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	<title>Movetico &#187; MES per il sociale</title>
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	<description>Movimento Etico Solidale</description>
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		<title>La notte vigile dei poveri</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera agli amici di Alex Zanotelli ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/alex-zanotelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1622" style="margin: 2px;" title="alex-zanotelli" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/alex-zanotelli.jpg" alt="" width="198" height="115" /></a>Carissimi, jambo!<br />
“Vigilanti nell’attesa” riassume bene la spiritualità del tempo di Avvento che abbiamo appena vissuto. Ma è anche l’unica spiritualità  che ci può aiutare a traghettare i tempi duri del trionfo del consumismo e del mercato. La spiritualità dell’Avvento è oggi fondamentale per poter vivere in questa nostra società addormentata e istupidita. Questo essere “vigilanti nell’attesa” era una spiritualità  caratteristica anche delle prime comunità cristiane&#8230;&#8221; leggi <a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/lettera_agli_amici.pdf">lettera_agli_amici</a> in pdf</p>
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		<title>Seminario di approfondimento sulla crisi economica</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 15:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento di Andrea di Stefano, direttore del mensile Valori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/andrea_di_sfetano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1430" style="margin: 2px;" title="andrea_di_sfetano" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/andrea_di_sfetano.jpg" alt="andrea_di_sfetano" width="136" height="130" /></a>Andrea Di Stefano, direttore della rivista <a href="http://www.valori.it">Valori</a> interviene al Seminario di approfondimento sulla crisi economica, organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base  CUB. </span></p>
<p><span><br />
<a href="http://www.zoes.it/it/content/blog/analisi-della-crisi-economica-prima-parte-intervento-andrea-stefano-direttore-del-mensi">Guarda il video pubblicato da Zoes </a></span></p>
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		<title>Voglia di etica in tempi di incertezza</title>
		<link>http://www.movetico.org/voglia-di-etica-cittadini-banche-e-finanza-in-tempi-di-incertezza/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[L'indagine fa emergere la necessità di un movimento di etica solidale rivolto alla poltica come il Mes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/etica_mercato_politica1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-999" title="etica_mercato_politica" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/etica_mercato_politica1.jpg" alt="etica_mercato_politica" width="651" height="539" /></a></p>
<p>Da una sintesi sull’indagine <a href="http://www.bancaetica.com/Content.ep3?ID=783372"><em>Voglia di etica:  Cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza</em></a>” commissionata da <a href="http://www.bancaetica.com">Banca Etica</a> a <strong>Ilvio Diamanti</strong> emergono possibili collegamenti auspicabili tra la stessa Banca e il <strong>Mes</strong>.</p>
<p>Premessa. <em>L’analisi dei fattori</em> – spiega <strong>Maurizio Spinello</strong> del Git di Padova &#8211; <em>è una tecnica statistica che permette una forte sintesi da molte variabili</em> (derivanti dai diversi tipi di domande e risposte date dagli intervistati di questa indagine, 1236 persone di varie tipologie, statisticamente verificate come rappresentative della popolazione italiana) <em>a poche variabili dette componenti &#8211; fattori principali</em> (in questo studio la riduzione è stata a 2 componenti principali).</p>
<p>Nel grafico si può notare che la componente 2 (grado di negatività sociale, etica, ecologica) misura il grado di avversione, mancanza di fiducia, mancanza di aspettativa sulla trasparenza e sulla considerazione al cliente, mentre la componente 1 (grado di positività sociale, etica, ecologica) misura il grado di apprezzamento e aspettativa nel progetto di sintonia con i propri sentimenti ed ideali.</p>
<p>Dal grafico ottenuto elaborando le risposte delle 1236 persone intervistate, le banche ordinarie e la politica fanno una pessima figura con il massimo di componente 2 e minimo di componente 1.</p>
<p>Il mercato e la globalizzazione  stanno in mezzo dipendendo da come vengono messi in pratica. Il massimo della componente 1 con minimo della componente 2 li raggiungono l’etica, la solidarietà e la concorrenza (che salvaguarda il cittadino da posizioni di dominio).</p>
<p><em>Le banche e politica attuali </em> &#8211; fa notare Maurizio  -  <em>sono al massimo della considerazione negativa da parte della persone intervistate, rappresentative della popolazione italiana, mentre etica, concorrenza e solidarietà sono al massimo della considerazione positiva. Possiamo dire che, conoscendola, Banca Etica è forte sia in etica che in concorrenza ma ha bisogno di un partner politico</em> (politica è la gestione della polis, della città), <em> di un movimento sociale e solidale, etico ed ecologico?</em></p>
<p><em>Quindi a far da contrasto a banche ordinarie ed a politica attuale</em> (al massimo della negatività in alto a sinistra nel grafico)<em> ci starebbe, al massimo della positività, sia banca etica già in essere da 10 anni, sia un movimento etico, solidale, ecologico </em>(quindi politico).  <em>Il Mes è nato da pochi mesi, proprio da questo desiderio, prima inconscio ed ora  esplicitato da questa indagine, di etica solidale rivolta alla politica</em>.</p>
<p>Maurizio Spinello<br />
(Segreteria Mes)</p>
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		<title>Cosa chiede la Finanza Etica e Resposabile al G20</title>
		<link>http://www.movetico.org/12-proposte-delle-reti-internazionali-di-finanza-etica-e-resposabile/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentati a Pittsburgh le dodici proposte che concretizzano un sistema basato su responsabilità,  trasparenza,  inclusione finanziaria e tutela dell’ambiente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/g20.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-768" style="margin: 2px;" title="g20" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/g20.jpg" alt="g20" width="180" height="120" /></a>In occasione del <strong>G20 di Pittsburgh</strong> del 24 e 25 settembre l’<strong>Associazione Internazionale di Investitori nell’Economia Sociale</strong> (INAISE – International Association of Investors in the Social Economy) insieme alla <strong>Federazione Europea della Banche Etiche ed Alternative</strong> (FEBEA), alla <strong>National Community Reinvestment Coalition</strong> (NCRC) e alla<strong> Global Coalition for Responsible Credit </strong>(GCRC) chiedono che i Governi del G20 si consultino con le reti di istituzioni attive nella finanza responsabile nell’ambito del <strong>processo di riforma del sistema finanziario</strong>.</p>
<p>I network internazionali della finanza etica e responsabile propongono, in particolare, <strong>12 misure</strong> che potrebbero assicurare un impegno immediato dei Paesi membri del G20 per la <strong>creazione di un nuovo sistema finanziario</strong> che sia <strong>efficace, utile sul piano sociale, inclusivo e sostenibile</strong>.</p>
<p>Le 12 proposte sono basate su metodi e prassi consolidate dalle istituzioni attive nella finanza etica e responsabile.  Se tutti i Paesi del G20 mettessero in pratica le nostre proposte, si otterrebbe un sistema basato sulla responsabilità,  la trasparenza,  l’inclusione finanziaria,  la tutela dell’ambiente.</p>
<p>Ecco una sintesi delle 12 proposte:</p>
<p>1) Tutti i Paesi del G20 dovrebbero imporre alle banche di dimostrare che le loro attività speculative sono chiaramente e legalmente separate dalle attività commerciali e che esse sono supportante da apposite e adeguate riserve di capitale. I Paesi del G20 dovrebbero imporre una tassazione più elevata sulle attività finanziarie speculative rispetto a quella imposta sulle attività bancarie commerciali;</p>
<p>2) Andrebbe imposto un freno agli eccessi nelle remunerazioni dei manager del sistema finanziario i cui bonus, legati a risultati di brevissimo periodo, hanno contribuito a promuovere comportamenti irresponsabili ed eccessivamente rischiosi</p>
<p>3) La catena di produzione dei prodotti finanziari dovrebbe diventare interamente tracciabile attraverso l’adozione di normative standardizzate che rendano i prodotti documentati e comparabili.</p>
<p>4) I Paesi del G20 dovrebbero mettere in campo una tassazione ad hoc sulle transazioni finanziarie speculative che non producono alcun valore reale per i territori, i Paesi e le comunità, ma al contrario le espongono a rischi eccessivi. I proventi di questa tassa dovrebbero essere usati per finanziare le risposte ai rischi sistemici e per sostenere lo sviluppo economico nei paesi più arretrati.</p>
<p>5) L’intero mondo dei servizi finanziari dovrebbe aderire al principio di “non nuocere” ai propri clienti. Come richiesto dalla normativa Europea “MiFID” i distributori di servizi finanziari dovrebbero essere tenuti a identificare i propri clienti privati in base al loro livello di conoscenze dei rischi dei prodotti finanziari e proporre loro strumenti adeguati alla loro situazione personale.</p>
<p>6) Così come per il cibo, i farmaci, i giocattoli, etc anche i prodotti finanziari dovrebbero rispondere a regole di qualità e tracciabilità.</p>
<p>7) Sull’esempio del Community Reinvestment Act statunitense e del Codice delle Istituzioni Finanziarie francese, tutti nei Paesi del G20 dovrebbero favorire l’inclusione finanziaria  in base ai bisogni delle comunità e dei territori, naturalmente nel rispetto delle regole di sicurezza e di buonsenso</p>
<p>8 I Paesi del G20 dovrebbero imporre alle istituzioni finanziarie la pubblicazione di un rapporto annuale con i dati relativi alla loro produzione e alle loro attività in tutti i territori in cui esse sono presenti</p>
<p>9)  I Governi del G20 dovrebbero pretendere la presenza di un rappresentante dello Stato nei consigli di amministrazione delle istituzioni finanziarie in cui è presente un investimento pubblico, un prestito o una garanzia dello Stato stesso</p>
<p>10) Gli enti regolatori del G20 dovrebbero prevedere apposite modalità per accogliere i reclami e le richieste degli individui e delle comunità e per fornire risposte adeguate</p>
<p>11) L’accesso al credito è un diritto essenziale nella società moderna. Per questo i Governi del G20 dovrebbero favorire la nascita e lo sviluppo di istituzioni di finanza sociale e di microcredito anche attraverso una tassazione agevolata</p>
<p>12) L’attuale assetto internazionale delle banche ha indebolito la concorrenza creando enormi conglomerati bancari internazionali. Le loro dimensioni di per se rappresentano un rischio sistemico per l’economia internazionale. I Governi del G20  dovrebbero valutare iniziative adatte ad accrescere la varietà dei fornitori di servizi finanziari, nel pieno rispetto delle regole di sicurezza e di buonsenso.</p>
<p>Qualche dato: le organizzazione di finanza etica che aderiscono a INAISE da sole – a metà 2009 – hanno registrato un bilancio combinato di circa 10 miliardi di euro. Dall’inizio della crisi finanziarie ed economica queste organizzazioni hanno sperimentato una crescita annua media del 30%. Questi dati confermano la validità del modello della finanza etica che intercetta sempre più la fiducia dei risparmiatori. Le iniziative economiche sostenibili e sociali che la finanza etica contribuisce a sostenere creano circa il 10% di tutti i posti di lavoro presenti in Europa e negli Stati Uniti.</p>
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		<title>Spazio alla Finanza Etica</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[ (intervista su Repubblica)
Parla il presidente dell&#8217;istituto di credito popolare del Terzo Settore, Fabio Salviato
Il nostro modello è trasparente e premia chi fa economia reale, ma siamo penalizzati
E&#8217; l&#8217;ora di cambiare le regole: si dia spazio alla finanza etica
La crisi finanziaria ha mostrato la debolezza dell&#8217;attuale sistema
Si torni ai principi di sana e prudente gestione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-11/banca-etica/banca-etica.html?ref=search"><em> </em></a><strong><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/produttori_caffè_21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-610" style="margin: 2px;" title="produttori_caffè_2" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/produttori_caffè_21.jpg" alt="produttori_caffè_2" width="168" height="113" /></a></strong>(intervista su Repubblica)<br />
Parla il presidente dell&#8217;istituto di credito popolare del Terzo Settore, <strong>Fabio Salviato</strong><br />
<em>Il nostro modello è trasparente e premia chi fa economia reale, ma siamo penalizzati</em><br />
<em>E&#8217; l&#8217;ora di cambiare le regole: si dia spazio alla finanza etica</em><br />
La crisi finanziaria ha mostrato la debolezza dell&#8217;attuale sistema<br />
<em>Si torni ai principi di sana e prudente gestione, finanziando chi migliora la società</em><br />
di ROSARIA AMATO</p>
<h2 style="text-align: left;"><span> </span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h2>
<p><!--end multimedia--> <!-- inizio TESTO --></p>
<p style="text-align: left;"><strong>ROMA </strong>- Per anni <a href="http://www.bancaetica.it/Default.ep3"><span style="text-decoration: underline;">Banca Etica</span></a> è cresciuta a dispetto di un sistema che classificava i suoi investimenti come BB-, &#8220;spazzatura&#8221;, ricorda il presidente Fabio Salviato. Senonché poi si è scoperto che la spazzatura vera era altrove, immessa nel mercato con lusinghieri e rassicuranti rating &#8216;tripla A&#8217;. &#8220;Siamo arrivati al paradosso per cui si è puniti se si sostiene l&#8217;economia reale e premiati se si specula, vengono disincentivati i finanziamenti all&#8217;economia sociale ma si permette la piena operatività sul mercato dei derivati perché non regolamentato&#8221;, dice Salviato.</p>
<p>E adesso, nel pieno della bufera finanziaria che ha bruciato miliardi in tutto il mondo, premiata dai risparmiatori che negli ultimi due mesi hanno fatto registrare un aumento del 100 per cento dell&#8217;apertura di conti correnti, Banca Etica ha deciso di cogliere l&#8217;occasione non per dire &#8220;siamo i più bravi&#8221;, ma per chiedere una revisione delle regole che penalizzano una realtà economica sana e che hanno permesso a istituzioni finanziarie non altrettanto scrupolose e trasparenti di gettare i mercati nel panico e di costringere i governi a massicce iniezioni di liquidità per evitare una rovina analoga a quella del &#8216;29.</p>
<p><strong>Voi lamentate come in tutti questi anni le imprese finanziate da Banca Etica siano state considerate estremamente rischiose, e per questo penalizzate.</strong><br />
&#8220;Noi rappresentiamo le imprese non profit , comprese le parrocchie, per esempio. Lei ha mai visto una parrocchia che fallisce? Le nostre imprese presentano un tasso di sofferenza del 0,3% lordo. Noi finanziamo gran parte di quelle imprese che vengono considerate nel sistema del Terzo settore: per questa ragione dalla regolamentazione italiana e internazionale i nostri investimenti vengono considerati a rischio massimo, e penalizzati da difficoltà indicibili nella concessione del credito. Le valutazioni fatte dagli analisti non tengono conto dei piani di sviluppo a medio e lungo termine delle imprese richiedenti, ma badano all&#8217;utile immediato senza dare peso al grande valore sociale intrinseco in certe produzioni o in scelte di posizionamento nella comunità locale. E allora bisogna che ci mettiamo d&#8217;accordo su queste regole: non è possibile che chi fa economia reale, crea posti di lavoro, milioni di ettari di agricoltura biologica che impiegano il doppio dei dipendenti della Fiat, sia considerato a rischio massimo, e gli altri no. Bisogna rivedere queste regole e privilegiare criteri come i nostri, che hanno dimostrato di essere una buona prassi.</p>
<p><strong>Le regole attuali sono quelle che hanno contribuito a portarci a questa catastrofe regole in particolare andrebbero modificate secondo voi, e come?</strong></p>
<p><!--/inserto--></p>
<p style="text-align: left;">&#8220;La normativa Ias (i principi contabili internazionale, <em>ndr</em>) considera le imprese ai valori di mercato, come se si dovesse vendere ora. Perché non torniamo alle origini, considerato che le banche sono nate in Italia proprio grazie a San Francesco? Torniano al principio della sana e prudente gestione. Oggi con questi criteri inoltre non abbiamo strumenti con i quali far fronte alle speculazioni. Le regole vanno riviste, in un&#8217;ottica di maggiore protezione. Devono essere applicate a tutti: in questo momento è come se avessimo le autoambulanze costrette a fermarsi ai semafori e le Ferrari che possono sfrecciare a 300 all&#8217;ora. Infatti le banche d&#8217;investimento americane tipo Lehman Brothers non sono assoggettate a nessuna regola: ricevevano la tripla A, emettavano le obbligazioni che valevano più dei titoli di Stato italiani&#8221;.</p>
<p><strong>E quindi, come dovrebbe cambiare il sistema finanziario?</strong><br />
&#8220;Intanto la banca deve ricominciare a fare la banca: negli ultimi venti anni le banche hanno smesso di fare il loro ruolo, che era quello di raccogliere risparmio e dare fiducia agli imprenditori o ai privati, e hanno fatto sempre più finanza, non credito, alimentando con danaro il mercato finanziario con percentuali sempre più alte, favorendo la diffusione di derivati e altri prodotti altamente speculativi. E invece la banca deve tornare ad essere un soggetto che va a finanziare l&#8217;economia reale, naturalmente a ragion veduta&#8221;.</p>
<p><strong>Il problema è anche la trasparenza. </strong><br />
&#8220;La percezione attuale che si ha del sistema bancario è che ci sia una sorta di opacità. Quando l&#8217;Fbi ha cercato di trovare gli speculatori che in America avevano scommesso al ribasso contro alcuni titoli, compreso American Airlines, cinque giorni prima dell&#8217;11 settembre, guadagnando un miliardo e 400 milioni di dollari, non c&#8217;è riuscita, perché i colpevoli si sono persi nei paradisi fiscali. La trasparenza deve essere uno degli elementi che ci caratterizza, anche, e non solo, per evitare il riciclaggio della malavita: i paradisi fiscali rappresentano elementi di opacità. La trasparenza significa anche che il risparmiatore deve capire come viene investito il proprio danaro&#8221;.</p>
<p><strong>Il risparmiatore italiano però ha una cultura finanziaria quasi inesistente, tende ad accettare qualunque cosa gli propongano banca e consulente finanziario, senza rendersi conto dei margini di rischio.</strong><br />
&#8220;E&#8217; vero che nostri cittadini spesso hanno un rapporto poco responsabile verso la finanza. Però questo atteggiamento deriva anche dal rapporto di fiducia che c&#8217;è sempre stato verso la banca. Da un lato serve maggior trasparenza da parte delle banche, ma dall&#8217;altra anche il risparmiatore-investitore deve pretendere di avere maggiori informazioni, e deve conoscere alcune regole fondamentali: se io investo in un prodotto finanziario che rende molto più della media, è evidente che sto rischiando di più. Fatte salve le responsabilità del sistema finanziario, anche il risparmiatore deve assumersi le sue responsabilità&#8221;.</p>
<p><strong>Anche se voi siete una banca sana, non avete investito in derivati o in altri prodotti a rischio, il crollo dei mercati vi ha comunque danneggiati?</strong><br />
&#8220;Noi comunque siamo dentro il mercato, e quindi ne viviamo anche le pertubazioni, ma avendo una politica secondo la quale la raccolta viene utilizzata per i finanziamenti, e il resto rimane in tesoreria, investito principalmente in titoli di Stato, siamo tranquilli. E siamo anche una banca molto liquida, con una raccolta diretta di 550 milioni e indiretta di 100 milioni e impieghi per 400 milioni. Una gestione che ci ha premiati: in questo periodo stiamo assistendo all&#8217;apertura di conti correnti 10 superiore rispetto a un mese fa. Anzi, siamo in controtendenza perché stiamo avviando una nuova importante iniziativa&#8221;.</p>
<p><strong>Di che si tratta?</strong></p>
<p><!-- do nothing --></p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Stiamo per realizzare la prima banca etica europea con francesi e spagnoli, utilizzando un modello cooperativo, in base a una legge europea del 2003. Avrà sede in Italia, e sarà controllata dalla Banca d&#8217;Italia. Quindi tutto sommato, a modo nostro, tuteliamo anche l&#8217;italianità: il nostro modello cooperativo è stato riconosciuto come interessante da altri Paesi, nei quali era ormai scomparso. Come pure il sistema di premiare gli investimenti &#8217;sostenibili&#8217;, assicurando migliori condizioni di credito a chi migliora l&#8217;ambiente o fa investimenti di particolare valore sociale&#8221;.</p>
<p><!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --></p>
<p style="text-align: left;">Repubblica (<em><!-- inizio DATA -->14 ottobre 2008<!-- fine DATA --></em>)<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-11/banca-etica/banca-etica.html?ref=search"><em>E’ l’ora di cambiare le regole: si dia spazio alla finanza etica</em></a></p>
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		<title>Il Manifesto per &#8220;Una riforma della finanza&#8221;</title>
		<link>http://www.movetico.org/il-manifesto-per-una-riforma-della-finanza/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 13:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Postato nel blog Ocse in vista del G8, su invito del governo italiano, il manifesto per una riforma della finanza promosso da Terra Futura e da un cartello di associazioni.

L’importante occasione dopo un incontro con il ministro Tremonti che si è impegnato a un percorso di dibattito sulla proposta con le associazioni promotrici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Postato nel blog Ocse in vista del G8, su invito del governo italiano, il manifesto <em>per una riforma della finanza </em>promosso da Terra Futura e da un cartello di associazioni.</p>
<p>L’importante occasione dopo un incontro con il ministro Tremonti che si è impegnato a un percorso di dibattito sulla proposta con le associazioni promotrici.</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/comunicato-stampa.pdf">comunicato stampa</a></p>
<p>Ha commentato Fabio Salviato presidente del Mes e di Banca Popolare Etica : «Banca Etica nei suoi primi dieci anni di vita ha centrato il primo obiettivo che si era data: dimostrare – seppur su piccoli numeri &#8211; che è possibile fare finanza in modo etico, trovando il punto di equilibrio tra la giusta remunerazione dei risparmi e degli investimenti, il diritto di accesso al credito, la trasparenza, il sostegno a un’economia reale, solidale e pulita. Oggi, nel mezzo di questa gravissima crisi economica che ha smascherato l’insostenibilità del modello finanziario speculativo affermatosi negli ultimi decenni, la finanza etica ha dimostrato di poter rappresentare una proposta efficace, e che piccole banche  organizzate su scala sovranazionale possono rappresentare un modello per il futuro del sistema finanziario Europeo. Si apre per noi la sfida del “contagio”. Il nostro successo si misurerà anche sulla contaminazione etica che sapremo dare all’intero sistema, e la partecipazione con i partner di Terra Futura al dibattito in seno all’OCSE sui Global Legal Standards è un passo più che mai significativo di questa nuova fase».</p>
<p>Un sistema, quello della finanza etica, che anche a livello mondiale dimostra di avere buoni “numeri”, se si pensa che 11 sue istituzioni (riunite nella Global Alliance for Banking on Values) hanno assets per 10 miliardi di dollari e 7 milioni di clienti in 20 Paesi.</p>
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		<title>Una soluzione per il Bene Sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 07:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES per il sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mes si propone di cercare la miglior soluzione per il bene sociale, superando l’egoismo individuale e di piccoli gruppi, nella prassi relazionale , dove è opportuno ricercare la giustizia indipendentemente dall’interesse personale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mes si propone di cercare la miglior soluzione per il<strong> bene sociale</strong>, superando l’egoismo individuale e di piccoli gruppi, nella <strong>prassi relazionale</strong> , dove è opportuno ricercare la giustizia indipendentemente dall’interesse personale.</p>
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