale, una Costituente economica, una Costituente culturale in definitiva una <strong>Costituente etica</strong>.</p>
<p><strong>SIAMO ORFANI DELLA POLITICA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In particolare nel nostro paese, ma non solo, la politica ha da tempo rinunciato al suo ruolo di cerniera tra società civile e istituzioni in favore di altri più remunerativi ambiti e molti dei protagonisti della vita comunitaria – lavoratori, imprenditori, associazioni – hanno perso i loro punti di riferimento.</p>
<p>Lodevoli tentativi di riallacciare legami antichi o di intraprenderne di nuovi vengono regolarmente frustrati, a meno che non contemplino rapporti di carattere clientelare slegati dalla cura per le necessità collettive e per i beni comuni.</p>
<p>Un sintomo evidente e pericoloso è il sistematico tentativo di delegittimazione del sistema fiscale da parte dei rappresentanti dell&#8217;economia neo-liberista, a favore della redditività personale e imprenditoriale ed a scapito dei servizi al cittadino ed alla difesa dei beni comuni.</p>
<p>Due processi sono in atto:</p>
<p>- la <span style="text-decoration: underline;">de-socializzazione</span> dell&#8217;individuo, che lo isola dal suo contesto privandolo dei legami sociali, fonte di altruismo e gratuità, e riducendolo a puro homo-oeconomicus</p>
<p>- la <span style="text-decoration: underline;">de-politicizzazione</span> della società con l&#8217;abdicazione del diritto di scelta a favore dei tecnici, dei politici di professione e delle persone “informate dei fatti”</p>
<p>Il tutto favorito da un lento svuotamento delle istituzioni, frutto di conflitti creati ad arte tra i poteri e utilizzati per il ritorno a sistemi di governo feudali basati sul rapporto diretto e personale con il “capo” e su un&#8217;organizzazione sociale basata su corporazioni e clientele.</p>
<p>La decadenza della democrazia rappresentativa risulta ancor più evidente se si analizza il modello di bipartitismo perfetto vigente negli Stati Uniti e che si tenta di importare da noi: l&#8217;esistenza di due sole forze politiche fa si che queste convergano al centro per recuperare i voti moderati, che sposino lo stesso modello di sviluppo, che sostengano le stesse lobbies, che utilizzino gli stessi parametri e quindi facciano le stesse scelte economiche (se si eccettuano differenze marginali anche se talvolta culturalmente significative).</p>
<p>In sostanza si finge che esista un&#8217;alternativa, si fanno scegliere i cittadini tra due opzioni quasi simili, in definitiva si procede in assenza di concorrenza vera, cosi sentenzierebbe un&#8217;analista liberista.</p>
<p><strong>E&#8217; UN&#8217;ACCIDENTE ESSERE NATI IN OCCIDENTE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>A questo punto evidentemente possiamo passare da un partito all&#8217;altro senza interferire sulla realtà, poiché noi restiamo sempre gli stessi e non facciamo nulla per cambiare, ma allora è gioco facile smentire coloro che per timore “scelgono il male minore” e “votano turandosi il naso”: il male è pur sempre un<em> </em>male&#8230;</p>
<p>Citando Stefano Rodotà: “Un mondo di mediocri compromessi, di negoziazioni continue, fa smarrire il senso della missione civile, della cittadinanza attiva”.</p>
<p>Se aggiungiamo l&#8217;incapacità storica degli italiani di fare squadra per raggiungere obiettivi comuni si spiega perchè non abbiamo una classe dirigente all&#8217;altezza di quella di altri paesi, con uomini e donne comunque accomunati dal desiderio di fare gli interessi della collettività, di buone tradizioni democratiche, dotati di senso etico (ed estetico).</p>
<p>Potremmo consolarci se fossimo una nazione e una democrazia giovane, per la quale queste cadute possono derivare da crisi di crescita e da inesperienza, ma noi siamo una nazione e una democrazia anziana, senza slanci e senza ricambio politico, attorniati da compagni di viaggio europei all&#8217;incirca nelle stesse condizioni in quanto a crisi nella rappresentanza, ma con un atteggiamento tradizionalmente più responsabile nei confronti dei propri cittadini.</p>
<p>Ci avevano illuso con la speranza di un mondo nuovo che lo sviluppo economico avrebbe dovuto garantire, ora apriamo gli occhi e il mondo nuovo è oggettivamente quello che vediamo: cementificazione inarrestabile, infrastrutture faraoniche ed oppressive, spreco di risorse e territorio, agricoltura e zootecnia sostenuti solamente dalla chimica, applicazione puntuale della bruttezza che non lascia vie di fuga.</p>
<p>Senza contare la sempre maggiore disapplicazione dei diritti umani e civili,del diritto all&#8217;informazione, delle regole di convivenza e di accoglienza che sarebbero garantite dalla Costituzione oltre che dal dettato della religione cattolica (a questo punto in Italia la Chiesa fa ancora opinione?).</p>
<p>Siamo tutti più poveri e meno felici, se non che una nazione giovane e ben intenzionata ha buone chances di sviluppare strumenti nuovi e di imboccare la strada di una democrazia compiuta, invece per il nostro paese l&#8217;alternativa politica non è in vista se non daremo vita ad una profonda revisione – meglio sarebbe dire rivoluzione – culturale.</p>
<p><strong>UNA GRANDE BATTAGLIA CULTURALE</strong></p>
<p>Se concordiamo sull&#8217;esigenza di una profonda revisione del sistema rappresentativo/politico/parlamentare per ridare ossigeno ad una democrazia occidentale asfittica, da dove cominciare?</p>
<p>Il cambiamento inizia dalla mente e si diffonde con gli strumenti dell&#8217;istruzione e dell&#8217;informazione democratica allargata, laddove la sfida della condivisione si scontra con il rischio o di una accettazione passiva o di un rigetto, ma a questo punto il gioco vale la candela poiché questa E&#8217; LA DEMOCRAZIA.</p>
<p>L&#8217;inadeguatezza delle teorie economiche è comprovata, la collocazione del potere si è modificata, se aggiungiamo la limitatezza dei meccanismi della partecipazione che dovrebbero arricchire una democrazia effettiva, ci ritroviamo in un vicolo cieco del vivere civile, che può essere superato solamente grazie all&#8217;elaborazione di nuovi sistemi di pensiero che ci portino a ridisegnare la nostra visione del mondo.</p>
<p>Va prima perseguita la conoscenza poi affrontata l&#8217;assunzione di responsabilità che ci conduca al fare e al saper fare tramite processi generati dal basso e diffusi, e in questo quadro le recenti esperienze della reti sociali e dell&#8217;utilizzo degli strumenti telematici sta facendo scuola.</p>
<p>Le esperienze dei <strong>Gas</strong>, dei <strong>Des</strong>, dell&#8217;economia del territorio, della democrazia nella finanza ridanno gusto ad alcuni passaggi del quotidiano che ci erano stati scippati dal mercato e dalle istituzioni, ci stiamo riappropriando delle transazioni e del loro contenuto relazionale e constatiamo come il cambiamento appaia desiderabile agli attori di questi processi.</p>
<p><strong>ED ORA DOBBIAMO RIAPPROPRIARCI DELLA DEMOCRAZIA</strong></p>
<p>A chi affidare il compito di elaborare e sintetizzare nuove teorie se non alle Costituenti ipotizzate da Langer?<br />
Trascuriamo per ora obiezioni riguardanti l&#8217;aspetto utopico del ribaltamento di un sistema politico consolidato, aggressivamente aggrappato al potere ma tutto sommato abbastanza efficiente, e iniziamo a valutare quali possano essere gli sviluppi dell&#8217;idea langeriana.</p>
<p>Chi scegliere per comporre le assemblee tematiche che garantiscano uno svolgimento  costruttivo dei lavori?<br />
Quali e quante Costituenti sono necessarie per costruire la nuova visione del mondo e della società?<br />
E&#8217; lecito pensare di lasciare fuori dal gioco i politici di professione?</p>
<p>Non sono questioni da poco se si vuole evitare di riproporre organismi ridondanti e inconcludenti; va sicuramente evitata la presenza del politico tuttologo autointeressato e vanno favoriti i cittadini di buona volontà (non è una semplificazione), maestri di saperi e allenati da una lunga frequentazione nelle reti sociali che fanno delle relazioni una palestra di vita.</p>
<p>L&#8217;allestimento della scena può essere lasciato alle istituzioni ma gli attori devono cambiare e devono essere gli stessi che quotidianamente agiscono sul palcoscenico della realtà.</p>
<p>Questo vale per tutte le assemblee ma soprattutto per la Costituente madre: la Costituente etica, poiché prima vanno coordinati principi e comportamenti, che faccia da scheletro ideale a tutto l&#8217;impianto e che possa portare all&#8217;abbandono del riduzionismo economicistico imperante – tutto dipende dall&#8217;economia &#8211; e riconsegnare ai cittadini i beni comuni, la partecipazione, il saper vivere in comunità.</p>
<p>Restituendo inoltre ad Adam Smith quello che è di Adam Smith, perchè se va per la maggiore quella parte della sua teoria che afferma che il perseguimento dell&#8217;interesse personale porta all&#8217;interesse generale favorendo il benessere di tutti, viene regolarmente eluso un secondo concetto che sostiene come oltre al tornaconto individuale l&#8217;aspetto relazionale aumenti il valore di una transazione economica e ne amplifichi la dimensione sociale migliorandone il risultato complessivo.</p>
<p><em>Claudio Ferrari</em></p>
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		<title>Il Cnm lancia la Campagna Cerca la rotta</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 08:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per la cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un  modello di società, equa, solidale e sostenibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/logo_cerca_la_rotta.png"><img class="alignleft size-full wp-image-578" style="margin: 2px;" title="logo_cerca_la_rotta" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/logo_cerca_la_rotta.png" alt="logo_cerca_la_rotta" width="118" height="106" /></a>Il <a href="http://www.cnms.it/"><strong>Centro Nuovo Modello di Sviluppo</strong></a>, ha avviato la campagna <strong>Cerca la Rotta</strong>, un invito ad aderire a gruppi di discussione al fine di costruire una società che garantisce a tutti il benvivere nel rispetto dei limiti del pianeta.</p>
<p>Il Cnm di Francesco Gesualdi è formato di tre famiglie, quando si misero insieme alla fine degli anni ’70 erano già impegnate sul fronte sociale tramite l&#8217;affido familiare e politico con attività sindacale, cooperazione internazionale,  volontariato.</p>
<p>Approfondisci sul sito del <a href="http://www.cnms.it/">Centro Nuovo Modello di sviluppo </a></p>
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		<title>Convenzione Onu contro la corruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per la cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Scade il 20 agosto l'appello per firmare ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><tt><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/corruzione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-460" style="margin: 2px;" title="corruzione" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/corruzione.jpg" alt="corruzione" width="189" height="142" /></a>Scade il 20 agosto l’appello per firmare la <strong>Convenzione  Onu</strong> contro la corruzione <a href="http://www.uncaccoalition.org/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=32&amp;Itemid=54&amp;lang=en">http://www.uncaccoalition.org/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=32&amp;Itemid=54&amp;lang=en</a> , lanciato dalla <strong>Coalizione delle Ong</strong> che si batte per la sua applicazione, affinché si doti di un segretario internazionale che con strumenti efficaci (rapporti</tt> <tt>annuali, peer review,</tt> <tt>accesso ai dati da parte delle organizzazioni della società civile) ne monitori l’applicazione.<br />
La Convenzione approvata dall’assemblea generale nel 2003, non è ancora stata adottata, l’Italia ha finalmente approvato la legge di ratifica il 29 luglio scorso dopo tre legislature. Un trattato importante, vincolante per gli aderenti e quanto mai necessario visto l’aumento del fenomeno della corruzione nell’ultimo decennio, causa di danni alle popolazioni più povere a cui sono state sottratte risorse che potrebbero essere destinate ad investimenti sociali (come confermano recenti studi della Banca Mondiale). La corruzione danneggia la coesione sociale inquinando i rapporti </tt><tt>tra persone e comunità, alimentando traffici e attività illegali, ingenerando</tt><tt> nei cittadini onesti senso di frustrazione e impotenza. Viola i diritti umani perché, indebolendo gli apparati statali e la</tt> <tt>pubblica amministrazione lascia i cittadini abbandonati a se stessi,</tt> <tt>privi di godere dei diritti civili, pari</tt> <tt>opportunità ed equo trattamento davanti alla legge. Inoltre rallenta lo svoluppo </tt><tt>perché scoraggia gli</tt> <tt>investitori corretti ed efficienti.<br />
</tt></p>
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