Battesimo del Mes a Terra Futura (Firenze)

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Presentazione Mes

Presentazione Mes

Sabato 30 maggio si è svolta a Firenze la presentazione del Movimento Etico Solidale (Mes), nell’ambito della mostra convengo internazionale Terra Futura (buone pratiche di vita, di governo e d’impresa verso un futuro equo e sostenibile).
Al seminario sono intervenuti Fabio Salviato presidente del Mes (presidente di Banca Popolare Etica), Riccardo Milano coordinatore del comitato scientifico, Alfredo Giacon scrittore-giornalista e Filippo Scianna avvocato (direttore del centro buddista di Padova Tara Cittamani).

Fabio Salviato

Fabio Salviato

Un movimento di persone socialmente responsabili, elemento di cambiamento, ha esordito Fabio Salviato che ha richiamato al concetto di felicità in un momento storico faticoso. Il Mes crede nella finanza etica, nella pluralità della formazione, nel rispetto dell’ambiente. “Abbiamo centinaia di ragioni per iniziare un cammino”, ha aggiunto. All’interno lavora un comitato scientifico che elabora iniziative. Pratiche concrete come i Gas, l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici, degli orti di città sono importanti perchè possono garantire l’autosufficienza. “E’ arrivato il momento di iniziare un’azione concreta e coordinata” ha dichiarato. Il Mes si propone di iniziare percorsi di cambiamento pratiche individuali, un nuovo pensiero economico, un’operazione di carattere culturale che coinvolga le reti. “E’ arrivato il momento di dare forza a tutta questa energia”. Un movimento culturale che può spostare le cose e i trenta mila soci della Banca sono una grande forza. “Bisogna far tesoro del vecchio – ha concluso – per vedere proiettato nel futuro il Movimento Etico e Solidale”.

Riccardo Milano

Riccardo Milano

Riccardo Milano coordinatore del comitato scientifico, ha esordito puntualizzando che l’etica va vissuta e non declamata. Ha citato il percorso che ha portato al concetto di bene totale anche se in realtà gli individui sono sempre meno felici, approfondendo  alcuni aspetti dei dieci punti del Manifesto. Il primo “Essere portatori di pace”, il secondo “sensibilizzare al bene comune” ed ha citato l’economista italiano Antonio Genovesi (1713-1769), meno famoso di Adam Smith (1723-1790), che offre un’interessante idea economica che si mette a servizio degli altri. Terzo punto Rispettare le persone e le cose, quarto essere diffusori di felicità, e ancora ridare gusto al pensare e al fare bene che significa ridare spazio all’arte ed alla cultura, ricominciare con le scuole di politica, avere la visione di un sistema economico e finanziario nuovo perché le teorie economiche sono fallite e la finanza etica è un’ottima risposta, sensibilizzare all’ambiente e alle sue politiche attualmente esistono due lobby gli ecologisti e gli economisti che non dialogano, condividere la ricchezza prodotta, essere cooperativi, ed infine essere trasparenti.
“Sono fiducioso  – ha aggiunto –  che dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e dire basta, voglio fare la mia parte perché ho solo questa vita”.

Alfredo Giacon

Alfredo Giacon

Alfredo Giacon ha raccontato la sua esperienza quando nel ’93 comprò una barca a vela e partì per vedere se era possibile vivere in armonia con la natura questo lo ha portato in giro per il mondo. Ha spiegato che è possibile vivere senza lasciare traccia, la barca è infatti dotata di due pannelli solari e un generatore eolico. E’ necessario cambiare lo stile di vita che deve avvenire per gradi. Esiste dunque  la possibilità di vivere senza “succhiare energia al pianeta”. Nel suo ultimo libro  L’uomo che parlava ai delfini (Mursia, 2009) vi è descritta la possibilità di ricominciare questo dialogo.

Filippo Scianna

Filippo Scianna

Filippo Scianna ha posto l’accento sulla necessità di autoresponsabilizzarsi di fronte alla crisi culturale della società. Coloro che prendono decisioni hanno problemi di conoscenza e prassi, chi è al vertice non vuole conoscere e non si apre al nuovo. E’ necessaria una cultura del rispetto dell’altro e del dialogo. “Bisogna che ci educhiamo alla compassione – ha ribadito –  al rispetto dell’altro”. L’interdipendenza ha aspetti legati al dialogo, è una visione della realtà ma la nostra società muove invece da paradigmi di separazione. Compassione significa aprire il cuore agli altri ed interagire. “Riguardo al Mes – ha concluso– sono molto fiducioso che in breve tempo saremo in tanti”.

Pubblico

Pubblico

Numerosi gli interventi del pubblico. Marco Arduini imprenditore, condivide una riflessione sul settore politico, “abbiamo iniziato un rinnovamento che non si vede a livello politico – ha detto – una parte della società non si riconosce e lotta contro un certo pensiero che anima il potere”. Nel decalogo ritiene necessario includere anche la lotta per la giustizia che è stata addomesticata. “Si può avviare un lavoro”, ha concluso.

Fabio Brescacin del comitato scientifico, ha sottolineato che il Mes vuole essere un movimento politico ma anche culturale perché manca una cultura economica e sociale. Lo slogan nella cultura liberi, nella politica uguali, nell’economia solidali sintetizza le intenzioni del Movimento. Enrico Invernizzi, imprenditore (membro della società antroposofica milanese) ha fatto notare che in campo sociale esistono delle similitudini con il pensiero steineriano ma ci sono moltissimi movimenti che vanno nella stessa direzione del Mes.

Maria Luisa Albigi

Maria Luisa Albrigi

Maria Luisa Albrigi del Mes (consigliere del consiglio comunale di Verona), ha detto di aver aderito con molta fiducia al movimento, un’utopia che ci permette di costruire un futuro ma è necessario essere coerenti “se il personale prevale sul resto – ha puntualizzato – si rischia di rovinare tutto, ma insieme possiamo farcela”. Marina Galati, referente per l’area sud dei soci di Banca Etica, ha chiesto quali saranno le pratiche politiche per fare movimento.

Luigi Barbieri

Luigi Barbieri

Il vice presidente di Banca Etica Luigi Barbieri, ha elogiato il supporto contenutistico e documentale prodotto dal Mes.
Fabio Salviato ha spiegato che bisogna giocare questa partita da protagonisti. La caratteristica da incentivare è la prassi quotidiana. Ha citato la possibilità di riconoscere una moneta complementare che rafforzi un determinato circuito oppure staccare la spina dall’Enel come hanno fatto in Sudtirolo. “Queste sono le azioni incisive che portano al mutamento di cultura e prassi, per cambiare lo stile ed essere il ‘greenpeace della politica’”.
(Piera Marsilio)

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7 Responses to “Battesimo del Mes a Terra Futura (Firenze)”

  1. Oltre alle belle parole, cosa può fare il MES per tentare di cambiare il mondo ?

  2. Cara Emanuela,
    grazie veramente per la tua domanda, visto che non dici di voler cambiare l’Italia, ma il mondo! Scherzi a parte hai ragione e la tua domanda è quella che i siamo posti per primi noi…
    Il fatto è che, storicamente, prima si pensava e poi si agiva – come la storia ci ha insegnato. E le cose, bene o male (dipende quali e come) si sono fatte e, in parte, hanno aiutato un po’ tutti. Ora non si pensa più e si fa e basta (e l’ottica del pensiero è a brevissimo: vedasi la crisi in atto) e il disatro è sotto gli occhi di tutti. Non pensi che già (ri)cominciare a pensare e a parlare bene e a diffondere buoni pensieri, sia una cosa da fare con urgenza? Un vero ascolto ed un capace pensiero possono ricominciare ad aiutare molto di più di quanto non si creda…. Cominciamo, anche con il tuo contributo, da lì, dall’impostazione dell’agenda di pensiero, lavoro, ambiente, ecc. e dalle cose necessariamente da ridiscutere: ne verrà fuori una prassi sicuramente valida. Anche questi sogni? Non lo so, ma sono convinto che peggio di come vanno le cose oggi, senza pensiero, è difficile… Il Mes vuol essere, comunque, pensiero e prassi e non solo pensiero e, ancor meno, parole. Ognuno ed ogni suggerimento è ben accetto; in fondo non cerchiamo altro che migliorare e cambiare le situazioni esistenti. Non ne vale la pena? Spero di risentirti. Riccardo

  3. Ciao Emanuela, nel MES un gruppo di persone della società civile, ha deciso non solo di portare la propria esperienza, ma di stimolare altra gente seria e positiva ad intervenire in prima persona per spingere ad un cambiamento che sentiamo tutti deve avvenire in fretta. Ecco, in questa prima fase noi del MES stiamo cercando di smuovere le coscienze delle persone che fino ad ora sono state spettatrici. E’ facile criticare e non fare nulla per cambiare le cose che non ci vanno bene. Se tutti noi abbiamo finalmente il coraggio di uscire di casa e indignarci per certi stili di vita e prassi che non condividiamo, se riusciamo ad essere in tanti e ben organizzati, allora il MES, la gente, può cambiare le cose. Il futuro. Passa parola, dobbiamo iniziare a contarci e a stupirci di quanti siamo. Ciao Alfredo

  4. D’accordo, grazie delle risposte. Ci risentiamo, Manuela

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  7. Direi che il MES, solo per il fatto di portare in politica un nuovo PENSIERO e di dare rappresentanza politica a chi sta faticosamente costruendo un altro mondo possibile, ci voleva proprio, forse è proprio quello che molti stanno aspettando da tempo! Passare dal Pensiero (Progettare) alla Parola (Comunicare in modo chiaro, semplice, essenziale e comprensibile a tutti) alla Prassi (Fare concretamente).
    Ecco allora il mio/nostro decalogo:
    1) Economia solidale/finanza etica
    2) Commercio equo soloidale
    3) Consumo critico e boicottaggio
    4) Agricoltura biologica
    5) Difesa dell’ambiente e del territorio
    6) Energie da fonti rinnovabili
    7) Sobrietà e decrescita felice, meno e meglio
    8) Altra informazione e cultura
    9) Partecipazione attiva sociale e politica
    10)Condivisione, gratuità e solidarietà

    Nella cultura liberi, nella politica uguali, nell’economia solidali: Insieme si può!

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