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	<title>Movetico &#187; MES In primo piano</title>
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	<description>Movimento Etico Solidale</description>
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		<title>La finanza etica nel 2020, storia di una grande opportunità</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 10:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Davanti a noi abbiamo un decennio che sarà fondamentale per definire verso quale sviluppo economico, finanziario ed ambientale sarà orientato il nostro pianeta. Oggi tutti parlano del 2020. Entro il 2020 la Germania vuole produrre un milione di auto elettriche, ed entro il 2022 chiuderà tutte le centrali nucleari attive. In Gran Bretagna le nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_art_finanza_etica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2866" style="margin: 2px;" title="fabio_art_finanza_etica" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_art_finanza_etica-300x287.jpg" alt="" width="262" height="251" /></a>Davanti a noi abbiamo un decennio che sarà fondamentale per definire verso quale sviluppo economico, finanziario ed ambientale sarà orientato il nostro pianeta. Oggi tutti parlano del 2020. Entro il 2020 la Germania vuole produrre un milione di auto elettriche, ed entro il 2022 chiuderà tutte le centrali nucleari attive. In Gran Bretagna le nuove automobili dovranno funzionare a batteria o almeno con un motore ibrido.</p>
<p>Anche il parlamento europeo ha approvato un pacchetto clima-energia per ridurre i gas serra del 20% entro il 2020. Il 25 maggio del 2011 è stata depositata al parlamento europeo l’interrogazione tesa a  richiedere alla commissione il riconoscimento della finanza etica, anche come sistema di banche che promuovono lo sviluppo economico ed occupazionale in maniera compatibile.</p>
<p>Il rapporto  Mapping the global future  del National Intelligence Council ( NIC) il centro che elabora gli studi strategici per il governo degli Stati Uniti, prevede che, nel fatidico 2020, l’economia mondiale sarà cresciuta dell’80% rispetto al 2000 ed il reddito pro-capite di circa il 50%. La globalizzazione sarà sempre più guidata da Cina ed India e le classi medie, fondamentali per lo sviluppo  economico, emergeranno per la prima volta in paesi, oggi considerati poveri. Il Prodotto Interno Lordo della Cina potrebbe diventare il secondo al mondo , dopo gli Stati Uniti, mentre l’India  è destinata a raggiungere le principali nazioni Europee.</p>
<p>Lo stesso rapporto, pubblicato nel 2004 ed elaborato in base a consultazioni con “esperti di istituzioni non governative” conferma però che “le disparità economiche tra Nord e Sud del mondo continueranno ad essere significative” l’analfabetismo è previsto in declino, ma resterà “ diciassette volte più diffuso nei paesi poveri che in quelli dell’OCDE”.  In almeno quaranta paesi ( in particolare in Africa, Asia Centrale e Russia), l’aspettativa di vita sarà più bassa di quanto lo fosse nel 1990.</p>
<p>Intanto la domanda complessiva di energia continuerà a crescere e “ nonostante i progressi nell’efficienza energetica, l’energia consumata aumenterà di almeno il 50 per cento e si produrrà ancora prevalentemente con il petrolio&#8221;.</p>
<p>Sempre secondo il Nic, nel 2020 le energie rinnovabili soddisferanno poco meno del 10% del fabbisogno totale di energia e  la corsa al petrolio, accompagnata da un progressivo esaurimento delle riserve , sarà la causa delle maggiori tensioni geopolitiche che si verificheranno nel mondo. Lo sfruttamento crescente dei giacimenti di gas sposterà progressivamente il baricentro del potere energetico dal Medio Oriente alla Russia, al Nord Africa, al Canada.</p>
<p>Ma non è solo l’ambiente il problema. La crisi che stiamo vivendo è ben più profonda. Possiamo tranquillamente parlare di una crisi sistemica, cioè di un’insieme di crisi diverse: finanziaria, ambientale, sociale, culturale e politica. Per la prima volta nella storia l’uomo attraverso la propria azione potrebbe generarne la propria fine, e quindi è proprio in questo decennio che questa nostra generazione avrà il compito di trovare soluzione adeguate, tali da permettere ai 9 miliardi di persone che nel 2020 popoleranno il nostro pianeta opportunità di vita decorose.</p>
<p>L’umanità sta correndo come una locomotiva impazzita verso  l’autodistruzione.</p>
<p>Non ne usciremo facilmente, dobbiamo armarci di molta determinazione e pazienza, anche di un po’ di fantasia e di volontà di combattere. Sarà un cammino lungo e difficile, dovremo avere la capacità di saper “ aggiustare il tiro” progressivamente, strada facendo.</p>
<p><strong>La crisi finanziaria</strong></p>
<p>La crisi finanziaria esplosa nell’ottobre del 2008 con la difficoltà di alcune banche Americane, si è sviluppata, in maniera contagiosa in tutto il mondo. La finanza speculativa, accompagnata da un sistema di regole che hanno permesso uno spaventoso sviluppo dei cosiddetti “ titoli tossici” ( prodotti finanziari altamente speculativi, derivati cdo etc.) Nessuno è in grado di quantificare la quantità di titoli tossici che circolano nel mondo, secondo alcune stime della banca mondiale, il totale equivale a circa 13 volte il prodotto interno lordo mondiale, un enorme valanga di carta che produce altra carta, che si muove da una parte all’altra del pianeta, ma che non ha più nessun riferimento con un qualsiasi valore reale. Questa enorme massa di “ titolo spazzatura” minano alle fondamenta il sistema finanziario che ne è stato l’ideatore, l’inventore,  perché i manager delle principali banche avevano trovato un sistema incredibile, producevano titoli e scaricavano il rischio del titolo sull’investitore, ricavandone commissioni che vanno dal 7% al 25%, i bilanci delle banche chiudevano con consistenti profitti ed i manager intascavano compensi e bonus stratosferici. Gli stipendi dei manager aumentavano sempre di più a tal punto che il rapporto tra uno stipendio normale di un qualsiasi impiegato di banca ed un manager poteva essere di 1 ad 800, insomma si erano perse le misure ed anche i rapporti con la realtà.</p>
<p>Le banche però cominciavano ad avere problemi perché la gente, i risparmiatori si fidano sempre di meno di un sistema finanziario opaco, ogni settimana negli Stati Uniti Falliva una banca e poi quando è fallita la Lehman e Brodhors il mondo finanziario era arrivato al limite del collasso. Le istituzioni sono dovute intervenire iniettando 4.800 miliardi di dollari nel sistema finanziario , per tentare di salvarlo, ma tutto questo non è bastato, le banche non continuavano a prestarsi il denaro tra di loro, allora in poco tempo si è provveduto a modificare alcune regole contabili, in particolare una che permetteva alle banche di contabilizzare a bilancio il valore dei titoli tossici al valore pre-crisi, in pratica le prime 20 banche del mondo avevano dichiarato nei loro portafogli titoli tossici che se fossero stati venduti avrebbero avuto un valore doppio rispetto al patrimonio delle banche stesse. In pratica il sistema finanziario è tecnicamente fallito, ma attraverso regole compiacenti, i bilanci sono stati  “ falsificati”, d’altronde era in gioco la stabilità del sistema finanziario.</p>
<p>La crisi è ancora profonda e la strada per imboccare l’uscita si deve trovare molto velocemente.<br />
L’esperienza delle banche etiche potrebbe aiutare il sistema finanziario a recuperare lo spirito e poi le regole che per secoli hanno caratterizzato il sistema finanziario mondiale.</p>
<p><strong>La finanza etica</strong></p>
<p>Da tanto tempo ormai è entrato nel lessico economico il concetto di finanza etica ossia di una finanza attenta affinché il denaro sia per l’uomo e non viceversa. Tale concezione è però quasi sempre stata presente, almeno fino a non tantissimi anni fa, quando vi è stata la netta distinzione tra momento della produzione della ricchezza ed il momento della sua re-distribuzione. Il dualismo originato ha sicuramente costituito un’accelerazione del ben-avere, ma non si può affermare anche una qualità del ben-essere.</p>
<p>L’applicazione dei concetti di un sano comportamento (etica), in relazione ad un’adesione ad un pensiero preesistente di riferimento. Si fa risalire nel 1760 a John Wesley, fondatore della chiesa metodista, che sosteneva fermamente l’esigenza di legare etica e finanza ritenendo che gli investitori non dovessero agire come proprietari bensì come custodi dei beni di loro proprietà, senza creare ricchezza a scapito del loro prossimo. Da allora la finanza etica si è diffusa e consolidata sia come intermediario bancario finalizzato a sostenere progetti legati ad attività sociali ed ambientali, sia nei confronti di una finanza socialmente responsabile, attraverso la selezione di imprese quotate in borsa, utilizzando criteri di valutazione appunto di eticità e sostenibilità ambientale.</p>
<p>Di conseguenza il fine della finanza etica è un’attività in cui il denaro è uno strumento diretto, verificabile e assertivo al servizio di pratiche economiche che tendono essenzialmente non ad una crescita neutra dell’utile derivante da attività finanziarie ( interessi, dividendi, capital /gain ed altro), ma , sebbene non rinunciando ad un onesto guadagno, ad una crescita socio/economica a favore degli stesi soggetti economici che vivono e lavorano in un territorio,</p>
<p>Oggi il termine etico applicato all’economia è decisamente molto utilizzato da tutti (forse anche troppo) fino ad arrivare alla considerazione che in economia, come in finanza c&#8217; è bisogno di etica, ma di quella vera, applicata concretamente nel sistema finanziario come in quello economico.</p>
<p><strong>Le Banche Etiche in Europa</strong></p>
<p>Le Banche Etiche in Europa sono una ventina,  la gran parte sono associate a FEBEA (Federazione Europea delle Banche Etiche ed Alternative).<br />
La prima banca etica è nata in Olanda Triodos Bank, si è diffusa con propri sportelli anche in Belgio, Inghilterra, Spagna e Germania, la gran parte delle banche etiche è dedicata ad iniziative di carattere ambientale (agricoltura biologica, energie rinnovabili) solamente Banca Popolare Etica in Italia oltre a queste caratteristiche si è distinta fin dall’inizio per il sostegno ai settori della cooperazione sociale ed associazionismo.</p>
<p>Banca Popolare Etica è nata l’8 marzo del 1999, oggi a 12 anni di distanza può contare circa 36.000 soci una raccolta di 670 milioni di euro, impieghi per circa 600 milioni di euro deliberati un capitale di 35 milioni di euro e 14 sportelli presenti nelle principali città italiane. Le potenzialità per  uno sviluppo in Italia di una finanza eticamente orientate sono notevoli, se pensiamo che le organizzazioni che fanno riferimento al vasto arcipelago del no-profit sono circa 230.00 ed hanno un fatturato che rappresenta il 2% circa del pil nazionale.</p>
<p>Il ruolo rappresentato da Banca Etica e dalle Banche Etiche in generale è sempre stato quello di saper stimolare il sistema bancario e finanziario al fine di saperne determinare il cambiamento.</p>
<p><strong>Quale futuro ci attende</strong></p>
<p>I<strong><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/futuro_art_finanza_etica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2874" style="margin: 2px;" title="futuro_art_finanza_etica" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/futuro_art_finanza_etica-300x287.jpg" alt="" width="262" height="251" /></a></strong>n seguito all’attuale crisi finanziaria, a  mio avviso il mondo della finanza classica e dell’economia cercheranno di stabilire un rapporto di collaborazione con il mondo della finanza etica, ma ci vorrà ancora diverso tempo, visto che sui mercati internazionali, la voglia di riguadagnare le posizioni perse dei profitti a causa della crisi sta nuovamente portando ad operazioni speculative e di nuove immissione di titoli “ tossici”, in ogni caso stiamo assistendo ad una serie di provvedimenti che vanno nella direzione giusta:</p>
<p>La recente modifica del Testo Unico Bancario , che  darà la possibilità anche alle associazioni senza fine di lucro di effettuare dei microcrediti, naturalmente entro parametri  e dimensioni ben definiti, La presentazione avvenuta il 24 maggio scorso di una interrogazione al  parlamento europeo tesa a riconoscere il ruolo delle banche etiche, rappresentano a mio avviso dei passi timidi, ma significativi di un riconoscimento generale del ruolo che le banche etiche hanno saputo svolgere, soprattutto in questi ultimi 3 anni di crisi finanziaria ed economica.</p>
<p>Il cambiamento sarà possibile solamente se sapremo procedere a determinate condizioni:</p>
<p>1-    La finanza etica dovrà saper trovare una propria unitarietà e dovrà procedere su proposte e progetti comuni</p>
<p>2-    La finanza Etica dovrà saper fare  bene rete tra diversi soggetti europei e mondiali, cercando di coinvolgere istituzioni politiche e finanziarie</p>
<p>3-    E’ necessario che concetti economici di economia civile, finanza etica di bene comune sia più studiati ragionati e discussi per poterli diffondere maggiormente tra l’opinione pubblica.</p>
<p>In conclusione si può dire che la finanza etica rappresenterà obbligatoriamente il futuro di una finanza che non potrà più essere speculativa ed alla ricerca del profitto, ma che dovrà sempre di più mettersi al servizio della persona ed avere la capacità di poter rispondere ai bisogni espressi dai cittadini e dalle comunità.</p>
<p>E’arrivato il momento di recuperare un rapporto più diretto ed autentico, anche nei confronti del mondo dell’economia e della finanza, d’altronde , a mio avviso per superare questa grave crisi, non ci potranno essere soluzioni miracolose, ma un lento, ma progressivo processo di cambiamento del nostro stile di vita. Questo comporterà capacità, intelligenze, determinazione, volontà nel cercare di capire quali strumenti saranno necessari, da parte della finanza etica sicuramente l’utilizzo di nuovi strumenti quali il microcredito, il recupero di “ capitali pazienti “ capaci di poter essere investiti in attività innovative, quali il recupero delle terre per coltivare agricoltura biologica, l’investimento nei confronti delle energie rinnovabili, rappresenteranno le nuove sfide di una società in costante e continuo cambiamento.</p>
<p>Tutto questo potrà realizzarsi anche se il mondo sia della società civile e della politica sapranno mettersi assieme per capire che queste istanze di cambiamento dovranno essere tradotte in proposte, in leggi, in regolamenti in discipline capaci di permettere , prima di tutto di definire le “nuove architravi” della economia civile, cioè dell’economia del futuro un economia ed una finanza più giuste ci “ traghetteranno” fuori dalla civiltà dei consumi e della massimizzazione del profitto, verso una società a misura d’uomo capace di poter dare una risposta sostenibile e sobria a questo “popolo in cammino” che oggi è alla ricerca di una luce, forse di nuovi leader, di una guida più sicura, e sicuramente di pace, di giustizia di solidarietà, ma di tanta e tanta fiducia.</p>
<p>Un augurio quindi a tutti noi, cittadini socialmente responsabili perché attraverso l’uso responsabile del nostro denaro e dei nostri consumi potremo concretamente iniziare a costruire questo nuovo mondo che oggi non è solamente possibile ma che diventa sempre di più necessario.</p>
<p><strong>Fabio Salviato</strong><a href="mailto:Fsalviato@bancaetica.com"><br />
fsalviato@bancaetica.com</a></p>
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		<title>Fabio Salviato eletto presidente della Federazione Banche Etiche Europee</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 16:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[L’obiettivo è il riconoscimento all’interno della Comunità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_salviato2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2639" style="margin: 2px;" title="fabio_salviato" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/fabio_salviato2.jpg" alt="" width="151" height="209" /></a>Il 28 novembre scorso a Bruxelles, l’assemblea dei 24 soci di <a href="http://www.febea.org">Febea </a>(Federazione Banche Etiche Europee), provenienti da 11 paesi della comunità europea, ha eletto all’unanimità <strong>Fabio Salviato</strong> presidente della federazione.<br />
<em>“Mi sono impegnato nei confronti dei soci</em> – ha dichiarato il nuovo presidente &#8211; <em>a portare avanti un’azione di lobbing nei confronti delle istituzioni pubbliche: Comunità Europea, Consiglio d’Europa, Banca Centrale Europea, istituzioni sovranazionali. Il secondo punto importante sarà  la proposta di revisione di Basilea 3 </em>(un sistema che obbliga le banche a rispettare determinate regole che penalizzano le banche etiche, ndr)<em>. Verranno organizzati convegni e seminari su tematiche specifiche proposte dai soci, è per questo che mi sono ripromesso nei prossimi mesi di poterli contattare ed incontrare al fine di definire un programma comune”</em>.</p>
<p>E’ seguito un convegno in cui è stata lanciata un&#8217;iniziativa tesa ad ottenere il riconoscimento delle banche etiche europee all’interno delle comunità. A questo scopo è stato realizzato un <em>Atlante delle buone pratiche</em>, un volume che raccoglie le 350 iniziative più significative finanziate dalle banche etiche europee; molti i progetti italiani. E’ stato inoltre lanciato un appello per divulgare gli obiettivi futuri della federazione. Nella fase successiva si passerà alla sottoscrizione dell’appello da parte di organizzazioni, reti, associazioni, cooperative e individui che intendono aderire. L’obiettivo è raccogliere un numero consistente di adesioni.<em></em></p>
<p><em>(p.m.)</em></p>
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		<title>I locali della decrescita: metti in tavola la sostenibilità</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 11:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro-seminario su decrescita felice e finanza etica insieme verso un futuro sostenibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/ape.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2630" style="margin: 2px;" title="ape" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/ape.jpg" alt="" width="161" height="152" /></a>Sabato 11 dicembre a partire dalle dieci, al Centro <a href="http://www.lacostigliola.org">La Costigliola</a> immerso nei Colli Euganei in provincia di Padova, si svolge il primo incontro del progetto<strong> I locali della decrescita: metti in tavola la sostenibilità</strong>, che riunisce sotto questa sigla tutti gli esercizi pubblici con alto livello di sostenibilità ambientale. La prima tappa di un percorso di condivisione e auto-formazione, coordinata da Francesco Badalini, referente del <strong>Circolo</strong> <a href="http://new.decrescitafelice.it/">Decrescita Felice</a> di <strong>Verona</strong>. Il progetto di certificazione è anche una occasione per diffondere e sostenere pratiche decrescenti e virtuose nei gesti ed azioni quotidiani in modo semplice e diretto.<br />
<a href="http://www.lacostigliola.org">La Costigliola</a> è un centro congressuale e agricolo biologico gestito da<a href="http://www.bancaetica.com"> Banca Etica</a> dedicato ad attività associative e sociali.</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>10,00 accoglienza e registrazione partecipanti</p>
<p>10,30-11,30 Intervento di <strong>Maurizio Pallante</strong>: Presentazione del <strong>Movimento della Decrescita Felice</strong>.<em> I limiti della crescita, la necessità di un nuovo paradigma culturale, le tecnologie della decrescita come strumento per uscire dalla crisi. Creazione di un circuito economico alternativo che metta in relazione le aziende delle decrescita e il mondo dei Gas e del consumo critico e responsabile<br />
</em><br />
11,30-12,30 Intervento di<strong> <a href="http://www.feltrinellieditore.it/IntervistaInterna?id_int=2629">Fabio Salviato</a></strong>: <em>L&#8217;impegno e le iniziative di Banca Etica per la sostenibilità ambientale. Innesco. esempi di buone pratiche e il progetto Padova Solare</em></p>
<p>12,30-13,00 domande e dibattito libero</p>
<p>13,00-14,00 pranzo</p>
<p>14,00-15,00 <strong>Francesco Badalini</strong>, fondatore circolo Mdf di Verona: presentazione delle iniziative sul territorio veronese (il corso sulla viticoltura sostenibile e il vino a km zero). <em>Presentazione del progetto<strong> I locali della decrescita </strong>come prima tappa di un sistema di certificazione di sostenibilità ambientale delle aziende e delle imprese. I 16 punti qualificanti della sostenibilità dei locali</em>.</p>
<p>15,00-15,30 domande e dibattito libero. Proposte su come diffondere il progetto, selezione dei segnalatori e dei certificatori volontari, iniziative future.</p>
<p>16,00 Conclusione lavori</p>
<p>Si prega di comunicare la propria partecipazione entro il <strong>5 dicembre 2010</strong>. L&#8217;ospitalità e spese sala sono offerte dalla La Costigliola.<br />
Ai partecipanti è richiesto un contributo di euro 15 per il pranzo, preparato da una cooperativa sociale, a base di prodotti biologici e a Km zero.<br />
Previa prenotazione, sarà possibile pernottamento e prima colazione nella struttura al prezzo di euro 30, sia nella notte venerdì-sabato che fra sabato e domenica.</p>
<p>Per iscrizioni <strong>340/4915732</strong>.<br />
Iscrizione, prenotazione pranzo e/o pernottamento: La Costigliola s.r.l. Sede Legale: Via Nazario Sauro, 15- 35139 Padova Tel. <strong>049/8755116 346/5766974</strong> Fax 049/8755714 <a href="info@lacostigliola.org">info@lacostigliola.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un futuro possibile con finanza etica e decrescita</title>
		<link>http://www.movetico.org/un-futuro-possibile-con-finanza-etica-e-decrescita/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 12:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Le innovative ricette economiche e tecnologiche di Salviato e Pallante per uscire dalla crisi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2483" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/tavolo2.jpg"><img class="size-full wp-image-2483" title="tavolo" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/tavolo2.jpg" alt="" width="283" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">da sx: Salviato, Salvi, Pallante, Badalini</p></div>
<p>VERONA &#8211; Nell’ambito di<a href="http://www.naturalmenteverona.org/"> Naturalmente Verona</a> si è svolto sabato 4 ottobre a Palazzo da Lisca in piazza Isolo, l’incontro <em>Tecnologie della decrescita e finanza etica</em><em>, il futuro possibile</em>.<br />
Relatori <a href="http://www.decrescitafelice.it/?page_id=7">Maurizio Pallante</a>, presidente del <a href="http://www.decrescitafelice.it/">Movimento della Decrescita Felice</a> e <a href="http://www.feltrinellieditore.it/IntervistaInterna?id_int=2629">Fabio Salviato</a> (ex-presidente di <a href="www.bancaetica.com">Banca Etica</a>) e presidente del <a href="http://www.movetico.org">Movimento Etico Solidale</a>.<strong><br />
Luca Salvi</strong> coordinatore del <a href="http://www.bancaetica.com/Content.ep3?CAT_ID=31844&amp;ID=777382">Git </a>di Banca Etica di Verona che fa parte di Mdf, movimento organizzatore dell&#8217;evento, ha introdotto le relazioni ricordando che l’appuntamento si rinnova per il secondo anno ed è l&#8217;ulteriore tappa di un percorso che vuole uniti Mdf e mondo dell’economia solidale e finanza etica. <strong>Francesco Badalini</strong>, coordinatore del circolo Mdf cittadino, ha aggiunto che si concretizza il lavoro di un anno, un passo verso una evoluzione con obiettivi pratici. Ha ricordato inoltre l’incontro che si svolge dall’<a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=1171">8 al 10 ottobre a Perugia sul tema Tecnologie della Decrescita</a>. L’idea è intensificare i percorsi per arrivare ad una fusione.</p>
<p><strong><em>Ridurre gli sprechi, usare fonti rinnovabili e costruire impianti per autoconsumo</em></strong></p>
<p><strong>Maurizio Pallante</strong> ha spiegato che l’incontro di Perugia <a href="www.progettareilfuturo.com ">www.progettareilfuturo.com </a>sarà un confronto per sviluppare linee per uscire dalla crisi e dalla disoccupazione. Sono state fatte fino ad ora scelte inefficaci <em>“una crisi più grave di quella del ’29, una crisi di sovrapproduzione”</em> ha specificato. Le politiche applicate fin’ora hanno sostenuto un aumento della domanda per far fronte all’offerta con spese statali forti; un risultato che ha incrementato i debiti pubblici. Politiche restrittive dimostrazione della ineguatezze degli strumenti tradizionali non in grado di far partire l’economia. Il sostanza il mercato è saturo, i consumi troppo alti (le case consumano un terzo delle fonti fossili)  inoltre si è arrivati ad un livello di saturazione ambientale. Una politica economica industriale che spinge verso l’aumento è sbagliata, bisogna sviluppare invece <strong>le tecnologie della decrescita</strong>. Crisi e decrescita sono due cose diverse, si deve puntare ad un discorso qualitativo. Tra le azioni importanti:<strong> riduzione del consumo di energia, rifiuti e materie prime</strong>.</p>
<div id="attachment_2484" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/maurizio.jpg"><img class="size-full wp-image-2484" title="maurizio" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/maurizio.jpg" alt="" width="250" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Pallante</p></div>
<p>E’ necessaria una diminuzione guidata di alcuni settori e un implemento di tecnologie del ripristino energetico. La differenza tra decrescita e green economy è che quest&#8217;ultima vuole rilanciare la crescita utilizzando tecnologie meno impattanti dal punto di vista ambientale. <strong>Le fonti rinnovabili </strong>danno un contributo importante ma d<strong>evono essere applicate in un’ottica di riduzione del consumo di energie</strong>, dunque all’attuale livello di consumo di energia, non si possono sostituire le fonti fossili. Si spreca il 70 per cento di energia, le centrali termoelettriche ne perdono più del 60 e un’automobile ha un rendimento del 13 per cento. Visto che anche le fonti rinnovabili hanno un impatto ambientale (grandi parchi fotovoltaici, eolici, centrali a biomasse) è necessario <strong>costruire piccoli impianti per autoconsumo, pannelli sui tetti, piccole pale eoliche. Usare la propria energia e il resto venderlo alla rete</strong>. <strong>In sintesi ridurre gli sprechi e sostituire le fonti. </strong>Ridurre i rifiuti e riutilizzare i materiali, consumare meno fonti fossili, usare prodotti a chilometri zero. Il settore industriale che produce innovazioni sta mostrando interesse per queste soluzioni, ha concluso.</p>
<p><em><strong>I dieci pilastri della nuova economia per uscire dalla crisi</strong></em></p>
<p><strong>Fabio Salviato</strong> ha premesso che il contributo della finanza etica per sostenere tutto ciò si basa su i <strong>Dieci pilastri della nuova economia</strong>. La crisi sistemica della società porterà al collasso “<em>non è possibile uno sviluppo infinito in un mondo finito”</em> ha affermato. La situazione della disoccupazione è drastica, inoltre si assiste ad un processo continuo di taroccamento dei dati. Le prime venti banche del mondo sono tecnicamente fallite hanno un totale di titoli tossici di valore doppio rispetto al loro patrimonio.<br />
<em> </em></p>
<div id="attachment_2485" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><em><em><a href="../wp-content/uploads/fabio2.jpg"><img class="size-full wp-image-2485" title="fabio" src="../wp-content/uploads/fabio2.jpg" alt="" width="250" height="248" /></a></em></em><p class="wp-caption-text">Fabio Salviato</p></div>
<p><em> </em>Tutto ciò incide sul razionamento del credito che danneggia soprattutto il terzo settore. Primo pilastro dunque modificare le regole in campo finanziario, <strong>concedere un euro ogni dieci mila di investimento</strong> &#8211; una teoria che ha il sostegno di Sarcozy e della Merkel &#8211; cifre significative da destinare a problemi sociali. A ciò va aggiunta la <strong>tracciabilità del denaro e l’eliminazione dei paradisi fiscali</strong>. Per ciò che riguarda l’ambiente è necessario un <strong>ritorno alla terra</strong>, essere produttori del proprio orto, <strong>comprare a chilometri zero, far parte di un gas</strong>; un dato curioso, come produttori per il biologico siamo i primi in Italia ma non come consumatori. Dare la possibilità di  coltivare orti pubblici e di usufruire dei terreni confiscati alla mafia; per il momento 200mila ettari sono gestiti da cooperative sociali. Si deve inoltre passare ad altre forme di energia.<br />
<em>“Se i tre milioni di persone che hanno appeso la bandiera della pace installassero un pannello fotovoltaico</em> &#8211; ha puntualizzato -<em> la produzione di energia equivarrebbe a 6 centrali nucleari”</em>. Un processo di carattere culturale, è perciò necessaria una nuova economia. E’ importante una <strong>diversa gestione del bilancio pubblico</strong>, il <strong>pil non è un indicatore valido</strong> inoltre è necessario arrivare ad un <strong>recupero dell’evasione</strong>. Numerosi gli esempi virtuosi di come l’impegno della società civile all’interno delle cooperative sociali possa arrivare ad azioni concrete  (con un prestito concesso da Banca Etica di 50mila euro sono state ristrutturate ben 10 case). Importante inoltre la <strong>tutela dei beni pubblici</strong>. Salviato ha ricordato la battaglia fatta a Padova contro la privatizzazione delle farmacie comunali e l’acquisto dell’acquedotto da parte di quaranta amministrazioni locali della provincia di Treviso. Un ritorno insomma ad un concetto cooperativistico di fine ‘800. Altri aspetti importanti riguardano la politica della scuola e la sicurezza.</p>
<div id="attachment_2486" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><a href="../wp-content/uploads/pubblico2.jpg"><img class="size-full wp-image-2486" title="pubblico" src="../wp-content/uploads/pubblico2.jpg" alt="" width="283" height="199" /></a><br />
<p class="wp-caption-text">Sala gremita</p></div>
<p><em>“La società civile ha necessità di alzare la testa. Siamo stati capaci di costruire strumenti come finanza etica e commercio equo e solidale che hanno sviluppato circuiti virtuosi. Questa è una spinta per continuare questo percorso. Oggi è arrivato il momento di passare all’azione”, </em> ha concluso. L’incontro è proseguito con un partecipato dibattito che ha evidenziato la volontà di proseguire in un percorso di applicazione e divulgazione, in primis a partire dal basso, di queste nuove soluzioni.</p>
<p><em>(Piera Marsilio)</em></p>
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		<title>Lettera aperta al presidente Napolitano</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Maurizio Pallante (mdf) e Fabio Salviato (Banca Etica) sulla vicenda Fiat-Melfi per una nuova politica economica-industriale italiana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/salviato_pallante-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2319" style="margin: 2px;" title="salviato_pallante-2" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/salviato_pallante-2.jpg" alt="" width="184" height="130" /></a>Ill.mo Sig.<strong> Presidente della Repubblica</strong>,</p>
<p>Il protrarsi della grave crisi finanziaria, economica, sociale e ambientale che ha colpito il mondo intero ha innescato da tempo una profonda riflessione sulla sostenibilità dell’attuale modello di sviluppo. Dopo anni di mobilitazione, impegno e campagne della società civile, che noi ci onoriamo di rappresentare, temi come la finanza etica e lo sviluppo sostenibile sono finalmente entrati nell’agenda dei potenti, anche se siamo ancora ben lungi da un cambio di paradigma che oggi appare essenziale.</p>
<p>Abbiamo molto apprezzato il suo recente intervento nella vicenda del licenziamento dei tre operai di Melfi. In questi mesi la FIAT, la principale azienda italiana, ha spesso occupato le prime pagine dei giornali, dalle vicende di Termini Imerese, passando per Pomigliano d&#8217;Arco, all’ipotesi di delocalizzazione in Serbia per arrivare oggi a Melfi. Nel suo illuminato e distensivo intervento lei auspica &#8221; un passo avanti e un confronto pacato sul futuro dell&#8217;azienda &#8220;.</p>
<p>Noi sottoscritti, come rappresentanti della società civile ma anche forti della nostra esperienza rispettivamente come fondatore e presidente del <a href="http://www.decrescitafelice.it/">Movimento della Decrescita Felice</a> e come fondatore e già presidente della <a href="www.bancaetica.com">Banca Etica</a>, Le offriamo la nostra disponibilità a tale confronto, certi di poter fornire un contributo sostanziale, avvalendoci anche della collaborazione e consulenza tecnica dell’Ing. Mario Palazzetti, già responsabile del Centro Ricerche FIAT, e di numerosi altri esponenti sia del mondo dell’Università che del mondo economico e industriale.</p>
<p>Le soluzioni per disinnescare le tensioni sindacali, per creare nuovi posti di lavoro di qualità, per rilanciare la FIAT e, ancor più, per uscire dalla crisi economica esistono già e sono a portata di mano, è solo un problema di volontà politica. Il mercato dell’auto è ormai saturo: <strong>in Italia circolano oltre 35 milioni di vetture</strong>, è chiaro che il futuro della FIAT non può essere solo nell’auto, che, oltretutto, ha un elevato impatto ambientale e sociale (basti pensare agli incidenti stradali). Occorrono nuove idee, occorre diversificare e percorrere nuove strade.<br />
Quando si parla di innovazione e nuove idee, in genere si guarda al futuro. Noi sosteniamo invece che le idee e le soluzioni esistono già e appartengono al passato, un passato che però nessuno ha mai voluto realizzare. Nel 1972 l’Ing. Mario Palazzetti, dirigente del Centro Ricerche Fiat, brevettò il<strong> micro-cogeneratore</strong>: si trattava di un semplice motore d’auto, che può essere installato in qualsiasi casa, alimentato a metano, collegato ad un alternatore e capace di generare in forma combinata energia termica ed elettrica (da cui il nome di co-generatore). Tale macchina ha un rendimento energetico almeno doppio rispetto alle tradizionali caldaie, il che significa anche dimezzare il consumo di energia da fonti fossili e quindi la CO2 prodotta.</p>
<p>Purtroppo, chissà perché, nessuno in Italia ha sviluppato su ampia scala tale idea, su cui ora sta investendo la Germania: la Volkswagen, con il sostegno del governo tedesco, da qui al 2015, utilizzando come base il motore della Golf, produrrà ben 100.000 cogeneratori che, mentre riscalderanno le case, forniranno anche l’energia elettrica equivalente a ben due centrali nucleari! <strong>Perché non può farlo anche la FIAT, che è stata la prima azienda a produrli? Ci sarebbe nuovo lavoro per migliaia e migliaia di operai, un lavoro utile alla società e all’ambiente e in Italia non ci sarebbe più il bisogno di riaprire lo spinoso e controverso capitolo del nucleare</strong>.</p>
<p>Questo è solo un primo esempio di quelle che noi amiamo chiamare le <strong>tecnologie della decrescita</strong>, ovvero quelle tecnologie cioè <strong>che consentono di creare ricchezza e occupazione di qualità riducendo l’impatto sull’ambiente e il consumo di risorse</strong>. Tecnologie per riqualificare gli edifici e ridurre i consumi energetici, per ridurre la produzione di rifiuti, per riciclare le materie prime, per produrre energia da fonti rinnovabili. In questo campo potremmo essere all’avanguardia e non temere la concorrenza di nessuno, neanche della forte economia cinese o americana. Ma ci vuole una classe imprenditoriale sensibile e illuminata, e ci vuole il convinto sostegno di una rinnovata classe politica, che sia capace di una visione più alta e lungimirante rispetto al solito nucleare, grandi opere o inceneritori.</p>
<p>L’<strong>8 ottobre</strong> 2010, con il patrocinio del comune e della provincia di Perugia e della regione Umbria, si terrà a Perugia  il <em><strong>Primo convegno italiano sulle tecnologie della decrescita</strong></em>. Interverranno numerosi industriali che, nella loro attività economica, stanno già realizzando questa rivoluzione, questo salto culturale. Verrà proposto un <strong>patto </strong>per mettere in rete conoscenze e tecnologie, creare sinergie, rilanciare il comparto tecnologico e industriale italiano riducendo l’impatto ambientale e il consumo di risorse e creando nuovo posti di lavoro di qualità e ricchi di senso e di valore.<br />
Ci guadagneranno gli imprenditori, i lavoratori, i cittadini e anche le generazioni future, cui lasceremo in eredità un mondo migliore e più vivibile.</p>
<p><strong>Cogliamo l’occasione per invitarLa a presenziare a questo importante appuntamento e Le chiediamo di concedere all’evento il Suo Alto patrocinio. Saremmo molto onorati dalla Sua presenza o quantomeno, da un Suo messaggio di sostegno</strong>.</p>
<p>Restiamo a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e per un incontro.<br />
Certi della Sua cortese risposta, Le porgiamo distinti saluti.</p>
<p>Maurizio Pallante<br />
Presidente del Movimento della Decrescita Felice</p>
<p>Mail:  <a href="maur.pallante@gmail.com">maur.pallante@gmail.com</a><br />
Sito Web:  <a href="www.decrescitafelice.it">www.decrescitafelice.it</a></p>
<p>Fabio Salviato<br />
Già Presidente di Banca Etica<br />
Presidente di SEFEA (Società Europea Finanza Etica e Alternativa)<br />
Presidente di ETICA SGR</p>
<p>Mail: <a href="fsalviato@bancaetica.com">fsalviato@bancaetica.com</a><br />
Sito Web: <a href="www.bancaetica.it">www.bancaetica.it</a></p>
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		<title>Un seminario di confronto per una agenda comune</title>
		<link>http://www.movetico.org/un-seminario-di-confronto-per-una-agenda-comune/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[In ottobre a Torino, una opportunità per ridurre la frammentazione di movimenti e comitati ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/girotondo_padova.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2292" style="margin: 2px;" title="girotondo_padova" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/girotondo_padova.jpg" alt="" width="228" height="171" /></a>In ottobre la Rete Provinciale Movimenti e Liste di cittadinanza  sta organizzando a Torino  un seminario ed incontro pubblico   “Un agenda comune per una società  capace di futuro&#8221; a cui prenderà parte anche il Movimento Etico Solidale.</p>
<p>Una sorta di confronto  tra  esperienze di impegno politico e di cittadinanza attiva, un’opportunità per  valutare la possibilità di costruire un’agenda comune,  per ridurre  l’attuale frammentazione di movimenti e comitati e trovare percorsi di sintesi  e collaborazione.<br />
All&#8217;incontro sono stati invitati</p>
<p><strong>Giulietto Chiesa</strong> (Movimento per l’alternativa)<br />
<strong>Francesco Gesualdi</strong> (Centro Nuovo Modello di Sviluppo)<br />
<strong>Gino Strada</strong> (Emergency)<br />
<strong>Alex Zanotelli</strong> (Lilliput)<br />
<strong>Beppe Grillo</strong> (Movimento 5 stelle)<br />
<strong>Massimo Fini</strong> (Movimento Zero)<br />
<strong>Maurizio Pallante</strong> (MDF)<br />
<strong>Fabio  Salviato</strong> (Movimento Etico Solidale)<br />
<strong>Nanni Salio</strong> (Ecoistituto “P.  Cavaliere” – Sereno Regis).</p>
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		<title>La storia di una Banca Etica nata dal basso</title>
		<link>http://www.movetico.org/la-storia-di-una-banca-etica-nata-dal-basso/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 09:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabio Salviato ha presentato il suo ultimo libro, connubio tra narrativa e approfondimento, un intreccio di avventure autobiografiche, raccontate con la freschezza di un romanzo storico, e tematiche legate allo sviluppo prossimo futuro della finanza etica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/tavolo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2211" style="margin: 2px;" title="tavolo" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/tavolo1.jpg" alt="" width="239" height="144" /></a>Presentato il 7 aprile in sala anziani di Palazzo Moroni a Padova il nuovo libro di <strong>Fabio Salviato</strong> <em>“Ho Sognato una banca, Dieci anni di Banca Etica”</em>, edito da Feltrinelli.<br />
Presenti anche il co-autore Mauro Meggiolaro e Riccardo Milano.  La storia di una banca unica al mondo raccontata dal suo presidente e fondatore, nata dal basso su iniziativa di movimento pacifisti, ambientalisti, botteghe del commercio equo e cittadini responsabili.</p>
<p>”Una storia che coinvolge le reti sociali  &#8211; esordisce  Salviato &#8211; che racconta (a partire dai suoi vent’anni) anche i movimenti ambientalisti, pacifisti e la costruzione del commercio e quo e solidale&#8221;. Non un saggio, una autobiografia o un giallo ma una importante narrazione che passa attraverso l’incontro di persone dedite al far all&#8217;operare. Un libro incentrato sulla ricostruzione storica a partire da Padova, città fulcro anche per la prima banca etica dell’800, un luogo dove negli ultimi anni le innovazioni del commercio equo, del settore biologico e della finanza etica, si sono ramificate e innervate fino a creare una movimento in cui si riconoscono molte persone.</p>
<p>L’autore racconta un episodio “che fa riflettere” a cui assistette in Equador. Una partita di pallavolo in spiaggia, il cui risultato, se il match risultava vincente, e così fu, avrebbe garantito ai genitori di compare le medicine per il figlio malato.<br />
Traghetta poi il pubblico ad una riflessione sui movimenti mutualistici di fine ‘800, al welfare dell’900 fino agli ultimi vent’anni, pregni di opportunità che hanno favorito l’apertura di banca etica che finalmente ha acquisito una dimensione significativa. Una ricetta che permette di portare avanti un cambiamento necessario nei prossimi dieci anni che darà modo a 6 miliardi di persone di vivere compatibilmente con gli indicatori.<br />
“Abbiamo creato una banca e quasi ci dobbiamo giustificare perché siamo virtuosi”, un paradosso. Ha poi spiegato che le banche tradizionali sono state salvate con una iniezione di liquidità ma continuano e perpetrare gli errori che hanno portato alla crisi. Dunque è importante “creare regole per permettere di cambiare la finanza”. Il libro narra inoltre delle banche etiche europee, alcune ispirate al movimento antroposofico ma soprattutto descrive storie di italiana gente (33 mila i soci) che si intrecciano con la genesi della banca etica, e ancora intrecci tra banche etiche francesi e spagnole, indicatore della dimensione di ciò che si sta costruendo nel prossimo futuro, ossia la banca europea.<br />
“Si deve prendere coscienza che le reti sociali sono importanti” ha ribadito, attori e soggetti che si installano un pannello solare, coltivano un orto biologico, utilizzano criteri di bioedilizia, tutti coloro contribuiscono a creare una comunità che rende attuali anche i vecchi principi di solidarietà. Chiude citando una frase di Ilvo Diamanti autore della prefazione. “Fabio Salviato ci pare (abbastanza) buono e (abbastanza) felice. Ha realizzato i suoi sogni e non sembra per ora intenzionato a svegliarsi”.</p>
<p>Secondo il co-autore Mauro Meggiolaro l’alternarsi nel volume di narrativa e approfondimento non appesantisce il lettore, anzi.  Citando un passo significativo del testo dimostra che il processo di costruzione è partito dal basso e dall’entusiasmo dei fondatori e della gente che incontravano. Alcuni aneddoti molto divertenti, fotografano una realtà italiana dinamica e attenta, pronta a cogliere nuove proposte valide e concrete che nel corso del tempo, con la volontà di tutti, hanno ridato ossigeno e linfa vitale a valide idee per troppi anni soffocate.</p>
<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/dediche.jpg"><img class="size-full wp-image-2216 alignright" style="margin: 2px;" title="dediche" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/dediche.jpg" alt="" width="218" height="275" /></a><strong>Riccardo Milano</strong> (tra i soci costruttori di Banca Etica, si occupa delle relazioni culturali) ha ribadito come il processo sia partito dal basso, una evoluzione che ha radici storiche profonde che richiamano l’operato dei francescani nel ‘500, la nascita dei primi Monti di Pietà e di come questa tendenza di dare sostegno alle classi più povere sia riapparsa poi nell’800 quando nacquero le prime casse di risparmio. Successivamente ci fu Rothschild, la nascita delle prime cooperative e la formazione in Germania delle prime banche popolari di città  e casse rurali nella provincia. Una rivoluzione. Tra gli anni sessanta e settanta del novecento grazie all’apporto di movimenti, si ritrovò l’humus per lavorare dal basso i kibuz, l’esperienza di Montdragon e successivamente Solidarnosh, Tezè. Tutti fattori che hanno contribuito a creare un nuovo modello di banca.</p>
<p>“Oggi si da per scontato la presenza di banca e finanza etica ma non è così, specialmente per le persone che hanno tirato carretti. È stata fatta molta strada ma all’epoca ben pochi scommettevano”.</p>
<p><em>(p.m.)<br />
</em><a href="http://www.feltrinellieditore.it/giornalisti/IntervistaInterna?id_int=2629">Intervista Video<br />
<span><strong></strong></span></a><strong><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807171871.html;jsessionid=E4217EF25414E812B47F45B0D0FA7952.applprod01" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Acquistalo su  www.lafeltrinelli.it con il 20% di sconto </strong></span></a></strong></p>
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		<title>Dieci anni di Banca Etica in uscita con Feltrinelli il 7 aprile</title>
		<link>http://www.movetico.org/dieci-anni-di-banca-etica-in-uscita-con-feltrinelli-in-7-aprile/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel libro di Fabio Salviato la storia delle reti e dei movimenti che hanno trasformato il sogno di una banca che promuove la pace, l'ambiente e la società civile in una realtà unica al mondo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/copertina_libro_fabio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2134" style="margin: 2px;" title="copertina_libro_fabio" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/copertina_libro_fabio.jpg" alt="" width="184" height="288" /></a>&#8220;Ho sognato una banca&#8221;,  in uscita dal 7 aprile in tutte le librerie, racconta la storia di Banca Etica: un&#8217;organizzazione finanziaria nata dal basso su iniziativa di movimenti pacifisti e ambientalisti, botteghe del commercio equo e solidale e di migliaia di cittadini attivi. A dieci anni dalla partenza, il presidente<strong> Fabio Salviato</strong> ne ripercorre le tappe principali con una narrazione in prima persona che attraversa trent&#8217;anni di attivismo sociale, dagli scontri del &#8216;77 all&#8217;occupazione della base americana di Comiso, dal messaggio rivoluzionario del commercio equo agli anni novanta, con il boom del terzo settore. Fino ai giorni nostri, quando il modello di Banca Etica è pronto per essere esportato in altri paesi europei.</p>
<p>Oltre a narrare le vicende e i personaggi principali legati alla nascita della banca, il libro si propone di raccontare una storia mai scritta: quella dei movimenti e delle reti cooperative che da decenni animano la coscienza critica dei cittadini europei. Lontani dai riflettori della politica-spettacolo e dai salotti buoni delle grandi famiglie dell&#8217;industria e della finanza, le cooperative, le associazioni e le organizzazioni non governative hanno saputo rispondere in modo creativo e partecipato ai bisogni di milioni di persone, creando opportunità di lavoro e integrazione per giovani emarginati, disabili, disoccupati dalle regioni più isolate e depresse fino alle periferie infinite delle grandi città contemporanee.</p>
<p>Il progetto di una nuova grande Banca Etica Europea, illustrato nella seconda parte, è accompagnato dalle voci di chi sta cercando di costruirla: i francesi della finanziaria La Nef, i baschi del Mondragon, ma anche i palestinesi del Parc, che lottano per la difesa delle proprie terre e i pionieri israeliani dei kibbutz.<br />
&#8220;Ho sognato una banca&#8221; è un libro di sogni che si possono realizzare tutti i giorni attraverso la raccolta di risparmi e la concessione di crediti. Finanziamenti che rendono possibile la coltivazione dei terreni sottratti alla mafia, il recupero di aree naturali protette, la conversione biologica di fattorie abbandonate ma anche l&#8217;installazione di pannelli solari sul tetto di casa o la ristrutturazione di immobili con le tecniche della bioedilizia.<br />
In un periodo di grave crisi economica e di  sfiducia nel sistema bancario, la storia di Banca Etica vuole indicare una via d’uscita a partire dal basso, dal coinvolgimento di clienti, soci, cittadini, in un piano di sviluppo sociale che ha come motore il credito. Il libro ha lo scopo di risvegliare la creatività e la passione per il “fare”, per l’attivismo sociale, in un momento storico segnato dall’apatia e dal ripiegamento dei cittadini nella propria sfera privata. L’esperienza di Banca Etica e delle migliaia di persone che hanno contribuito a farla crescere sono la dimostrazione che, mettendosi in rete, si possono realizzare idee straordinarie e contribuire concretamente a rendere migliore il mondo in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli.</p>
<p>«Dalla prima all’ultima riga, questo libro è attraversato da una energia straordinaria. Da convinzioni robuste. E da una grande, grandissima serenità. A conferma che le buone pratiche, anche se sono impopolari e godono di cattiva stampa, nella realtà fanno bene a chi le coltiva. Perché nella vita – perfino in un ambiente competitivo e talora aggressivo come quello dell’economia e della finanza – non sempre vincono i cattivi». (Ilvo Diamanti, Prefazione)</p>
<p>«Il libro di Fabio Salviato tratta di argomenti economici e soprattutto finanziari, ma il suo autore non è economista di professione. Forse per questo riesce ad osservare la realtà del mondo bancario da un’angolatura particolare che gli consente di vedere cose che troppo spesso l’adesione acritica a certi paradigmi scientifici non consente di cogliere» (Stefano Zamagni, Postfazione)</p>
<p>Ho sognato una banca. Dieci anni sulla strada di banca etica<br />
di Fabio Salviato<br />
in collaborazione con Mauro Meggiolaro</p>
<p>Prefazione di Ilvo Diamanti<br />
Postfazione di Stefano Zamagni</p>
<p>Editore: Feltrinelli, Serie bianca, Aprile 2010</p>
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		<title>Invito a votare la lista Idea per la regione Veneto</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[L'appello di Franco Zecchinato, "biologico" storico di El Tamiso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/IDEA_ConScritte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1693" style="margin: 2px;" title="IDEA_ConScritte" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/IDEA_ConScritte.jpg" alt="" width="189" height="183" /></a>Cari amici,<br />
so che non è “normale” invitare esplicitamente la gente a votare qualcosa, se si rappresenta un’impresa cooperativa che quotidianamente opera sul mercato.</p>
<p>Sappiamo che a schierarsi si rischia comunque qualcosa, di questi tempi poi……. e che già proporre il solo andare a votare è sempre meno popolare.</p>
<p>Ma l’impresa è la Cooperativa agricola El Tamiso, che propone e pratica l’agricoltura biologica, la sostenibilità ambientale e sociale, l’economia solidale e l’emancipazione dei nostri contadini, da ben 26 anni a Padova, e non posso non insistere con voi perché andiate a votare alle prossime Elezioni Regionali del Veneto, e votiate la LISTA “IDEA”.</p>
<p>Essa nasce da una prima intuizione e proposta del presidente di Banca Etica, Fabio Salviato, a cui parecchi di noi “biologici” hanno aderito, andando a costituire il Movimento Etico e Solidale ( www.movetico.org ) che a sua volta ha lanciato la proposta della Lista, insieme alla neo-Costituente Ecologista dei Verdi del Veneto.</p>
<p>Italia Democratica Etica ed Ambientalista simboleggia lo sforzo e la proposta di tutti noi, insieme allo slogan “Nucleare NO Grazie”, una posizione che non possiamo non condividere oggi.</p>
<p>Come non possiamo non sostenere un forte NO agli Organismi Geneticamente Modificati-OGM, l’antitesi del nostro impegno per un’agricoltura sostenibile, per un diritto al cibo degno di questo nome, per i consumi stagionali e locali, per la sobrietà degli stili di vita, per la sovranità alimentare dei popoli.</p>
<p>La Lista sostiene la candidatura di Giuseppe Bortolussi, come l’intero centro-sinistra.</p>
<p>Anche questa non è stata scelta facile, ma da soli si andrebbe poco lontano con gli attuali meccanismi elettorali, e ci sembra francamente difficile sostenere candidature diverse, le stesse che oggi sono parte dell’attuale governo di questo Paese, pur se abili nella comunicazione.</p>
<p>A noi interessano di più i fatti: i reali provvedimenti assunti in questi anni per le famiglie e per la dignità delle persone – lavoro, scuola, sanità, ambiente, agricoltura – per un’Italia democratica, equa e solidale, avendo come faro il “bene comune”, come obiettivo e prassi di governo.</p>
<p>Beh, non ci pare proprio che oggi chi ci governa possa sostenere di aver fatto queste e tante altre cose, ne’ in Italia, ne’ in Veneto.</p>
<p>Quindi crediamo che valga la pena di esprimere il proprio voto di indirizzo, e magari mandare nel Consiglio Regionale del Veneto qualcuno di noi, che possa positivamente lavorare per le nostre IDEE.</p>
<p>Troverete tutto quello che serve sapere per la vostra provincia sul sito  <a href="http://www.listaidea.org">www.listaidea.org</a> &#8211; quanto alle preferenze da esprimere, personalmente le mie “idee” ce le ho, ma non le scrivo qua.</p>
<p>Ovviamente è un invito ed un ragionamento se poi convince &#8230;. VOTATE E FATE VOTARE</p>
<p>Franco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inchiesta di Riccardo Iacona sulle energie alternative disponibili</title>
		<link>http://www.movetico.org/linchiesta-di-riccardo-iacona-sulle-energie-alternative-disponibili/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MES</dc:creator>
				<category><![CDATA[MES In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[MES per l'energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Germania il 16 % dell'energia è prodotta da sole, vento e alberi e in Italia?

Una situazione al limite del paradosso ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/presadiretta1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2065" style="margin: 2px;" title="presadiretta" src="http://www.movetico.org/wp-content/uploads/presadiretta1.jpg" alt="" width="288" height="214" /></a> <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e9c0c5ec-688a-4f53-aefa-97c2b268b4c3.html?p=0">Guarda il video</a> della programma di <strong>Riccardo Iacon</strong>a Presadiretta, trasmesso su Rai3 il 7 marzo in prima serata. Una nuova ed esaustiva inchiesta sulle energie alternative disponibili.</p>
<p>La energie rinnovabili in Germania e in Austria vengono sfruttate grazie a una legge approvata da tutti gli schieramenti politici, lo stato sovvenzione il fotovoltaico, l&#8217;eolico e le biomasse. I parchi solari sono già una realtà concreta e per il futuro si prevede un aumento della produzione di energia verde che potrà arrivare nel 2020 a metà del fabbisogno di energia tedesco.</p>
<p>Tutte le intelligenze e l&#8217;inventiva sono a servizio di soluzioni efficaci che possono benissimo essere attuate anche in Italia dove putroppo le leggi che ci sono ma mancando le linee guida ogni regione fa come vuole e le lungaggini burocratiche paralizzano molti progetti. Emplematico il caso della Sicilia.</p>
<p>Lo scandalo più grande nel paese del sole che potrebbe essere uno dei maggiori produttori, è che si prevedono prezzi incentivati per l&#8217;energia prodotta non solo con impianti alimentate da <strong>fonti rinnovabili</strong> ma anche  energie prodotte da fonti assimilate inceneritori di rifiuti, termovalorizzatori e centrali nucleari (Cip6, una delibera adottata il 29 aprile del &#8216;92, in seguito alla legge n. 9 del 1991) che non hanno nulla a che fare con l&#8217;energia verde.</p>
<p>L&#8217;incentivo viene finanziato con un sovrapprezzo fino al 7 % del costo dell&#8217;energia elettrica addebitato ai consumatori finali.</p>
<p>Riguardo all&#8217;inclusione della parte non-biodegradabile dei rifiuti quale fonte rinnovabile la commissione europea aveva stabilito<br />
« La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell&#8217;articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell&#8217;energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell&#8217;elettricità (1), <strong>la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile</strong>».</p>
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