Un’altra politica è possibile

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Giovedì 20 gennaio alle 21 nella sala incontri ex Mulino via Balegno 8 a Rivalta di Torino Un’altra politica è possibile una serata contro la cementificazione con Giuseppe Salvaggiulo giornalista de La Stampa di Torino coautore del libro La colata insieme a F. Sansa, A. Garibaldi, A. Massari, M. Preve.
L’evento è organizzato dal comitato di cittadinanza attiva Rivalta Sostenibile che cerca da alcuni anni di proporre occasioni di informazione e di confronto, organizzando eventi pubblici con alcuni testimoni del nostro tempo. La finalità  è di capire e approfondire temi importanti, di aiutare a risvegliare le coscienze, creare sensibilità e stimolare la cittadinanza attiva. Durante la serata sarà possibile acquistare il libro La Colata.

L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.
Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni.
Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme. Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno).
Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. Ci raccontano che i soldi per il TAV e per il ponte di Messina ci sono, per le frane no. Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com’è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati.

L’arrivo alla Bahamas

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8 gennaio 2011
Universo blu, indaco, turchese, a volte smeraldo. Cielo vivace solcato da stormi di nubi candide mosse dall’onnipresente vento del mare aperto, dell’oceano sconfinato. Una bassa e breve spiaggia abbagliante sfida le onde, le calma, e permette alle barche di trovare pace all’interno di una laguna ferma, immota come una piscina non frequentata. Noi siamo quì. Un guscio che galleggia sull’acqua dalle mille sfumature di blu. Le sfumature che rendono la vita più colorata, e sempre diversa. Il vento non si accorge che c’è terra, passa sopra e prosegue la corsa verso est incurante delle migliaia di bassi atolli corallini che invadono il mare  e rendono unico questo angolo di mondo.

Siamo a Bimini da un paio di giorni ed i colori pulsanti riflessi dalle acque e dalle spiaggie di farina orlate da palme ci riempiono di meraviglia.
I tropici che per troppo tempo abbiamo abbandonato tornano a schiarirci le idee. A darci calore nell’animo e ottimismo nel futuro. Siamo felici, grati verso l’umanità ed in debito con questo meraviglioso pianeta.

Il pianeta che sfregiamo, sfruttiamo e deprediamo perseguendo un solo obiettivo, il profitto.

Arriviamo alle Bahamas dopo quasi due mesi di viaggio. Abbiamo percorso migliaia di chilometri e visitato centinaia di cittadine e metropoli  degli Stati Uniti.
L’impero che domina il mondo, crea tendenze e consuma più di ogni altro Paese.

Nel golfo del Messico la marea nera è sparita alla vista, si è dagiata nel fondo ricoprendo tutto e le autorità, i media e la gente del luogo fa finta che non sia accaduto nulla. Anche loro stendono un velo pietoso sopra una catastrofe ecologica che si riperquote dolorosamente nel portafogli dei più deboli e degli altri esseri viventi.

Le Bahamas occidentali sembrano averla scampata. Il petrolio non è arrivato qui. Ma è senz’altro presto per dirlo. Di certo i coralli sono vivi ed i pesci numerosi. Ma quello che più ci colpisce sono questi colori vivi, gioiosi e solari come la gente che vi abita.

Alfredo Giacon

“Con l’obbligo dei biosacchetti ci guadagna l’ambiente, ma c’è rischio speculazione”

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Giuseppe Brau fondatore di Quibio.it il primo e-commerce Italiano dedicato ai prodotti usa e getta biodegradabili e compostabili al cento per cento che, in dieci anni di attività ha evitato l’emissione di oltre 10.000 tonnellate di CO2 nell’atmosfera spiega come è la situazione all’indomani dell’entrata in vigore della legge che obbliga l’utilizzo di shopper biodegradabili.

“Per tenere bassi i prezzi, c’è il rischio che molti sacchetti immessi nel mercato non siano completamente biodegradabili”. “L’entrata in vigore dell’obbligo all’utilizzo di sacchetti in plastica biodegradabile – ha dichiarato  Brau – è una notizia molto positiva, prima di tutto per l’ambiente. Con questa norma, che vede l’Italia diventare esempio per l’Unione Europea, saranno prodotte centinaia di migliaia di tonnellate di plastica in meno e l’impatto ambientale derivante avrà un brusco calo”.
“La polemica di questi giorni relativa all’aumento dei costi dei sacchetti deriva dalla concezione errata che molti esercenti hanno nei confronti della borsa in bioplastica: il sacchetto viene considerato come un prodotto da banco sul quale lucrare, e non come un modo per veicolare una nuova etica rispettosa dell’ambiente. Il rischio speculazione, quindi, è particolarmente alto: non solo perché il costo  rincarato  viene fatto ricadere sul consumatore, ma anche perché, per tenere bassi i costi di produzione del sacchetto e massimizzare il guadagno della sua vendita, molti sacchetti potrebbero essere prodotti con una percentuale di plastica tradizionale all’interno. Ciò però, non li renderebbe più biodegradabili al 100% e quindi non compostabili” .
“Per non far correre ai nostri utenti questo rischio – ha concluso -  stiamo predisponendo un documento che aiuterà il consumatore a riconoscere, con una semplice prova, un sacchetto interamente biodegradabile da uno in cui è presente una percentuale di plastica”.

Natale in Florida

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“Meno dieci gradi, tra Georgia e Florida. La gente del posto, le loro case non sono preparate a queste temperature. Noi nemmeno, e come loro siamo increduli e letteralmente gelati. Pensate che Nicoletta ha spruzzato dell’acqua dolce sulla coperta e nel giro di pochi secondi l’acqua si è trasformata in ghiaccio.

Fortunatamente a bordo abbiamo una fantastica caldaia Webasto ST 9000 che ha mantenuto intorno ai venti gradi la temperatura nell’accogliente ventre di Jancris. Dopo alcuni giorni di vento gelido che rendeva duro percorrere ogni miglio, il termometro è tornato a livelli normali. Adesso siamo a Vero Beach, un posticino molto speciale per chi naviga.

Ci sono quasi un centinaio di barche abitate da navigatori che fanno una sosta visto l’ambiente estremamente amichevole per chi naviga. Pensate che alla boa si pagano 12 USD al giorno, c’è un bus ogni venti minuti che gratuitamente porta ai vicini centri commerciali e supermercati, lavanderia, docce, sala comune con internet, televisione, biblioteca, caffè…tutto gratis. CHI SI SCHIODA DI QUA??? L’ormeggio è in un luogo assolutamente sicuro, circondato da mangrovie palme e basse querce che danno rifugio a tantissimi uccelli marini, in primis ai falchi pescatori e le aquile di mare che sono una delizia da vedere, e mi stregano con i loro volteggi ed acrobazie. Poi, come fulmini scendono in picchiata ed afferrano con gli artigli i pesci che nuotano sul pelo dell’acqua….bellissimo.
Per chi cerca maggiori info sul luogo può vedere su google MUNICIPAL MARINA VERO BEACH.  Le Bahamas sono qui davanti.
L’estate è stata finalmente raggiunta.  BUON NATALE”.

Si possono seguire le avventure dello scrittore skipper nel programma Caterpillar su rai stereo 2 tra le 18,30 e le 19,20 oppure nella sezione news del sito www.alfredogiacon.com

16 novembre Giacon nel-golfo del messico a monitorare la marea nera

Fabio Salviato eletto presidente della Federazione Banche Etiche Europee

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Il 28 novembre scorso a Bruxelles, l’assemblea dei 24 soci di Febea (Federazione Banche Etiche Europee), provenienti da 11 paesi della comunità europea, ha eletto all’unanimità Fabio Salviato presidente della federazione.
“Mi sono impegnato nei confronti dei soci – ha dichiarato il nuovo presidente – a portare avanti un’azione di lobbing nei confronti delle istituzioni pubbliche: Comunità Europea, Consiglio d’Europa, Banca Centrale Europea, istituzioni sovranazionali. Il secondo punto importante sarà  la proposta di revisione di Basilea 3 (un sistema che obbliga le banche a rispettare determinate regole che penalizzano le banche etiche, ndr). Verranno organizzati convegni e seminari su tematiche specifiche proposte dai soci, è per questo che mi sono ripromesso nei prossimi mesi di poterli contattare ed incontrare al fine di definire un programma comune”.

E’ seguito un convegno in cui è stata lanciata un’iniziativa tesa ad ottenere il riconoscimento delle banche etiche europee all’interno delle comunità. A questo scopo è stato realizzato un Atlante delle buone pratiche, un volume che raccoglie le 350 iniziative più significative finanziate dalle banche etiche europee; molti i progetti italiani. E’ stato inoltre lanciato un appello per divulgare gli obiettivi futuri della federazione. Nella fase successiva si passerà alla sottoscrizione dell’appello da parte di organizzazioni, reti, associazioni, cooperative e individui che intendono aderire. L’obiettivo è raccogliere un numero consistente di adesioni.

(p.m.)

I locali della decrescita: metti in tavola la sostenibilità

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Sabato 11 dicembre a partire dalle dieci, al Centro La Costigliola immerso nei Colli Euganei in provincia di Padova, si svolge il primo incontro del progetto I locali della decrescita: metti in tavola la sostenibilità, che riunisce sotto questa sigla tutti gli esercizi pubblici con alto livello di sostenibilità ambientale. La prima tappa di un percorso di condivisione e auto-formazione, coordinata da Francesco Badalini, referente del Circolo Decrescita Felice di Verona. Il progetto di certificazione è anche una occasione per diffondere e sostenere pratiche decrescenti e virtuose nei gesti ed azioni quotidiani in modo semplice e diretto.
La Costigliola è un centro congressuale e agricolo biologico gestito da Banca Etica dedicato ad attività associative e sociali.

Programma

10,00 accoglienza e registrazione partecipanti

10,30-11,30 Intervento di Maurizio Pallante: Presentazione del Movimento della Decrescita Felice. I limiti della crescita, la necessità di un nuovo paradigma culturale, le tecnologie della decrescita come strumento per uscire dalla crisi. Creazione di un circuito economico alternativo che metta in relazione le aziende delle decrescita e il mondo dei Gas e del consumo critico e responsabile

11,30-12,30 Intervento di Fabio Salviato: L’impegno e le iniziative di Banca Etica per la sostenibilità ambientale. Innesco. esempi di buone pratiche e il progetto Padova Solare

12,30-13,00 domande e dibattito libero

13,00-14,00 pranzo

14,00-15,00 Francesco Badalini, fondatore circolo Mdf di Verona: presentazione delle iniziative sul territorio veronese (il corso sulla viticoltura sostenibile e il vino a km zero). Presentazione del progetto I locali della decrescita come prima tappa di un sistema di certificazione di sostenibilità ambientale delle aziende e delle imprese. I 16 punti qualificanti della sostenibilità dei locali.

15,00-15,30 domande e dibattito libero. Proposte su come diffondere il progetto, selezione dei segnalatori e dei certificatori volontari, iniziative future.

16,00 Conclusione lavori

Si prega di comunicare la propria partecipazione entro il 5 dicembre 2010. L’ospitalità e spese sala sono offerte dalla La Costigliola.
Ai partecipanti è richiesto un contributo di euro 15 per il pranzo, preparato da una cooperativa sociale, a base di prodotti biologici e a Km zero.
Previa prenotazione, sarà possibile pernottamento e prima colazione nella struttura al prezzo di euro 30, sia nella notte venerdì-sabato che fra sabato e domenica.

Per iscrizioni 340/4915732.
Iscrizione, prenotazione pranzo e/o pernottamento: La Costigliola s.r.l. Sede Legale: Via Nazario Sauro, 15- 35139 Padova Tel. 049/8755116 346/5766974 Fax 049/8755714 info@lacostigliola.org

Giacon nel Golfo del Messico a monitorare la marea nera

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Monitorare la marea nera è uno dei programmi che l’eco- scrittore Alfredo Giacon si prefigge di attuare nella sua missione caraibica di 6 mesi, in partenza a inizio dicembre. Sarà accompagnato dalla moglie Nicoletta Siviero e dalla cagnetta Trudy, la mascotte della coppia di velisti in giro per il mondo: Galapagos, Polo Nord, Oceano Indiano,  Golfo di Aden, Penisola di Malacca, Polinesia.

“Ho deciso questo viaggio che da Washington ci porterà via fiume in Georgia e di lì sotto costa fino alle Bahamas, perché nessuno ha ancora verificato se il paradiso naturale delle Exuma, arcipelago di 365 atolli popolati solo di iguana e uccelli marini, è stato lambito dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Bp. Questo che è il più bel parco marino delle Bahamas, già location di “007 Operazione tuono”, presenta fondali di tre metri ottimi per il mio due alberi Jancris da 17 metri, che pesca 2,50”.
Per la missione ecologica sponsorizzata da comune, provincia e università di Padova più alcune aziende legate a energia e pannelli solari, Alfredo Giacon ospiterà per due settimane due professori dell’Istituto di biologia marina dell’ateneo padovano e un laureando: saranno loro ad effettuare i rilievi, a verificare l’eventuale surriscaldamento e i livelli di innalzamento delle acque, a studiare le biodiversità locali.
Altro obiettivo della missione: “Percorrere mille km da Washington alla Georgia lungo il canale Intracoastal Wather Way così come fanno migliaia di imbarcazioni da diporto e commerciali spiega – significa dimostrare in casa nostra che ridurre il traffico su gomma e l’inquinamento dei tir è possibile usando i nostri fiumi e le idrovie esistenti, come la Venezia – Padova, i cui lavori sono stati abbandonati dopo 50 anni di discussioni e tante infrastrutture realizzate. Negli Usa dal dopoguerra le idrovie sono state attivate, come in Francia o Germania; perchè in Italia non è possibile?”
La missione toccherà 7 Stati (Columbia, Virginia, North Carolina, South Carolina, Georgia, Florida, Bahamas) e sarà la prima ad effettuare un’indagine scientifico- ambientalista lungo le coste della Florida e la prima a livello europeo a studiare il parco delle Exuma. “Per noi sarà anche un modo per comunicare con la gente del posto, cogliere sensazioni, capire cosa sta cambiando nel clima e nel rapporto con l’ambiente”, dice il velista.

Giacon è giornalista, scrittore, velista ecologista, ieri invece era un imprenditore calzaturiero. Accortosi di dedicare al lavoro la sua esistenza, nel 1993 decise di cambiar rotta e vendette attività e casa per trasferirsi con la moglie su una barca a vela e sposando il proprio spirito naturalista. Da allora sono iniziati i grandi viaggi e le collaborazioni giornalistiche a riviste ( Dove, Gulliver, Donna Moderna, Vela a motore, Bolina. Iscritto nel 2000 all’ordine dei giornalisti ha pubblicato per Mursia quattro libri: Oltre l’orizzonte (2001), Magico Egeo (2004), Magica Turchia (2006, tradotto in inglese nel 2008), L’uomo che parlava con i delfini (2009) e uno con Il Frangente: Il mio cane in barca. L’11 settembre 2007, dopo quasi 3 anni e 20.000 miglia di navigazione dalla Turchia agli Stati Uniti Alfredo e Nicoletta furono accolti dalle autorità e dal console italiano nel porto di Boston, città gemellata con Padova: l’impresa valse a Jancris l’appellativo di “ambasciata galleggiante di Padova”. Nel 2008, anno internazionale polare, Jancris fece rotta verso i ghiacci del Canada. Lo scopo era verificare gli effetti del surriscaldamento. Quand’è in terraferma Alfredo Giacon svolge un’opera di sensibilizzazione sull’importanza di cambiare stili di vita senza per questo incidere negativamente sulla qualità della propria esistenza, nel rispetto del pianeta che ci ospita. “Nei miei viaggi ho tutti i comfort e sono supportato dalla più moderna tecnologia; il bello è che con questo modello di vita entro autenticamente in contatto con l’ambiente e con le persone. Al ritorno sono arricchito dentro e non posso che riscontrare quanto in Italia si sia rimasti fermi”.
Jancris è ormeggiata nel molo di Washington, il viaggio inizierà ai primi di dicembre 2010. All’ andata la barca discenderà a motore il canale Intracoastal Wather Way fino alla Georgia, poi proseguirà a vela sotto costa fino a Miami sempre contro corrente e di lì a Nassau capitale delle Bahamas, dove imbarcherà gli studiosi e inizierà il percor so tra gli atolli.
Durante il tragitto la barca sarà in contatto con l’Italia grazie al telefono satellitare cellulari, internet e Skype. Foto e filmati saranno diffusi sul sito www.alfredogiacon.com

Allegati

Corriere 30 otobre 2010
Gazzettino 2 novembre 2010

poster viaggio 2010-2011

(Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664 www.robertobrumat.it)

I trent’anni che sconvolsero il mondo

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Alla metà degli anni Cinquanta, con il suo carico di speranza nell’Italia che cambia, una famiglia meridionale sbarca a Torino, Stazione di Porta Nuova, alla ricerca di una vita migliore in una terra così diversa dalla propria. La sua storia si intreccia – lungo il corso di tre decenni – a quella di tanti altri personaggi; protagonisti e comparse che hanno attraversato un periodo di mutamenti davvero radicali, nello stile di vita e nel territorio in cui viviamo territorio in cui viviamo.

Scarica scheda libro

Maurizio Pallante è tra i fondatori, con Mario Palazzetti e Tullio Regge, del Comitato per l’uso razionale dell’energia (CURE) e presidente dell’Associazione Movimento per la Decrescita Felice. Collabora con la trasmissione di Radio2 Caterpillar. È membro del comitato scientifico della campagna sul risparmio energetico M’illumino di meno e della testata online di informazione ecologica Terranauta.
Tra i suoi libri più recenti: La felicità sostenibile.Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi (Rizzoli, 2009); La decrescita felice (Editori Riuniti, 2005).

Veronesi bocciato a giugno

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All’oncologo Veronesi è stato chiesto di presiedere l’agenzia nazionale per il nucleare, e lui da bravo professore ha elencato cinque buoni motivi per cui potrebbe accettare l’incarico. Il primo è una sua dichiarazione d’intenti a livello politico, non dimentichiamo che l’oncologo è gia senatore e fa parte della commissione Istruzione ricerca e cultura di questo governo. Il secondo ed il terzo motivo sono dei paletti che giustamente mette per avere un ‘piano tecnologicamnte avanzato, economicamente sostenibile e professionalmente gestito da figure di alto profilo’. Poi vuole ‘ampi margini di decisione e azione e devo avere il tempo di esercitare la mia attività clinica, medica e scientifica che non ho alcuna intenzione di abbandonare’. Come salta agli occhi, di nucleare non si parla fino a questo punto.
Il quarto motivo lascia di sasso qualsiasi persona abbia un minimo di cognizione sulle fonti di energia alternativa che esistono da tempo nel mercato e dice che ‘il nucleare è un bene per il Paese’ ed elenca come giustificante gli Stati confinanti che hanno le centrali nucleari che girano a pieno ritmo vendendoci la loro energia, senza citare il fatto inconfutabile che prima che una nostra centrale nucleare sia completata trascorerranno almeno venti anni. Credo che il professore non tocca questo argomento perchè tra vent’anni lui sarà ultracentenario.
Veronesi, classe 1925, è così preso dalle sue tante poltrone ed occupazioni, che pensa di poter presiedere un’agenzia per il nucleare che inizierà a produrre energia elettrica, se tutto va bene, nel 2030 e, come se non bastasse, l’inossidabile oncologo come quinto motivo, anzichè spiegarci come possa funzionare una centrale nucleare senza avere un impatto devastante sul territorio e le sue genti, snocciola i cinquant’anni di battaglie e di impegno politico senza mai essere stato iscritto ad un partito, come se questo sia un qualche segno di esperienza della materia e cita la laurea honoris causa in fisica, che non lo rende affatto un luminare sull’argomento . Se sono questi i cinque punti di forza di un programma nucleare non posso che bocciare il professore e cito io cinque motivi concreti perchè non si devono iniziare a costruire nel 2010 le centrali nucleari.
Il primo motivo sono le scorie nucleari e lo smaltimento dei materiali radioattivi che rimangono letali per qualsiasi forma di vita per oltre un migliaio di anni. Questo vuol dire che se gli egiziani hanno lasciato come traccia della loro civiltà le piramidi, i greci i templi ed i romani il colosseo, noi lasceremo veleni. Secondo motivo è il carburante delle centrali nucleari, l’uranio, che ci renderebbe sempre dipendenti dall’estero perchè nel nostro territorio non esiste.
Terzo, chi ci vende (a caro prezzo) la tecnologia per costruire le centrali nucleari è la Francia, così noi togliamo risorse ai nostri ricercatori e scienziati che vanno a lavorare all’estero, per pagare una tecnologia vecchia. Quarto, dicevo tecnologia vecchia perchè si vanno a costruire centrali nucleari di terza generazione, le medesime che in Germania vogliono chiudere perchè ormai grazie alle fonti di energia rinnovabile il bisogno di energia elettrica prodotta con il nuceare non è più economicamente vantaggiosa. Quinto, nell’articolo pubblicato il 26 luglio 2010 dal New York Times, viene confermato che l’energia prodotta con il nucleare sarà sempre più costosa, infatti da luglio negli Usa  il prezzo di produzione di elettricità prodotta con il solare è arrivata a quota 0′16 dollari il chilovattora, meno di quella prodotta col nucleare. Negli Stati Uniti il presidente quarantenne guarda con estrema attenzione al futuro del nostro pianeta, consapevole del fatto che non potrà esistere prosperità su un pianeta finito. Noi, senza nulla togliere all’esperienza e allo spessore culturale di chi ci guida, siamo in mano ad una classe dirigente vecchia anagraficamente, e la riprova è data da questa ultima richiesta ad un illustre ottantacinquenne di portare avanti un progetto ventennale.

(Alfredo Giacon)

Scrittore e giornalista, Alfredo Giacon dal ‘93 viaggia nel mondo a bordo della sua barca a vela indagando sul degrado ambientale e monitorando i più importanti santuari della natura del pianeta. Ha assistito all’avanzare inesorabile dell’inquinamento anche negli angoli più remoti della terra e da anni non perde occasione di lanciare il messaggio di quanto sia impellente che i governi incentivino la società a cambiare stili di vita per vivere più in armonia con la natura e nel rispetto delle biodiversità che arricchiscono questo nostro pianeta. E’ stato candidato capolista alle regionali 2010 per la lista etica e ambienalista Idea.

Sfida all’ultima Sporta e Mettila in rete

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Sfida all’ultima Sporta è una iniziativa rivolta a comuni, province e regioni, una sorta di gara per la riduzione degli shopper a cui partecipano scuole ed esercizi locali; in palio un montepremi.

Si ispira ad una competizione organizzata lo scorso anno in Colorado in cui 30 cittadine di una contea si sono sfidate a chi consumava meno sacchetti di plastica. Gli esercizi commerciali aderenti hanno conteggiato per sei mesi i sacchetti risparmiati sulla base degli acquisti effettuati dai clienti senza naturalmente utilizzare gli shopper di plastica. Il premio in palio, una fornitura di pannelli solari completa di installazione, acquisita con il contributo degli sponsor,  è andato a beneficio della scuola locale del comune vincitore, Basalto.
La sfida ha permesso un risparmio per l’ambiente di oltre 5 milioni di sacchetti.

Mettila in rete non sprecare si rivolge invece a semplici cittadini, enti locali, esercizi commerciali e grande distribuzione.  E’ la proposta di concreta riduzione degli inutili imballaggi intermedi quando si acquista l’ortofrutta. Per evitare i sacchettini monouso in plastica, ma anche in carta, viene proposto un retino in cotone riutilizzabile e lavabile evitando spreco di materia ed energia.

I dettagli operativi si trovano sul sito www.portalasporta.it . Entrabe le iniziative sono azioni valide di partecipazione alla Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti EWWR che si terrà, anche in Italia www.ecodallecitta.it, dal 20 al 28 novembre 2010.
Dove trovare le borsine:  www.dadebapm.it e nei supermercatri della catena supermercati NaturaSì

(p.m.)